Medio Oriente

Di Maio, riaprire l’ambasciata a Kabul? Manca la sicurezza

Diplomazia a lavoro per far espatriare il gruppo di 133 persone tra atlete e familiari che rischiano la vita. I talebani chiedono all’Italia di riconoscere il proprio governo, mentre accusano l’Australia di «crimini di guerra». Intanto l’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Josep Borrell, dichiara che una difesa Ue è «necessaria» più che mai in questa fase. Venerdì il ministro della Difesa Guerini in visita al Pentagolo, colloquio con il suo omologo Usa

Afghanistan, talebani in festa mostrano i bottini di guerra
  • Talebani, Cina aumenterà aiuti a Afghanistan

    La Cina manterrà aperta la sua ambasciata a Kabul e aumenterà gli aiuti umanitari all’Afghanistan. Lo ha annunciato questa sera un portavoce dei Talebani, Suhail Shaheen, aggiungendo che ciò «rafforzerà le relazioni» tra i due Paesi. Il portavoce, via Twitter, ha detto che durante una conversazione telefonica con Abdul Salam Hanafi, membro dell’ufficio politico dei Talebani a Doha, il vice ministro degli Esteri cinese Wu Jianghao ha assicurato che Pechino incrementerà in particolare gli aiuti per combattere la pandemia da Covid-19.

  • Blinken: grazie a Di Maio per supporto Italia a evacuazioni

    «Nel nostro incontro di oggi, ho ringraziato il Ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, per il prezioso supporto dell’Italia alle nostre operazioni di evacuazione da Kabul. Abbiamo discusso su come la comunità internazionale può continuare a promuovere la sicurezza per gli afgani, gli alleati e i nostri partner». Lo scrive su Twitter il segretario di stato americano, Antony Blinken.

  • Raab a Islamabad per discutere su sviluppi

    Per discutere dell’evolversi della situazione in Afghanistan, Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, sarà da questa sera in Pakistan per una visita ufficiale di due giorni. Raab terrà un incontro con il collega pachistano Shah Mahmood Qureshi e altri funzionari per discutere i recenti sviluppi in Afghanistan e altre questioni bilaterali, fa sapere in una nota il ministero degli Esteri pachistano. Il Pakistan e il Regno Unito sono stati molto impegnati sugli ultimi sviluppi in Afghanistan. Il 18 agosto scorso, il primo ministro Imran Khan ha avuto un ampio scambio di opinioni con il premier Boris Johnson mentre Qureshi e Raab hanno discusso della situazione nel Paese in due colloqui telefonici.

  • Schede sim gratuite ai rifugiati ad Avezzano

    Schede telefoniche gratuite per i profughi dell’Afghanistan ospitati all’Interporto di Avezzano, dove il vice sindaco, Domenico Di Berardino, con al fianco il consigliere delegato alla protezione civile, Maurizio Seritti, e l’assessore, Lorenzo De Cesare, ha consegnato il terzo e ultimo carico di giocattoli donati dai cittadini al punto di raccolta della Polizia locale, ora chiuso. Le sim da distribuire a ogni famiglia afghana ospitata nel campo, invece, sono state messe a disposizione dei gestori del campo, Croce rossa italiana e Protezione civile, dall’ufficio “Telefonia Avezzano” (responsabile Mirko Coletti) e “K distribution Kena mobile”.

  • Borrell: impegno con i talebani per corridoi umanitari

    «Dobbiamo sviluppare un impegno con i talebani per molte questioni. Primo, come aiutiamo gli afghani. Come portiamo gli aiuti umanitari? In secondo luogo, come possiamo prenderci cura delle tante persone che erano disposte a partire e non hanno potuto prendere posto negli aerei in partenza da Kabul fino alla scorsa settimana? Questo è per noi il problema più importante e urgente. Come continuare a lavorare per portare fuori queste persone, le più vulnerabili, le persone che stavano lavorando con noi, ma anche le persone vulnerabili dal punto di vista della loro sicurezza. Chiamalo corridoio umanitario o come vuoi. Ma si tratta di come portare aiuto e come far uscire le persone». Lo ha detto l’Alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell, entrando alla riunione informale dei ministri degli esteri (Gymnich) in Slovenia.

  • Michel: usare tutti strumenti di leva coi talebani

    Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha detto che bisogna usare tutti gli strumenti di leva possibile per fare in modo che i talebani rispettino le condizioni e i diritti. «All’incontro virtuale dei leader del G7 - ha detto Michel in una nota - abbiamo concordato all’unanimità condizioni fondamentali: rispetto dei diritti umani, in particolare delle donne, delle ragazze e delle minoranze; la formazione di un governo inclusivo che rifletta la diversità afgana; e il rispetto da parte dell’Afghanistan dei suoi obblighi internazionali, in particolare per quanto riguarda la lotta al terrorismo e al traffico di droga. Se queste condizioni vengono messe in evidenza, è ovviamente perché ci sono dubbi sulla disponibilità dei talebani ad accettarle. La vera questione non è, ahimè, se rispetteranno queste condizioni immediatamente, pienamente e in modo sostenibile, ma piuttosto in che misura sarà possibile incoraggiarli a farlo e con quale risultato». «Dovremo essere lucidi e usare tutte le leve disponibili - ha spiegato -. Il nuovo regime è tagliato fuori dalle riserve monetarie dello Stato afghano e vorrà preservare il più possibile le relazioni economiche esterne. L’aiuto umanitario, in particolare dall’Europa, sarà fondamentale per la stabilità interna. Il riconoscimento e la cooperazione con la comunità internazionale sono obiettivi vitali per il nuovo regime di Kabul. Questa leva deve essere usata a beneficio del popolo afghano. Ciò significherà confrontarsi con i nuovi leader a Kabul, a seconda del loro grado di apertura ai principi sopra menzionati. No possiamo non considerare anche una minima possibilità che questo possa accadere».

  • Ministro Esteri tedesco: pronti a ristabilire rapporti diplomatici se talebani rispettano certe condizioni

    La Germania è pronta a ristabilire una presenza diplomatica a Kabul se i talebani soddisferanno determinate condizioni. Lo ha detto il ministro degli Esteri Heiko Maas.
    «Vogliamo vedere un governo inclusivo (a Kabul), il rispetto dei diritti umani e delle donne, e l’Afghanistan non deve diventare di nuovo un terreno fertile per il terrorismo internazionale», ha detto Maas ai giornalisti in Slovenia, dove ha incontrato i suoi omologhi dell’Ue. «Se questi requisiti saranno soddisfatti, e la situazione della sicurezza lo consentirà, siamo pronti a ristabilire una presenza diplomatica a Kabul», ha affermato. «C’è una nuova realtà in Afghanistan, che ci piaccia o no», ha detto ancora Maas. «Non abbiamo il tempo di leccarci le ferite. Se l’Ue deve svolgere un ruolo, come dovrebbe, dobbiamo agire rapidamente e trovare molto rapidamente una posizione comune sull’Afghanistan».

  • Borrell, sconfitta dei valori dell’Occidente

    In Afghanistan «non si è trattato solo di una sconfitta militare, ma anche di una sconfitta dei valori dell’Occidente» che «non hanno avuto abbastanza potere nella società afghana». Così l’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, a margine del consiglio Affari Esteri in corso in Slovenia. «Non si esporta la democrazia, né si esporta la libertà» che al contrario devono essere «costruite dalle persone», ha spiegato Borrell, sottolineando la necessità di «un approccio più ampio», militare e civile, che si concentri sullo sviluppo, la governance, la lotta alla corruzione e sull’empowerment locale.

  • Di Maio in missione nei Paesi vicini all’Afghanistan

    Luigi Di Maio si recherà, a partire da venerdì, in missione in Uzbekistan, Tagikistan, Qatar e Pakistan. La missione si inserisce nell’ambito delle iniziative internazionali intraprese dall’Italia per far fronte alla crisi afghana e alle sue conseguenze sulla popolazione del Paese. Particolare attenzione verrà poi dedicata alla questione dei rifugiati e sfollati afghani, con l’obiettivo di esplorare soluzioni per facilitare, in collaborazione con i Paesi confinanti, l’assistenza umanitaria per afghani rifugiatisi nei Paesi della regione.

    Il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio. (ANSA/CLAUDIO PERI)

  • Ok Cdm a 120 milioni per accoglienza profughi

    «Il Cdm ha deliberato una modifica della deliberazione relativa alla prosecuzione nel 2021 delle missioni internazionali e delle attività già autorizzate per il 2020 e alla partecipazione dell’Italia alle missioni per l’anno 2021. La modifica si riferisce al contributo a sostegno delle forze di sicurezza e difesa afghane. L’evoluzione della situazione in Afghanistan rende necessario modificare gli obiettivi e gli ambiti di operatività dell’iniziativa. Il fabbisogno finanziario indicato è pari a 120 milioni di euro per l’anno 2021». È quanto si legge nella nota del Cdm che stanzia così i fondi per l’accoglienza dei profughi.

  • Di Maio, riaprire l’ambasciata a Kabul? Manca la sicurezza

    «Riaprire l’ambasciata italiana a Kabul? Di certo non ora, è prematuro parlarne. Allo stato attuale non ci sono le condizioni di sicurezza. Abbiamo ancora tutti davanti agli occhi gli ultimi attentati, dove potevano perdere la vita anche i nostri diplomatici e militari presenti a Kabul. Ovviamente ogni passo in merito a presidi diplomatici in Afghanistan o in altri Paesi andrà fatto in totale sinergia con l’Ue e l’intera comunità internazionale». Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a margine della riunione Ue in Slovenia.

  • Olanda potrebbe aiutare a riaprire aeroporto di Kabul

    L’Olanda sta valutando la possibilità di dare un contributo, al fianco di Qatar e Turchia, per riaprire l’aeroporto di Kabul. Lo ha annunciato ad Ankara la ministra degli Esteri olandese, Sigrid Kaag, durante un’intervista all’emittente olandese Nos. «Stiamo valutando se, come Paesi Bassi, possiamo fornire risorse e possibilmente anche persone - ha affermato Kaag - Vogliamo fare tutto il possibile per supportare i paesi che si sono impegnati a rendere nuovamente possibile la sicurezza e quindi l’accessibilità dell’aeroporto». «Dipende dove arrivano Qatar e Turchia nei loro accordi con i Talebani. E come valutano la situazione della sicurezza all’interno e nelle vicinanze dell’aeroporto», ha aggiunto.

  • Turchia: «Non accettiamo altri migranti, Ue faccia proposte»

    L’accordo del 2016 tra la Turchia e l’Ue per la gestione dei migranti, in base al quale Ankara accetta di riprendere tutte le persone prive di documenti che arrivano in Grecia attraverso il suo territorio in cambio dell’aiuto finanziario di Bruxelles, non è applicabile ai flussi di migranti attesi dall’Afghanistan e va rivisto. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, nel corso di un punto stampa congiunto a Ankara con la sua omologa olandese, Sigrid Kaag. «Mentre la Turchia ha adempiuto a tutti i suoi obblighi previsti dall’accordo, l’Ue non ha fatto altrettanto a causa della sua posizione politica o della burocrazia. Abbiamo deciso di aggiornare quest’intesa e abbiamo presentato le nostre proposte alla parte europea. È passato un anno ma non abbiamo ottenuto risposte», ha premesso Cavusoglu, prima di arrivare al punto.

  • Draghi, «Impegno umanitario, grazie a militari e comparto Difesa-Esteri»

    Sull’Afghanistan «dobbiamo impegnarci al massimo in direzione umanitaria, dobbiamo aiutare gli afghani» e «devo ringraziare tutte le Forze militari che sono state presenti in Afghanistan per vent’anni, ma anche tutto il comparto Difesa-Esteri per la straordinaria opera di evacuazione che hanno fatto», portando fuori dal Paese «cinquemila afghani che ora sono in corso di ricollocazione in Italia», ottenendo «la condizione di rifugiato», per riconoscere «il loro contributo a quel che ha fatto l’Italia in quel Paese». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri.

  • Draghi: «non accogliere rifugiati, come si fa?»

    «Il salvataggio degli afghani ha ancora una volta dimostrato la povertà dell’Ue per quel che riguarda la gestione dell’immigrazione, è un problema mondiale e l’Ue unita da tanti principi non riesce ad affrontarlo, questo è una spina nella stessa esistenza della Ue, ne parlo oggi con Macron. Davanti a quella tragedia immane ci sono Paesi che hanno detto: non vogliamo rifugiati. Non so se ricordate. Ma come si fa?». Lo ha detto il presidente del consiglio, Mario Draghi, in conferenza stampa.

    Il presidente del Consiglio Mario Draghi durante la conferenza stampa odierna. (ANSA/FABIO FRUSTACI/POOL)

  • Western Union riprende trasferimenti di denaro

    Western Union fa ripartire i trasferimenti di denaro in Afghanistan, dopo averli sospesi per due settimane per non finanziare i Talebani. Secondo Jean Claude Farah, presidente per Asia, Europa, Medio Oriente e Africa della compagnia che gestisce le rimesse in denaro, la decisione di riavviare l’attività rientra nella tendenza americana a favorire l’assistenza umanitaria anche dopo la presa del potere da parte dei Talebani. «Il grosso della nostra attività in Afghanistan consiste in rimesse di sostegno familiare di basso valore a supporto dei bisogni primari delle persone che vivono lì», spiega Farah, citato dalla Bbc.

  • Draghi, continuo a credere che G20 ci sarà

    «Io continuo a pensare che si farà, ora avremo una serie di altre conversazioni, con il presidente Xi la prossima settimana, vedremo che cosa succede all’assemblea Onu, il G20 in ogni caso si farà dopo l’assemblea Onu». Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa. «Non è ancora il momento in cui si hanno strategie chiare, ora ognuno sta parlando molto, riflettendo ma non è che ci siano mappe. Per questo la cosa più importante ora è aiutare e proteggere gli afgani. È la cosa che possiamo fare ora e su cui abbiamo risultati immediati».

  • Draghi su Afghanistan: Chi è stato concludente? Indubbiamente Ue assente

    «C’è stato qualcuno che è stato concludente in questa esperienza in Afghanistan? Indubbiamente l’Ue è stata abbastanza assente». Così il premier, Mario Draghi, in conferenza stampa dopo il Cdm, rispondendo alle domande dei cronisti. «Su certi piani è stata assente perché non è organizzato per questo, ma sul piano umanitario, ad esempio, è stata presente», prosegue Draghi. «C’è molto da fare» in un periodo in cui si «ripensano tutte le relazioni internazionali», ha continuato Draghi accennando alle vicende afghane. «Io non credo all’abbandono e all’isolazionismo». «Per quanto riguarda gli Usa, assistiamo a una politica annunciata già da diversi anni, che vede la maggiore potenza mondiale pensata in maniera diversa: io non credo al ritiro generalizzato, all’abbandono, all’isolazionismo. Ma evidentemente ci sono linee guida diverse dal passato», ha aggiunto.

  • Guerini domani al Pentagono ricevuto da Austin

    Il ministro della difesa, Lorenzo Guerini, sarà in visita a Washington domani 3 settembre per un incontro al Pentagono con il segretario alla difesa americano Lloyd Austin. Lo comunica in una nota l’ambasciata d’Italia a Washington.

  • Decine di donne protestano a Herat, vogliamo studiare e lavorare

    Decine di donne hanno manifestato davanti all’ufficio del governatore di Herat, nell’Afghanistan occidentale, per chiedere il diritto a lavorare. Lo scrive su Twitter il giornalista della Bbc Suhrab Sirat, allegando le foto delle manifestanti, circa una cinquantina. Con il capo coperto dal velo e le mascherine anticovid, ma senza burqa, le donne agitano cartelli con le loro rivendicazioni. «Nessun governo può sopravvivere senza il sostegno delle donne», recita in inglese una delle scritte.


  • Borrell (politica estera Ue): evacuate 17.500 persone, 520 collaboratori Ue

    «I ministri hanno riconosciuto la buona cooperazione dimostrata nell’evacuazione. Abbiamo evacuato 17.500 persone, inclusi 520 collaboratori dello staff dell’Ue, trasportati nell’hub a Madrid e poi portati nei vari Paesi per fornire i visti». Lo ha detto l’Alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell, al termine dell’incontro informale dei ministri della difesa Ue in Slovenia.

  • Guerini a Lubiana per la riunione dei ministri della difesa dell'Unione Europea

    Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini ha preso parte oggi a Lubiana (Slovenia) alla riunione informale dei Ministri della Difesa dell'Unione Europea. Al centro della discussione la situazione afghana, l'aggiornamento degli impegni operativi dell'UE e la ’Strategic Compass’. A margine dei lavori l'incontro con il Ministro della Difesa cipriota Charalambos Petrides. «La crisi afghana fornisce ulteriore conferma di quanto sia instabile e incerto il panorama geostrategico e ci porta una serie di lezioni che dobbiamo apprendere come Unione Europea: è necessario migliorare la nostra capacità di anticipazione strategica, valorizzare le peculiarità e gli strumenti propri dell'Unione, dotarci delle capacità necessarie per operare efficacemente ma soprattutto avere la volontà di impiegarle in modo efficace e coerente in relazione agli obiettivi. Credo che lo Strategic Compass debba riflettere tutte queste esigenze e sono convinto che debba essere un documento ambizioso e concreto, che guardi con realismo anche ai rapporti con i principali partner, in primis la Nato», ha detto il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini nel suo intervento. «Ora è il momento della solidarietà in Afghanistan - ha continuato Guerini - abbiamo evacuato molti, ma non tutti. Dobbiamo agire per garantire che, chi vuole lasciare il paese, lo possa fare. Dobbiamo vigilare sul rispetto dei diritti umani. L'Unione Europea dovrà essere all'altezza della situazione».

  • Mosca, valutiamo l’invio di aiuti umanitari

    La Russia sta considerando la possibilità di consegnare aiuti umanitari all’Afghanistan. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. «A Kabul e in altre grandi città sta emergendo l’insoddisfazione per la politica dei talebani, dato l’impennata dei prezzi di beni essenziali, cibo e carburante. Così chiediamo alla comunità internazionale di prendere misure efficaci per prevenire la crisi umanitaria in Afghanistan. Da parte nostra, stiamo considerando la possibilità di consegnare aiuti umanitari russi a Kabul», ha dichiarato Zakharova, citata dalla Tass.

  • Qatar: Al lavoro con talebani per riapertura aeroporto Kabul

    Il ministro degli esteri del Qatar Mohammad bin Abdulrahman Al Thani ha dichiarato che non c’è ancora «chiara indicazione» su quando l’aeroporto di Kabul riprenderà a funzionare regolarmente, ma che lo Stato sta valutando la situazione in Afghanistan. In una dichiarazione congiunta a Doha con la controparte inglese, il ministro qatariota ha detto che il Paese resta «speranzoso che si riuscirà a rendere (l’aeroporto) operativo il prima possibile», senza però stabilire i tempi o esplicitare il ruolo del Qatar a fornire assistenza tecnica. Ha aggiunto che il Qatar sta lavorando con i talebani «per identificare quali sono i rischi di avere un aeroporto di nuovo a regime».

  • Berlino, Ue impotente davanti al ritiro Usa

    «Noi europei abbiamo difficilmente potuto resistere alla decisione degli Stati Uniti sul ritiro» dall’Afghanistan «perché non potevamo permettercelo per mancanza di capacità». Se ora l’Europa diventa «più forte» in termini di difesa per essere «su un piano di parità con loro» e «rendere l’alleanza occidentale più forte nel suo insieme, allora vinciamo». È il messaggio centrale espresso su Twitter dalla ministra della Difesa tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer, a margine del Consiglio informale Difesa a Kranj, in Slovenia. «Il dibattito europeo non deve fermarsi sulla questione se vogliamo o meno una forza di reazione europea», bensì «la questione centrale è come impieghiamo le nostre capacità militari» nazionali per usarle «finalmente insieme» con «processi decisionali efficaci, vere esercitazioni e missioni congiunte», sottolinea Kramp-Karrenbauer, insistendo sulla necessità che «gli Stati membri agiscano per dare all’Ue la capacità di agire su sicurezza e difesa» senza creare divisioni con gli Usa o la Nato. Tra le proposte, quella tedesca suggerisce la possibilità di usare l’articolo 44 dei Trattati europei per creare alleanze e coalizioni tra gli Stati membri.

  • Capo esercito Usa, possibili azioni anti-Isis coi Talebani

    «È possibile» che gli Stati Uniti cerchino di coordinarsi con i Talebani in Afghanistan per condurre operazioni antiterrorismo contro l’Isis-K e altre frange terroristiche: lo ha dichiarato, citato dal Guardian, il capo di Stato maggiore dell’Esercito Usa, generale Mark Milley, durante una conferenza stampa al Pentagono con il segretario alla Difesa, Lloyd Austin. Milley ha detto, a proposito della collaborazione con i Talebani sull’aeroporto di Kabul: «In guerra si deve fare quello che devi per ridurre il rischio, non necessariamente quello che vorresti fare», dicendo che «resta da vedere» se i talebani siano realmente cambiati.

  • Al Jazeera, domani riprendono i voli interni

    Riprenderanno domani i voli interni in Afghanistan, due giorni dopo il ritiro degli ultimi soldati statunitensi dal Paese. Lo riporta Al Jazeera, precisando che il ripristino di tutte le rotte aeree richiederà tempo, sebbene ci siano già tecnici qatarioti e turchi al lavoro all’aeroporto di Kabul. Oggi il ministro degli Esteri del Qatar, Mohamed bin Abdelrahman Al Thani, ha espresso l’auspicio che l’aeroporto di Kabul possa riaprire quanto prima. “Stiamo ancora valutando la situazione”, ha detto precisando che i Talebani e le autorità qatariote stanno cercando di identificare “rischi e possibili guasti” all’aeroporto.

  • Save the Children: 11 mln in insicurezza alimentare

    “Undici milioni di persone in Afghanistan sono colpite dall’insicurezza alimentare e 2 milioni di bambini soffrono di malnutrizione. Con gli sfollamenti e la crisi economica siamo preoccupati che la situazione peggiori”. Lo ha detto Hassan Noor, direttore per l’Asia di Save the Children, durante un briefing con la stampa. “Da quando la violenza è aumentata, sempre più bambini soffrono la fame e vivono all’aperto senza riparo, cibo o cure mediche. Le famiglie che cercano di mettersi in salvo affrontano orrori inimmaginabili e i bambini sono traumatizzati”, ha aggiunto Noor.

  • Grandi (Unhcr): Intensifichiamo programmi aiuti emergenza

    “Con il peggioramento delle condizioni di vita in Afghanistan, l’Unhcr (con altre organizzazioni umanitarie) sta intensificando i programmi di aiuti di emergenza per migliaia di persone. Contanti, tende, kit igienici e altri beni di prima necessità vengono distribuiti ogni giorno a donne e uomini bisognosi, compresi gli sfollati”. Così l’Alto commissario dell’Unhcr, Filippo Grandi, su Twitter.

  • Qatar, ’lavoriamo con Talebani per riaprire aeroporto al più presto’

    Il Qatar “sta lavorando con i Talebani” per riaprire l’aeroporto di Kabul il prima possibile. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri qatariota, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, precisando che Doha sta anche collaborando con la Turchia per ricevere supporto tecnico e riavviare le operazioni nello scalo della capitale afghana. “Stiamo lavorando sodo e rimaniamo fiduciosi che saremo in grado di renderlo operativo il prima possibile. Speriamo di avere buone notizie nei prossimi giorni”, ha detto il ministro degli Esteri del Qatar durante una conferenza stampa congiunta a Doha con il suo omologo britannico, Dominic Raab.

  • Calca al valico di frontiera con il Pakistan, almeno un morto

    Almeno una persona è morta nella calca al valico di frontiera di Spin Boldak-Chaman tra Afghanistan e Pakistan, dove migliaia di persone si sono ammassate in attesa di lasciare il Paese finito nelle mani dei Talebani. La vittima si chiamava Safi Ullah ed era un afghano di 64 anni, come ha reso noto il figlio, Shahid Ullah, alla Cnn. “Io e mio padre stavamo cercando di attraversare il confine con il resto della nostra famiglia. Ho perso mio padre nella calca, poi lo abbiamo trovato morto”, ha affermato. Stamani il Pakistan ha annunciato la chiusura temporanea del valico di Chaman per fermare l’afflusso di profughi nel Paese. “Chiuderemo il valico di Chaman per un po’ di tempo”, ha annunciato a Islamabad il ministro dell’Interno, Sheikh Rashid Ahmed, senza indicare la durata della misura.

  • Raab: No a riconoscimento talebani a breve ma sì a dialogo

    Il ministro degli Esteri del Regno Unito ha affermato che sebbene Londra non riconoscerà presto il governo dei talebani, “c’è un’importante possibilità” per il dialogo con i nuovi governanti dell’Afghanistan. In una conferenza stampa congiunta a Doha con il suo omologo del Qatar, Dominic Raab ha affermato di aver sostenuto l’”impegno” con i talebani di verificare le promesse ad ampio raggio del gruppo. Ha citato le promesse dei talebani di proteggere la libertà di viaggio per afghani e stranieri, di formare un governo inclusivo e, significativamente, di impedire ai gruppi terroristici internazionali di utilizzare come base il Paese segnato dalla guerra. “In tutte queste aree, li giudicheremo per quello che fanno, non solo per quello che dicono”, ha detto Raab.

  • Protesta donne a Herat in difesa dei loro diritti

    Oltre 30 donne afghane hanno tenuto una manifestazione davanti all’ufficio del governatore nella provincia occidentale di Herat, in Afghanistan per esortare il nuovo governo a sostenere i progressi nei diritti delle donne dopo la presa del potere da parte dei talebani. Friba Kabrzani, un’organizzatrice del raduno, ha affermato che le donne dovrebbero partecipare politicamente al nuovo governo. Le donne afghane hanno fatto molti sacrifici negli ultimi 20 anni per ottenere ciò che hanno, ha detto, aggiungendo, “Vogliamo che il mondo ci ascolti e vogliamo che i nostri diritti siano salvati”.

  • Generale Camporini: Difesa comune Ue? Servono almeno 60mila uomini

    Se l’Europa vuole avere una forza d’intervento rapido con una capacità “adeguata” i 5mila uomini proposti in una recente intervista dall’Alto Commissario Ue per la politica estera, Josep Borrell, sono “simbolici”. “Bisogna andare ben oltre quella cifra” e le 60mila unità, con le componenti aeree e navali necessarie, che avevamo proposto nel 1999 “sulla base dell’esperienza in Kosovo possono essere un punto di partenza”.

    E’ quanto afferma ad Aki-Adnkronos International il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e della Difesa, sul tema della difesa comune europea tornato al centro del dibattito dopo la crisi in Afghanistan. Il generale ricorda che già nel 1999 in Europa si parlava di una forza di intervento rapido e un piano, al quale aveva lavorato con altri tre colleghi, venne approvato al Consiglio Europeo che si tenne quell’anno a Helsinki. Sessantamila militari, sottolinea, è un numero proporzionato “per avere speranze di successo”, spiega, ma da allora “è rimasto tutto sulla carta”.

  • Raab, sì a dialogo con talebani, ma no riconoscimento

    Il Regno Unito non intende riconoscere il governo dei talebani nel prossimo “prevedibile futuro”. Lo ha detto il ministro degli Esteri britannico Domici Raab, nel corso della sua visita a Doha, in Qatar, sottolineando però che c’è un “importante possibilità di impegno e dialogo” con i nuovi padroni dell’Afghanistan. Raab, in missione diplomatica per assicurarsi la libertà di uscita dall’Afghanistan per i cittadini britannici e afghani che intendono lasciare il Paese, ha spiegato che Londra sta cercando di costruire una coalizione per esercitare sui talebani la “massima influenza di moderazione” dopo la loro vittoria. Parlando in conferenza stampa dopo l’incontro con l’emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, il capo della diplomazia britannica ha detto che con i talebani è necessario un “impegno diretto”, ma che “la realtà” indica che per il “prevedibile futuro”, pur non rinunciando al dialogo, Londra non riconoscerà il nuovo governo.

  • Guerini, accelerare con l’autonomia strategica dell’Europa

    “E’ il momento di accelerare sull’autonomia strategica dell’Europa. L’epilogo dell’impegno in Afghanistan ci spinge ad agire sulla Difesa comune. Attraverso la Bussola strategica” (documento in via di preparazione che dovrà orientare l’azione esterna dell’Unione, ndr) “è necessario definire un’azione concreta dell’Ue in sinergia con la Nato”. Lo scrive il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, su Twitter.

  • Graziano, Ue si doti di una forza rapida, il momento è ora

    “I cambiamenti geostrategici mostrano che abbiamo bisogno di un’Europa più forte. Le situazioni in Afghanistan, Libia, Medio Oriente e Sahel mostrano che è il momento di agire, a partire dalla creazione” di una forza ad impiego rapido “capaci di far vedere la volontà dell’Unione europea di agire come un partner strategico globale”. Lo ha affermato il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell’Unione europea, a margine della riunione informale dei ministri della Difesa. “Quando se non ora? Più tardi sarebbe tardi”, ha aggiunto.

  • Talebani, combattimenti nella valle del Panshir

    Dopo i colloqui falliti e l’ultimatum di ieri si combatte nella Valle del Panshir, nord-est dell’Afghanistan, fra i talebani e le milizie sotto il comando di Ahmad Massoud, l’unica sacca di resistenza ancora attiva al regime degli integralisti. Lo scrive sui social Muhammad Jalal, un dirigente talebano, citato da Al Jazeera. Secondo Jalal, “decine di postazioni sono state conquistate dai governativi”: un’informazione, questa, che non è verificabile sul campo, ricorda Al Jazeera. Nel Panshir per resistere ai Talebani in agosto si sono uniti alla milizia di Massoud ex militari dell’esercito afghano e anche membri delle forze speciali.

  • Qatar: al lavoro con Talebani e Turchia per riaprire aeroporto Kabul

    Il ministero degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, ha dichiarato che il paese è in contatto con i Taliban e sta «lavorando» con la Turchia per la riapertura dello scalo aeroportuale di Kabul.

  • Logar (Slovenia): Ue accetti solo rifugiati che hanno lavorato con istituzioni occidentali

    La Ue dovrebbe accettare solo i rifugiati «che hanno lavorato con forze occidentali» in Afghanistan. Lo ha detto il ministro degli esteri sloveno Anže Logar.

  • Logar (Slovenia): Ue ancora lontana da decisione su riconoscimento Taliban

    L’Unione europea è ancora «lontana» dal decidere se riconoscere o meno i Talebani in Afghanistan. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri sloveno Anže Logar.

  • Kabul, i voli domestici riprendono venerdì

    I voli domestici in partenza dall’areoporto di Kabul riprenderanno venerdì 3 settembre. Per quelli internazionali «servirà più tempo». Lo scrive l’emittente Al Jazeera, citando fonti interne all’aviazione civile afghana.

  • Unesco, a rischio 20 anni di progressi

    Un aumento importante del tasso di alfabetizzazione che è passato dal 34% del 2002 al 43% del 2020. Un vasto programma di istruzione - finanziato da Danimarca, Giappone, Norvegia e Svezia - che dal 2006 ha riguardato 1.242.000 partecipanti di cui 800 mila donne e tra gli altri 45 mila agenti di polizia. Corsi di formazione per funzionari nei settori dell’istruzione e della cultura che sono stati messi in grado di inventariare e sorvegliare il patrimonio culturale del Paese. Quasi 1.900 media attivi, 203 canali televisivi, 349 stazioni radio e 1.327 mezzi di stampa, che fanno dell’Afghanistan uno dei panorami mediatici più dinamici della regione, con 1.741 donne tra i professionisti dei media, tra cui 1.139 giornaliste.

    Sono questi, secondo l’Unesco, i grandi passi avanti fatti dall’Afghanistan negli ultimi 20 anni che, sostiene l’agenzia dell’Onu, non possono essere cancellati. “L’Afghanistan è a un punto di svolta nella sua storia - sottolinea l’Unesco -. Per il paese, come per la regione nel suo complesso, è essenziale che i progressi compiuti negli ultimi vent’anni, in termini di diritti umani, istruzione e standard internazionali, continuino’’. ’’Gli importanti risultati ottenuti dimostrano che la società afghana oggi è molto diversa da quella che era 20 anni fa, ma tutto ciò deve essere preservato, altrimenti lo sviluppo del Paese crollerà’’, aggiunge l’Unesco.

    Restano, infatti, gravi mancanze come i 12 milioni di giovani e adulti (di età pari o superiore a 15 anni) non ancora in grado di leggere e scrivere. I troppi giornalisti uccisi: 81 tra il 2006 e il 2021 , di cui 7 nell’agosto scorso. Le troppe giornaliste costrette a lasciare la professione a causa di continue violenze e minacce: tra il settembre 2020 e il febbraio 2021 quasi una giornalista su cinque. Per questo l’Unesco, impegnata a intensificare il suo sostegno al popolo afgano, sollecita la comunità internazionale ad impegnarsi negli aiuti per fungere da punto di riferimento per il futuro.

  • Raab a Doha per trattare su evacuazione britannici e collaboratori

    Il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab è arrivato oggi a Doha, la capitale del Qatar, per discutere con le autorità del Paese su come evacuare dall’Afghanistan i cittadini britannici e afghani che lo desiderano. Le parti, riporta la Bbc, dovrebbero discutere principalmente delle possibilità di persuadere i talebani a riaprire l’aeroporto di Kabul. Il Qatar è diventato nell’ultima settimana il principale negoziatore con i talebani, che da otto anni hanno a Doha il loro ufficio politico. Il Paese del Golfo ha anche avviato colloqui per l’apertura in sicurezza dell’aeroporto internazionale Hamid Karzai. In quello che è la prima tappa del suo tour nella regione, Raab incontrerà l’emiro del Qatar e il ministro degli Esteri del Paese.

    Il governo britannico ha anche indicato che l’ambasciata del Paese a Doha è operativa. Raab, nonostante le critiche, ha difeso la sua gestione della crisi afghana. Il deputato conservatore Tom Tugendhat ha insistito sul fatto che un rapporto del ministero degli Esteri redatto il 22 luglio parlava già del “reale rischio di crollo” delle città afgane di fronte alla presenza dei talebani, una volta che le forze statunitensi avessero lasciato il Paese. Il documento avvertiva che la stagnazione dei colloqui di pace e il ritiro degli Stati Uniti stavano causando “la rapida avanzata dei talebani” e che “questo potrebbe portare alla caduta delle città e al collasso delle forze di sicurezza”.

  • Berlino, serve difesa Ue più indipendente

    “Gli eventi in Afghanistan sono una pesante sconfitta. Se sia un indebolimento permanente per l’Occidente dipende dalle conclusioni che possiamo trarne e se saremo in grado di agire in modo più indipendente in futuro, anche e soprattutto come europei, la nostra credibilità dipende da questa capacità”. Lo ha detto la ministra tedesca della Difesa, Annegret Kramp-Karrenbauer, arrivando alla riunione informale con i suoi omologhi a Kranj, in Slovenia. “In Afghanistan abbiamo visto che non siamo così avanti come vorremmo essere in termini di capacità” e “dovremo capire” se sia possibile “prendere decisioni rapidamente” a livello Ue, ha spiegato. “È importante che non lo facciamo come alternativa alla Nato e agli americani, ma piuttosto per diventare più forti noi”, ha precisato.

  • I talebani incontrano a Doha ambasciatore Turchia

    Mohamad Abbas Stanekzai, uno dei principali leader dei talebani, ha incontrato l’ambasciatore turco in Qatar, Mustafa Kokso, per affrontare la situazione in Afghanistan. L’incontro, ha riferito Mohamad Naim, portavoce dell’ufficio politico dei talebani in Qatar, si è svolto mercoledì sera a Doha, poco prima della data fissata dai talebani per annunciare il loro governo. Come ha spiegato Naim, l’ambasciatore turco ha promesso che Ankara continuerà ad operare nel Paese, nonostante la partenza delle truppe Usa e il controllo talebano di quasi tutto il territorio. Secondo quanto riportato da Tolo tv, Kokso ha espresso la speranza che emerga un “sistema forte e popolare emanato dal popolo afghano”, mentre i talebani hanno espresso la speranza che Kabul raggiunga “relazioni buone e durature” con la Turchia.

  • Urso, necessaria riflessione sulla difesa europea

    ’’È ormai evidente come sia necessario definire una vera politica di Difesa europea, quale pilastro della difesa occidentale, e in questo contesto l'importante ruolo che può svolgere l'Italia”. Lo afferma il presidente del Copasir Adolfo Urso spiegando che la prossima settimana inizierà una nuova fase con l’audizione di Gabrielli, che affronterà anche i temi di sicurezza interna, e con quella dell'ambasciatore Pontecorvo, l'ultimo rappresentare diplomatico a lasciare l'Afghanistan “che potrà sicuramente dare un contributo importante sulle prospettive della Alleanza Atlantica alla luce di quanto accaduto’’.

    “Il Comitato - spiega Urso - ha da subito, sin dall'inizio della crisi, attivato tutti gli strumenti per adempiere appieno alle sue funzioni di controllo e di indirizzo parlamentare a fronte della imprevedibile situazione di emergenza che si è determinata con il collasso delle istituzioni afghane”. Sono state svolte in pochi giorni quattro audizioni, la prima del direttore del Dis Elisabetta Belloni, subito dopo la caduta di Kabul, poi quelle del ministro degli Esteri Luigi di Maio e del direttore dell'Aise Giovanni Caravelli e, a conclusione delle operazioni di ritiro, quella del ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

  • Prossima settimana audizioni Gabrielli e Pontecorvo al Copasir

    Continua l’attività del Copasir sulle conseguenze della gravissima crisi in Afghanistan sulla sicurezza nazionale, sugli assetti internazionali e sul sistema di difesa occidentale. Mercoledì prossimo alle ore 11 sarà audito il sottosegretario all'intelligence, Franco Gabrielli, e giovedì 9 alle ore 10 l'ambasciatore Stefano Pontecorvo, Alto rappresentante civile della Nato in Afghanistan.

  • Borrell, difesa Ue necessaria ora più che mai

    “La necessità di una difesa dell’Ue maggiore e più forte non è mai stata così evidente come oggi dopo gli eventi in Afghanistan. Dobbiamo cercare qualcosa di più operativo”. Lo ha detto l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, arrivando al Consiglio informale Difesa a Kranj, in Slovenia. “A volte ci sono eventi che catalizzano la storia, che creano una svolta, e penso che l’Afghanistan sia uno di questi casi”, ha sottolineato il capo della politica estera europea, appellandosi alla creazione di una “forza di primo intervento” europea. Borrell prevede che la bozza finale del piano strategico sia pronta tra ottobre e novembre.

  • I talebani accusano l’Australia di crimini di guerra

    I talebani hanno «brutti ricordi» dei 20 anni di intervento militare dell’Australia in Afghanistan e accusano i soldati australiani di violazioni dei diritti umani «del peggior genere». Intervistato dal canale Tv australiano Nine News, uno dei portavoce dei talebani - Duhail Shaheen - ha sostenuto che soldati australiani dovrebbero essere processati per crimini di guerra commessi durante l’occupazione. «L’Australia ha partecipato all’occupazione e ha commesso alcune delle peggiori, brutali violazioni dei diritti umani, come l’amputazione delle dita da corpi morti e l’omicidio di contadini in Uruzgan e in altre province. Dovrebbero essere processati secondo la legge, la legge umanitaria. Perciò abbiamo brutti ricordi di loro», ha detto Shaheen. Il riferimento è all’inchiesta dell’Ispettore generale delle Forze di Difesa australiane, preseduta dal giudice militare Paul Brereton, che lo scorso novembre ha raccomandato siano indagati dalla polizia federale 19 soldati coinvolti in 36 episodi, per l’omicidio di 39 prigionieri e civili e per il «trattamento» crudele altre due persone.

  • Talebani: «L’Italia riconosca il nostro governo»

    «Spero che l’Italia riconosca il nostro governo islamico e che riapra presto la sua ambasciata» a Kabul: a dirlo, in un’intervista a la Repubblica è il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid. Nel nuovo governo, che sarà «di unità nazionale», non ci saranno donne ministro, spiega il portavoce dei talebani, ma «potranno lavorare nei ministeri oppure come poliziotte o infermiere. Potranno anche studiare all’università».

  • Sforzo internazionale per salvare la Nazionale femminile di calcio

    È in corso uno sforzo internazionale per evacuare i membri della squadra nazionale di calcio femminile dell’Afghanistan e le loro famiglie per paura di rappresaglie da parte dei talebani. Lo sforzo noto come «Operazione Soccer Balls» ha subito una battuta d’arresto la scorsa settimana dopo l’attentato suicida all’aeroporto di Kabul. Ci sono stati almeno cinque tentativi falliti di salvare le ragazze negli ultimi giorni mentre venivano spostate per la loro sicurezza. La maggior parte dei membri della squadra femminile afghana è stata evacuata in Australia la scorsa settimana. I talebani vietano alle donne e alle ragazze di fare sport. Ora, spaventate e disperate, le ragazze sperano nell’inedita alleanza tra ex militari e funzionari dell’intelligence statunitensi, membri del Congresso, alleati degli Stati Uniti, gruppi umanitari per portare loro e i loro cari in salvo. Le ragazze della squadra giovanile, di età compresa tra 14, potrebbero essere prese di mira. Ci sono stati almeno cinque tentativi falliti di salvare le ragazze negli ultimi giorni, quando sono state spostate per motivi di sicurezza. A complicare lo sforzo di salvataggio è la dimensione del gruppo: 133 persone, compresi i 26 membri della squadra giovanile, nonché adulti e altri bambini, compresi i neonati. Molti non hanno passaporti o altra documentazione necessaria per imbarcarsi sui voli da Kabul.

  • Talebani verso il governo. Rimpallo di responsabilità negli Usa

    Trattativa in corso a Doha sulle evacuazioni da Kabul, chiesti corridoi umanitari. I talebani vanno verso il governo: Akhundzada sarà la Guida suprema, Baradar il capo politico. E intanto arriva l’ultimatum al Panshir: «Deponete le armi». L’Europa prepara il piano per i rifugiati. Negli Usa è scontro su quanto accaduto in Afghanistan, con il dipartimento delle Difesa che accusa l’intelligence. Ma gli 007 respingono gli addebiti: «Casa Bianca e Pentagono cercano un capro espiatorio».

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