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Agenda Onu 2030 in ritardo, in «rete»soltanto 5 dei 17 goal

Lo hanno scoperto gli analisti finanziari di M&G, gruppo britannico del risparmio gestito. Male soprattutto l’obiettivo numero 1: la povertà è in aumento (71 milioni di persone in più)

di Vitaliano D'Angerio

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Lo hanno scoperto gli analisti finanziari di M&G, gruppo britannico del risparmio gestito. Male soprattutto l’obiettivo numero 1: la povertà è in aumento (71 milioni di persone in più)


2' di lettura

Il Covid-19 è stato un “portiere” implacabile per 12 dei 17 goal (obiettivi sostenibili) dell’Agenda Onu che dovrebbero essere raggiunti entro il 2030. A fare la scoperta sono stati gli analisti del gruppo di risparmio gestito britannico M&G Investments. I risultati sono stati messi in evidenza nel dossier dal titolo “ Sdg reckoning ”. Gli analisti inglesi hanno sintetizzato dati e cifre in una scala da 1 a 10. Da 5 in su ci sono i goal che potrebbero essere messi a segno entro il 2030. C’è però anche una tendenza esemplificata dalla freccia rossa (trend negativo) o verde (positivo). A quanto pare la situazione non è proprio delle migliori, complice il fattore Covid che ha stoppato soprattutto l’obiettivo numero uno, ovvero la lotta alla povertà. «Nel 2015 la percentuale di popolazione che viveva in uno stato di povertà estrema, per la prima volta, era scesa sotto il 10%», si legge nel report. Invece il virus ha fatto cambiare scenario: secondo quanto riportato dall’Onu, oltre 71 milioni di persone hanno raggiunto quest’anno uno stato di povertà estrema, determinando l’incremento della povertà globale.

Clima al palo

Tante chiacchiere e pochi fatti. Sulla lotta al cambiamento climatico si è ancora all’anno zero. Nella graduatoria stilata da M&G, l’obiettivo numero 13 dell’Onu è quello in fondo alla classifica: appena 2 il punteggio a pari merito con il numero 15 che si occupa della vita sulla terra (biodiversità, ecosistemi e altro). C’è però una differenza: per l’obiettivo numero 15 il trend è positivo, per il numero 13 siamo in una situazione di completo stallo.

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AGENDA ONU 2030 E I POCHI GOAL REALIZZATI
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Cosa va bene

Energie pulita e accessibile (7), imprese, innovazione e infrastrutture (9), città e comunità sostenibili (11), partnership per gli obiettivi (17): sono i quattro goal sostenibili che hanno ottenuto un punteggio da 6 e sono perfettamente in linea con la road map elaborata dall’Onu per il 2030. Curioso il buon andamento del 17 che secondo le Nazioni Unite è un goal cruciale. In effetti, anche in recenti manifestazioni, è stato sottolineato il ruolo chiave delle partnership soprattutto fra pubblico e privato: è il caso in Italia delle intese fra Governo-Cdp e grandi aziende come Enel, Eni, Terna e Tim per rafforzare le infrastrutture energetiche e digitali.

Come accelerare

A questo punto come si fa ad accelerare per il raggiungimento dei goal nel 2030? «La nostra analisi mostra che, benché il mondo abbia compiuto progressi significativi in alcuni ambiti come nella produzione di energia pulita e accessibile – spiega Ben Constable-Maxwell, responsabile sostenibilità e investimenti a impatto di M&G – c’è ancora molta strada da fare, in particolare per quanto riguarda le sfide di natura socio-economica. Nel complesso, l’avanzamento verso gli obiettivi è stato discontinuo e ha subito ritardi già prima dello scoppio della pandemia: la crisi non ha fatto che rendere più urgente un intervento globale».

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