Svolta nelle relazioni con gli Usa

Afghanistan, volo con 200 stranieri parte da Kabul con accordo dei Talebani

Il segretario generale Onu Antonio Guterres: «Mantenere il dialogo con i Talebani per evitare milioni di morti»

11 settembre, la serie podcast che racconta le storie dei sopravvissuti

2' di lettura

Circa 200 stranieri, inclusi americani, nella giornata di giovedì hanno lasciato l’Afghanistan su un volo commerciale partito da Kabul. Il volo sarebbe stato operato con la collaborazione dei talebani e rappresenta la prima la prima partenza ”di massa” da quando le forze statunitensi hanno completato il loro frenetico ritiro.

La svolta tra le relazioni Usa-Talebani

Il volo Qatar Airways per Doha ha quindi segnato una svolta nel difficile coordinamento tra gli Stati Uniti e i nuovi governanti dell’Afghanistan. Un alto funzionario degli Stati Uniti, parlando a condizione di anonimato perché non autorizzato a parlare con i media, ha affermato che il ministro degli Esteri e il vice primo ministro dei talebani hanno contribuito a facilitare il volo. A bordo c’erano americani, titolari di carta verde degli Stati Uniti e altre nazionalità, tra cui tedeschi, ungheresi e canadesi, ha detto il funzionario.

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L’inviato del Qatar Mutlaq bin Majed al-Qahtani ha detto che altri 200 passeggeri lasceranno l’Afghanistan nella giornata di oggi, venerdì 10 settembre.

Guterres (Onu): mantenere il dialogo con i talebani

«Dobbiamo mantenere un dialogo con i talebani, dove affermiamo direttamente i nostri principi, un dialogo con un sentimento di solidarietà verso gli afghani». Così il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in un’intervista all’Afp. «Il nostro dovere è estendere la nostra solidarietà ad un popolo che soffre molto, dove milioni e milioni rischiano di morire di fame», ha aggiunto Guterres.

Wali Massoud: scacceremo talebani, Panshir non è perduto

«Chi conosce la valle del Panshir sa che controllare la piccola strada che corre nel fondo valle non significa prendere il Panshir. La regione è fatta di una miriade di conche laterali, dove ci sono la maggior parte dei villaggi. Il Panshir non è caduto. I talebani possono sognarlo e il mondo magari crederci, ma è falso. Il regime kemalista filo russo arrivò a controllare la strada, lo stesso fecero i sovietici e anche i talebani del primo emirato riuscirono a penetrare la valle e prendere la strada. Tutto uguale a ciò che sta succedendo oggi. Ma poi, i mujaheddin sono sempre riusciti a scacciare l'invasore». Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Wali Massoud, fratello del «leone del Panshir» ucciso in un attentato nel settembre 2011 due giorni prima dell’attacco alle Torri Gemelle.

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