L’appuntamento di Venezia

G20 su tassazione multinazionali, nuova sfida per la politica estera italiana

Il 9 e il 10 luglio si terrà il vertice dei ministri delle Finanze del G20 e dei governatori delle banche centrali: sul tavolo l’accordo sulla tassazione delle multinazionali

di An.C.

Tassazione multinazionali: chi vincerà la sfida?

3' di lettura

L’appuntamento è oramai dietro l’angolo. Dopo un inizio settimana che ha registrato il consolidamento del rapporto bilaterale con la Francia a seguito della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Parigi, un passo che lascia alle spalle le relazioni tese tra Roma e Parigi dei giorni del Conte uno, si delinea a stretto giro una nuova partita per politica estera italiana. Il 9 e il 10 luglio infatti si terrà a Venezia il vertice dei ministri delle Finanze del G20 e dei governatori delle banche centrali.

Sul tavolo è atteso un dossier particolarmente complicato: l’introduzione di un’imposta minima globale sulle multinazionali, dopo l’intesa sul 15% raggiunta il 1 luglio nel quadro Ocse dopo il passo decisivo compiuto in occasione del G7 in Cornovaglia .L’Italia, che ha la presidenza del G20, avrà un ruolo di primo piano nella trattativa.

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La linea italiana

Da fonti vicine ai dossier finanziari della presidenza italiana del G20, la presidenza italiana spingerà sulla finanza “green”; sul consolidarsi dei negoziati sulla tassazione delle multinazionali con l’obiettivo di avere operative aliquota minima e redistribuzione degli utili entro il 2023; e su un’accelerazione, con l’aiuto del Fmi, degli aiuti ai paesi poveri sia sul fronte della pandemia, dai vaccini alla preparazione a simili eventi che della gestione del suo impatto economico.

Confronto dopo ok 130 paesi a proposta Usa su tassa minima globale

Dopo il via libera da 130 paesi alla proposta statunitense di una tassa minima globale per le grandi multinazionali, dunque, i riflettori sono dunque accesi sul vertice veneziano. La proposta americana di una tassa minima globale (minimum tax) per le multinazionali ha ottenuto nei giorni scorsi il via libera di 130 paesi, durante una riunione virtuale dell'Ocse. Anche Cina e India hanno approvato la misura nata per combattere l'elusione fiscale delle corporation che aveva già raccolto il consenso del G7.

I pilastri della proposta Biden

La proposta del presidente Usa Joe Biden, dopo quasi un decennio di negoziati destinati ad incontrare l'opposizione di Washington, ha spiegato l’Ispi in un focus dedicato al tema, si basa su due pilastri. Il primo sono regole precise sulla tassazione delle grandi multinazionali, con oltre 20 miliardi di dollari di fatturato e margini superiori al 10% dei ricavi: una parte dei loro utili, pari a circa il 20-30% dei profitti in eccesso rispetto a quel 10%, sarà tassata nei paesi in cui le società generano ricavi. Il secondo pilastro si applica alle imprese che hanno un fatturato superiore ai 750 milioni di dollari e prevede una tassazione degli utili pari ad almeno il 15%. Adesso, ha messo in evidenza l’Istituto per gli studi di politica internazionale, la discussione si sposta al G20, in modo da trovare un'intesa entro ottobre, per un'entrata in vigore dal 2023. L'accordo mira a scoraggiare la competizione tra paesi per attirare le società offrendo aliquote fiscali più basse e ad aiutare i governi a finanziare le loro operazioni in un momento di impennata della spesa pubblica legata alla pandemia.

G20: Gentiloni, «vicini ad accordo su tassazione multinazionali»

«Sono piuttosto ottimista» sul fatto che si trovi un accordo nel G20 per una tassazione minima delle multinazionali a livello globale, ha ammesso il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, intervistato da Bloomberg Tv. «Tutti i membri del G20 - ha ricordato - hanno concordato a livello Ocse di avere un nuovo sistema di tassazione più equo. Le grandi multinazionali devono pagare le tasse dove realizzano i profitti e dobbiamo evitare la corsa al ribasso, ai paradisi fiscali, e avere una tassazione minima effettiva ovunque. Penso che ci siamo vicini e faremo del nostro meglio anche in Europa, per tradurre questo accordo in pratica nei prossimi mesi».

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