Residenziale

A Milano le case nuove sfiorano, in media, i 6mila euro al metro quadro

Aumenti del +13,2% in due anni, più “contenuti” nell’ultimo semestre (+1,1% in sei mesi) Ma gli operatori si dicono preoccupati: rallentamento delle trattative,cresce l’incertezza per la finanziabilità delle operazioni, influsso della situazione internazionale, lievitazione dei costi di materie prime ed energia

di Laura Cavestri

(Arcansél - stock.adobe.com)

4' di lettura

In media valgono 5.898 euro al mq gli immobili nuovi a Milano nel II semestre 2021, pari a una crescita dell’1,1% rispetto a 5.836 euro al mq del primo. Era di 5.210 il dato pre-Covid a fine 2019, con una crescita del 13,2% del prezzo medio del nuovo in soli due anni. È stata una crescita impetuosa quella degli immobili di nuova costruzione a Milano, anche nel periodo di maggiori restrizioni. In città, l’offerta di immobili resta ancora molto al di sotto della domanda. Ora resta da capire se la città reggerà anche l’incertezza delle tensioni internazionali che già hanno prodotto un’impennata dei prezzi delle materie prime e dell’energia e le difficoltà di approvvigionamento (dal ferro al legno all’argilla, che partiva, quest’ultima, soprattutto, dal porto di Mariupol).

Sono questi i dati di sintesi che emergono dalla “Rilevazione dei prezzi degli Immobili della Città Metropolitana di Milano” sul II semestre 2021, realizzata dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, attraverso una Commissione di rilevazione composta dalle principali Associazioni di Categoria ed Ordini Professionali del settore: Fimaa Milano Lodi Monza e Brianza (Confcommercio Milano), Assimpredil Ance, Fiaip Milano, Anama Milano (Confesercenti) ed Isivi (Valutatori Immobiliari).

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I valori quartiere per quartiere

In particolare, a fine 2021, in centro i prezzi medi sono di 10.367 euro al mq, nel settore nord di 4.548 euro al mq, nel settore est di 4.932 euro al mq, nel settore sud di 4.283 euro al mq, nel settore ovest di 5.361 euro al metro quadrato.

I VALORI E I QUARTIERI
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Al primo posto: Spiga - Montenapoleone, 12.950 euro al mq nel II semestre 2021, poi Vittorio Emanuele - S.Babila a 12.450; Diaz – Duomo – Scala a 11.950; Parco Castello 11mila ; Brera a 10.725; Cairoli – Cordusio a 10.550; Venezia – Monforte a 9.450 euro al mq, Nirone - S.Ambrogio a 9.425; Repubblica - Porta Nuova a 9.350; Augusto a 8.850; Missori - S.Sofia a 8.525; Leopardi - Boccaccio – Pagano a 8.350; Solferino - Corso Garibaldi a 8.150 euro al mq.

Le zone cresciute in più sono in periferia

Tuttavia, le zone che sono cresciute di più in sei mesi, sono tutte in periferia: Salomone – Bonfadini, a 3mila euro al mq nel II semestre rispetto ai 2.725 del I semestre, +10,1%; Accursio, a 3.550 rispetto a 3.250 (+ 9,2%); Musocco – Villapizzone a 3.400 rispetto a 3.125, (+8,8%); Pellegrino Rossi - Affori - Bruzzano, a 3.450 rispetto a 3.200 (+ 7,8%), Quarto Oggiaro (a 3.050 rispetto a 2.850, +7,0%); Fulvio Testi - Cà Granda a 3.500 rispetto a 3.275 (+6,9%); Baggio - Quinto Romano a 2.900 rispetto a 2.725 (+ 6,4%); General Govone – Cenisio a 4.800 rispetto a 4.525 (+ 6,1%); Padova – Palmanova con 3.100 rispetto a 2.925, (+6 %).

Seguono Argonne – Corsica a 4.400 rispetto a 4.175, (+5,4%); Pacini – Ponzio a 4.550 rispetto a 4.325 (+ 5,2%); Carbonari – Maggiolina a 5mila rispetto a 4.775 (+4,7%); Brianza – Pasteur a 3.975 rispetto a 3.800 (+4,6%); Ronchetto a 2.900 rispetto a 2.775 (+ 4,5%); Lagosta - Stazione Garibaldi a 5.425 rispetto a 5.200 (+4,3%); Abruzzi – Romagna a 5.225 rispetto a 5.025 (+4%,) e Santa Giulia – Rogoredo a 3.450 rispetto a 3.325 (+3,8 per cento).

Le preoccupazioni e i nuovi trend

«Da inizio anno, rispetto al quadro di fine 2021 delineato dalle precedenti rilevazioni – ha sottolineato Beatrice Zanolini, consigliere Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – stiamo verificando un rallentamento del numero delle trattative insieme ad una emergente incertezza, spesso legata alla finanziabilità delle operazioni, conseguenza della difficile situazione internazionale e alla lievitazione di costi. Inoltre, la guerra in atto ha già impattato con la perdita di clienti, russi ed ucraini, che hanno un peso significativo per il nostro territorio. Tra le conseguenze future, in uno scenario di smart living, l’impatto che lo smart working continua ad avere sul territorio si traduce non solo in nuovi modi di vivere la propria abitazione ma anche in un modo diverso di fruire di spazi esterni, servizi, trasporti, attività commerciali. Determina nuove abitudini e nuove esigenze, condiziona tutti i settori in modo trasversale. Con la fine auspicata dell’emergenza sanitaria ci saranno aziende che riporteranno i lavoratori in presenza ma anche altre che opteranno per l’attività mista, o totalmente in smart working. Mancano spazi di coworking, la cui costruzione va incentivata e velocizzata, Il Comune si sta anche adoperando per valutare come poter incentivare il miglior uso degli spazi aziendali che restano vuoti, per evitare la desertificazione di alcune zone dove le attività vivono soprattutto grazie all'indotto che queste aziende portano».

Quasi 20 miliardi – ha detto Vincenzo Albanese, presidente Fimaa Milano, Lodi, Monza e Brianza – questo è il valore delle transazioni residenziali a Milano e nella Città Metropolitana, secondo le nostre stime nel 2021, pari a circa il 18% dell’intero comparto residenziale in Italia. Questo dato conferma come il mercato residenziale sia la più importante delle asset class del real estate a Milano, in termini di fatturato, analogamente alla situazione nazionale. Da segnalare, inoltre, la grande dinamicità del nuovo mercato del living, in particolare l’affermazione del comparto in affitto “per scelta”, come il multifamily e il microliving. Il MIPIM di Cannes, appena concluso, ha poi evidenziato come nonostante il complesso scenario globale, gli investitori internazionali continuino a manifestare il proprio interesse nei confronti del nostro Paese, specialmente verso operazioni con focus residenziale “Build to rent” e sulla logistica Last Mile. Se il periodo di incertezza internazionale potrebbe determinare un rallentamento dell’intensità della crescita del settore rispetto ai trend in essere – ha concluso Albanese – certamente Milano presenta un mercato più stabile e vivace rispetto altre realtà, grazie ai numerosi progetti in essere, quali la rigenerazione degli ex scali e gli interventi legati alle Olimpiadi 2026».

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