Al via le sfilate

A New York la moda cerca il rilancio con una strategia patriottica

Il 7 settembre si torna alle sfilate in presenza, con un calendario nazionale e disseminate in luoghi simbolo della città. E anche l’attesa mostra del Met sarà dedicata alla moda americana

di Chiara Beghelli

La sfilata di Bronx and Banco a New York nel settembre 2020

3' di lettura

La sera del 21 agosto migliaia di persone (tutte munite di attestato di vaccinazione antiCovid) si sono raccolte sul Great Lawn di Central Park a Manhattan per seguire “We Love New York: The Homecoming Concert”, evento con cui la città ha voluto celebrare una sorta di rinascita dopo il lungo silenzio della pandemia. Il mese scorso un articolo del New York Times segnalava che dal 2010 ad oggi New York City ha accolto 629mila nuovi residenti, cifra che è uno smacco a chi già prediceva la lenta morta della città. Ora, l’Homecoming Concert, ahimè, è stato interrotto sul più bello dall’uragano Henri, ma l’energia che voleva rappresentare non si è affatto dispersa. Anzi, l’imminente Fashion Week è pronta a raccoglierla ed esaltarla, nonostante un altro uragano, Ida, stia mettendo a dura prova la città.

Dopo due edizioni quasi totalmente digitali, martedì 7 settembre a New York torneranno le prime sfilate in presenza. Fino al 12 saranno gli Spring Studios la sede principale degli eventi, 91 in tutto, e dopo edizioni fiacche, con i forfait di nomi come Michael Kors e lo stesso Tom Ford, presidente del Cfda che la organizza, e pagate le conseguenze di un’organizzazione finora poco fluida (la Nyfw è in realtà creatura di due genitori, Cfda e Img, che la produce), New York punta al rilancio con una strategia ben delineata: valorizzare con forza la moda “made in the Usa”.

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Un calendario nazionale di eventi e sfilate

Già lo scorso febbraio Ford aveva deciso di ridisegnare il calendario ufficiale dell’evento come “American Collections Calendar”, un’agenda estesa oltre le edizioni della Nyfw e che convoglia ogni stagione tutti gli eventi - le sfilate, le presentazioni - di marchi statunitensi. Anche se Los Angeles è un importante centro manufatturiero, New York resta certamente la capitale della moda nazionale: secondo i più recenti dati dell’amministrazione, la sua industria della moda coinvolge 180mila persone, il 6% della forza lavoro totale della città, e genera salari per un totale di 11,5 miliardi di dollari. Circa 900 sono le aziende di moda con sede a New York, scelta per vivere e lavorare anche da un terzo dei 19mila designer del Paese.

Chi torna, chi debutta (grazie alla Casa Bianca)

Il ritorno in presenza a New York ha convinto a tornare anche Thom Browne e Altuzarra, e sono attesi Jeremy Scott, che porterà le sue creazioni per Moschino, e Peter Dundas. Anche nei debutti soffia un vento patriottico: in calendario, infatti, ci sono le prime sfilate di Sergio Hudson e Markarian, i due marchi protagonisti della cerimonia d’insediamento presidenziale di Joe Biden lo scorso gennaio e che sono cresciuti velocemente proprio dopo quella passerella. Hudson aveva vestito la ex First Lady Michelle Obama, e Markarian la nuova, Jill Biden. La sfilata di Markarian sarà nella Rainbow Room, storico ristorante nel Comcast Building, una nuova location che esprime anche il desiderio di valorizzare i simboli della Grande Mela: anche la Fifth Avenue Association ha dato per la prima volta il suo contributo alla nuova fashion week, mettendo a disposizione come hub il 608 Fifth Avenue, uno spazio distribuito su tre piani fra Saks Fifth Avenue e il Rockefeller Center. Sarà invece un simbolo della nuova New York a ospitare la sfilata di Collina Strada: il Brooklyn Grange è la più grande fattoria su tetto del mondo, dove crescono circa 45 tonnellate di prodotti biologici ogni anno: una scelta interessante, anche per parlare in modo diverso di sostenibilità, coinvolgendo nell’industria della moda un segmento che non ne fa direttamente parte, come la produzione di cibo.

Anche il Met Gala celebrerà la moda americana

La data più attesa è però il 13 settembre, quando la Nyfw si sarà appena chiusa: quella sera tornerà il celebre Met Gala, il primo in epoca Covid, che aprirà la mostra “In America: a Lexicon for Fashion”, un altro tassello di questo convinto focus sulla moda americana che proseguirà, il prossimo maggio, con “In America: an Anthology of Fashion”, retrospettiva che risalirà fino alle origini del Paese. A organizzarlo sarà il comitato più giovane mai formato, con Timothée Chalamet, Billie Eilish, Naomi Osaka e la poetessa Amanda Gorman, anche lei protagonista della cerimonia di insediamento della presidenza Biden e che subito dopo la sua performance ha firmato un contratto proprio con Img Models.

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