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Auto: a giugno immatricolazioni ancora in calo del 15%, pesano i ritardi nelle consegne

Effetto ancora limitato degli incentivi. Da inizio anno il calo è del 22%: il Centro Studi Promotor prevede 1,1 milioni di auto per l’intero 2022

di Filomena Greco

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2' di lettura

Un mese di incentivi non è bastato a invertire la tendenza e riportare in terreno positivo il mercato auto. Nel mese di giugno le immatricolazioni cono calate, rispetto a giugno 2021, del 15 per cento. Molto negativo anche il risultato del primo semestre dell’anno, come fa notare il Centro Studi Promotor, che chiude con un calo del 22,7% sullo stesso periodo del 2021. «Se proiettiamo i volumi all’intero anno – sottolinea Gian Primo Quagliano di Promotor – possiamo prevedere un milione e 179mila immatricolazioni, un livello disastroso e in linea con quelli registrati alla fine degli anni '60».

L’impatto limitato degli incentivi il mese scorso è dovuto ad una serie di ragioni, a cominciare dal fatto che le difficoltà di approvvigionamento dei componenti elettronici allungano i tempi di consegna delle auto e dunque di immatricolazione. «Gli incentivi più graditi dal pubblico – spiega il Centro Studi Promotor – quelli destinati alle vetture ad alimentazione tradizionale con emissioni di CO2 da 61 a 135 grammi per chilometro sono andati esauriti al 13 giugno, ma la maggior parte delle 80mila prenotazioni registrate sulla piattaforma si riferiscono a veicoli non in pronta consegna, ma disponibili nei prossimi mesi».

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Un secondo fattore che sta pesando sull’andamento del mercato, spiegano gli esperti, è il fatto che la “corsa” verso l’acquisto di auto full electric o alla spina è rallentato, un po’ per l’effetto attesa rispetto agli Ecobonus un po’ per le incertezze dei consumatori. «Per le auto con emissioni da 0 a 20 grammi di CO2 al chilometro ad oggi lo stanziamento di 209 milioni è stato utilizzato solo per il 13,1%,mentre gli 11 milioni messi a disposizione delle persone giuridiche per acquistare auto destinate al car sharing è stato utilizzato soltanto per il 2,1%» sottrolinea il Centro Studi.

Per le auto appartenenti alla fascia di emissioni da 21 a 60 grammi di CO2 per chilometro lo stanziamento di 213 milioni è stato utilizzato ad oggi per il 6,5%, mentre quello di 11.250.000 euro riservato alle persone giuridiche si è fermato allo 0,7%. In molti tra gli operatori dunque chiedono una modificare idel Decreto del 6 aprile per riaprire alla fascia 61-135 grammi senza modificare lo stanziamento complessivo.

Quanto all’andamento delle case produttrici, i risultati restano negativi con saldi a due cifre, fanno eccezione marchi a volumi ridotti come Cupra, Dacia o Dr che registrano da inizio anno aumenti molto consistenti, fino a triplicare le immatricolazioni come accade al marchio Dr. Bene anche le vendite Honda (+26,5% da gennaio a giugno). Nel mese recuperano volumi Peugeot e Alfa Romeo, oltre a Nissan e Porsche. Buoni anche i volumi nel mese per Smart e Tesla.

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