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A Enna il viaggio nel Mito è multimediale

Attraverso totem touch screen, proiettori di alta tecnologia e impianti audio di ultima generazione nel nuovo museo è possibile fruire l’arte in modo più contemporaneo e immersivo

di Sara Magro

Museo Mito (foto di Parrinello)

3' di lettura

Il 5 ottobre a Enna, nel cuore della Sicilia greco-romana, ha aperto il Museo multimediale del Mito in un edificio storico recuperato all'interno dell'area archeologica.
Questa però non è una semplice esposizione. Diversamente dal solito, non si attraversano una serie di sale tra vetrine da guardare e non toccare. Al contrario, si interagisce con le storie, partecipando virtualmente. All'ingresso, ti invitano ad accomodarti in una delle quattro postazioni di simulazione, e ti forniscono un visore Oculus VR da indossare. Quando sei pronto, parti per un viaggio tra le stagioni, il tempo, il mistero della Natura e il ciclo della vita. Basta avviare il programma, e per 15 minuti ti immergi in uno spazio e in un tempo che non coincidono con il “qui e ora”, eppure sembrano altrettanto tangibili. Grazie alla proiezione tridimensionale e a 360°, sembrerà di volare davvero sul Castello di Lombardia e la Rocca di Cerere, e di spaziare su un paesaggio incontaminato di precipizi e vallate fino alle propaggini dell'Etna. L'esperienza prosegue tramite un totem touch alla scoperta di reperti e testimonianze del mito di Kore, esposti negli altri musei archeologici della provincia di Enna. Infine, si entra in una stanza dove si rivive il ratto di Persefone e la disperazione di Desdemona, la Dea Madre. Alla full immersion contribuiscono 10 proiettori di alta tecnologia, un impianto audio di ultima generazione e una regia da Kolossal. Il racconto è affidato alla voce di Neri Marcorè, e presto saranno introdotte una versione in inglese recitata dall'antropologo musicale Victor Vertunni, e una semplificata per i bambini.

Attraverso la multimedialità, il museo propone un modo più contemporaneo di fruire dell'arte e della storia, partecipando con tutti i sensi. Questa era infatti l'intenzione di Sarteria, la startup culturale incaricata dell'allestimento, tutto in materiali riciclati, a cura di Francesca Mezzano e con gli interventi creativi del land artist catanese Ligama, che ha trasformato segni, simboli e volti dell'arte greca in narrazione contemporanea. Per creare un'esperienza innovativa e di indiscusso valore culturale, è stato necessario ricorrere al contributo di diversi altri professionisti, dalla ricerca iconografica di Claudia Valeri, una delle massime esperte italiane di archeologia classica, alla supervisione di Giuseppe Saccà, produttore cinematografico di Favolacce, che nel 2020 ha vinto i più importanti premi cinematografici, compreso l'Orso d'Argento a Berlino. Come ha sottolineato Saccà: «L'arte contemporanea e il cinema (e le nuove tecnologie, aggiungiamo noi, ndr) hanno imparato a dialogare virtuosamente e la contaminazione dei generi sarà di certo la chiave del futuro della cultura».

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Il museo di Enna si inserisce in una nuova tendenza internazionale degli allestimenti museali, sempre più interattivi e immersivi, grazie al coinvolgimento di scenografi e professionisti del cinema, capaci non solo di ricostruire contesti, ma di trasportare il visitatore altrove nel tempo e nello spazio. Come fece nel 2007 Peter Greenaway con il film/installazione “Ripopolare la Reggia”, per l'apertura al pubblico della Venaria, a Torino. In quel caso, il regista inglese ricostruì la vita nel palazzo facendola raccontare da 100 attori in costumi d'epoca, da Ornella Muti a Silvia Bergamaschi, da Piero Chiambretti a Giuseppe Battiston, la cui immagine veniva proiettata sui muri e sui soffitti del palazzo. Un'esperienza simile, e altrettanto temporanea, è l'opera di video arte di Studio Azzurro che con proiezioni di immagini storiche e di personaggi racconta il lavoro di medici, religiosi, balie, farmacisti e nell'antico Hospitale di Parma: la mostra dura fino all'8 dicembre, ma lo spazio è già destinato a diventare il museo multimediale della città.

Musei aperti a nuove esperienze

Mostre e musei purtroppo sono stati chiusi a causa delle restrizioni imposte dalla seconda ondata di Covid19. Ma appena si potrà non mancheranno le occasioni per ritornare a frequentare questi luoghi. «Un museo oggi deve essere percepito come un luogo vivo, un centro di ricerca inclusivo che procede alla riscrittura permanente della storia grazie a una lettura innovativa dei documenti che custodisce», spiega Simone Verde, direttore della Pilotta, struttura storica con 4 musei, una biblioteca musicale e il teatro farnese. «Non si tratta di inseguire mode, ma di guardare al passato con le nuove angolature che ci offre il presente. Si tratta anche di introdurre forme di mediazione digitale, non per sostituirle all'opera reale, ma come un ipertesto aggiuntivo». In Pilotta ha infatti creato un tavolo interattivo dove si possono indagare le opere in altissima definizione e avere accesso ai contenuti scientifici che le riguardano in maniera ludica e spettacolare. Nei progetti futuri di Verde, c'è anche l'inserimento di attività di svago, compreso un ristorante e lezioni di yoga nei magnifici spazi cinquecenteschi.

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