Export Italia-Usa

A rischio 7,8 miliardi di esportazioni italiane se il Pil Usa va a -8%

Lo dicono le stime Nomisma Cribis che analizzano i dati Fmi sulla contrazione del prodotto interno lordo mondiale dopo la pandemia da Covid

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(AdobeStock)

Lo dicono le stime Nomisma Cribis che analizzano i dati Fmi sulla contrazione del prodotto interno lordo mondiale dopo la pandemia da Covid


3' di lettura

Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale prevedono un drastico arretramento generale dell’economia mondiale: si passa da una stima del -3% del Prodotto interno lordo globale ad una del -4,9%. Le stime di decrescita dell’economia italiana nelle previsioni del Fmi oscillano in un campo di variazione che va dal -9,1 al -12,8%. Per quanto riguarda gli Usa le stime del Fondo Monetario parlano di un declino variabile dal -4,9 al -8,0 per cento.

Il punto è che gli Stati Uniti sono il secondo mercato di sbocco delle esportazioni italiane con un flusso di merci che cuba 45,5 miliardi, secondo soltanto a quello della Germania (58,1 miliardi). Facile dedurne che la flessione americana avrà ricadute importanti sulle esportazioni italiane. Ma di quanto? Nomisma, con la collaborazione Cribis, ha provato a dare una risposta.

IMPATTO DEL RALLENTAMENTO DEL PIL USA SULL’EXPORT ITALIANO
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Sono state stimate le diverse elasticità dell’export di tutti comparti italiani che esportano verso gli Usa rispetto alla variazione del Pil USA, dal 1995 al 2019 per arrivare, nell’ipotesi di comportamenti costanti, a stimare l’impatto del rallentamento di 8 punti percentuali del Pil americano sull’export italiano.

Tabella 1:

La tabella riporta per ognuno dei 13 comparti identificati (2 digit codice Ateco), il valore assoluto di export nel 2019, la quota di export, l’aumento (o diminuzione) dell'export in valori assoluti alla variazione di un punto percentuale del Pil USA, l’elasticità, e infine la stima della riduzione
dell’export nell'ipotesi di un calo del Pil americano di 8 punti percentuali.

Nel 2019 l’Italia ha esportato verso gli Stati Uniti beni per 45,5 miliardi di euro. Nomisma stima che, se il Pil statunitense dovesse calare di 8 punti percentuali, sono a rischio 7.8 miliardi di euro, il 17 per cento del nostro flusso di esportazioni verso gli Usa.
Le elasticità dei comparti alla variazione del Pil americano sono di intensità assai differente nei differenti comparti. Per nostra fortuna i comparti che mostrano le elasticità più elevate registrano quote di export basse: articoli in gomma (elasticità 4,88, quota 4,3%), servizi (elasticità 4,69, quota 0,67%) e legno e prodotti in legno (elasticità 4,48, quota 0,77%).

Di converso i tre comparti più importanti mostrano elasticità basse: macchinari e apparecchi n.c.a. (quota 18,28%, elasticità 1,9),
articoli farmaceutici (quota 12,8%, elasticità 0,44) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (quota 10%, elasticità 0,8).

Intrecciando quote ed elasticità i comparti maggiormente coinvolti sono macchinari e apparecchi n.c.a. che ridurrebbero il loro flusso di 1,26 miliardi (-15%); prodotti tessili, abbigliamento pelli ed accessori che perderebbero 1,1 miliardi (-28%); 800 milioni di euro in meno segnerebbero le esportazioni dei mezzi di trasporto (-9,6%). Infine, la voce più rilevante in termini di impatto sono le altre attività manifatturiere (gioielli, strumenti musicali, articoli sportivi e giocattoli…) che perderebbero 1,7 miliardi (-37%).

In precedenza, Nomisma, sempre in collaborazione con Cribis, aveva stimato l’impatto sull’export italiano rispetto al rallentamento del Pil tedesco: il nostro primo mercato. La differenza che emerge nel confronto tra le esportazioni del nostro paese (e le rispettive elasticità), verso queste due potenze economiche, è che nel caso della Germania l’intreccio delle nostre esportazioni era assolutamente integrato nella trama produttiva tedesca. Rispetto agli Stati Uniti, le nostre esportazioni sono maggiormente dirette su beni di consumo finali piuttosto che semilavorati. In tal senso gli Stati Uniti rappresentano più un ottimo cliente piuttosto che un partner produttivo.

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