La storia di Roman

Aiuti rapidi direttamente sul conto: l’emergenza vista dal bancone di un pub

Al Fentiman Arms, come in tanti altri locali e negozi, grazie al furlough nessuno è stato licenziato

di Nicol Degli Innocenti

Pioggia di denaro pubblico in Gb per l'occupazione

4' di lettura

La storia di Roman Barnabò spiega perchè tanti giovani italiani sbarcano in Gran Bretagna e poi ci restano. A Bergamo, dove è nato e cresciuto, non trovava lavoro. Arrivato a Londra per un periodo per studiare inglese, ha trovato lavoro in tre giorni, prima ancora di avere imparato la lingua.

Partito come raccogli-bicchieri in un “gastropub”, quei locali dove oltre a bere la classica birra si mangia anche bene, è stato rapidamente promosso. Il sistema meritocratico britannico ha funzionato ancora una volta: Roman non conosceva nessuno, era uno dei tanti, ma si è fatto notare lavorando tanto e lavorando bene. Dopo un anno e mezzo è diventato supervisor e poi deputy manager. Ora, a 28 anni, cinque anni dopo l'arrivo a Londra, è lui a gestire il personale e il pub, il Fentiman Arms, in una zona residenziale a due passi dal centro.

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Nel febbraio 2020 tutto andava bene e in Inghilterra il Coronavirus sembrava una cosa molto remota. “Mia madre, che è dottoressa, mi raccontava quanto fosse grave la situazione a Bergamo, mentre qui il pub era aperto e la vita era normale”, ricorda Barnabò. Le cose sono cambiate il 23 marzo, quando il premier Boris Johnson, dopo avere minimizzato per settimane la gravità dell'emergenza sanitaria, ha annunciato il primo lockdown nazionale. Il Fentiman Arms, come tutti i locali e negozi d'Inghilterra, ha dovuto chiudere i battenti da un giorno all'altro.

Indennizzi a tempo di record

“Non ho fatto neanche in tempo a preoccuparmi per l'impatto economico del lockdown perché ho subito ricevuto una mail che mi informava che avrei ricevuto l'80% dello stipendio basato sulla media delle ore lavorate nelle dodici settimane precedenti”, spiega. Era infatti scattato il “furlough”, il mega-piano di cassa integrazione del Tesoro mirato a tutelare i posti di lavoro durante il lockdown.

Londra, Johnson si serve una birra per celebrare la riapertura dei pub

Una volta firmata l'accettazione del furlough, “i soldi sono arrivati subito e sempre puntualissimi - racconta -. Ogni venerdì a mezzanotte e cinque minuti mi arrivava la notifica del versamento sul mio conto”. Al Fentiman Arms, come in tanti altri locali e negozi, grazie al furlough nessuno è stato licenziato. Il 20 luglio, finito il lockdown, il pub ha potuto riaprire, con tutte le misure di sicurezza previste. E con un regalo inaspettato del Tesoro: il piano “eat out to help out”, inventato per incoraggiare la gente a tornare nei locali e sostenere l'economia.

Cinque giorni per i rimborsi dell’Erario

Il sistema prevedeva sconti fino al 50% sui pasti nei ristoranti e pub a spese del Tesoro. Per rendere il sistema più semplice possibile evitando frodi, non ci sono stati buoni o voucher. Il cliente pagava il conto già scontato (alcolici esclusi) e il pub veniva poi rimborsato dal Tesoro entro cinque giorni.

“Siamo passati da zero a mille nel giro di una settimana, il successo è stato incredibile e tra luglio e ottobre abbiamo superato il fatturato dell'anno prima -, spiega Roman -. Anche in questo caso i rimborsi del Tesoro sono stati efficientissimi, ogni settimana facevano il calcolo automatico e depositavano i rimborsi dovuti sul conto”.

Il piano ha avuto anche troppo successo. Dato che non c'era obbligo di mascherina e i locali erano pienissimi, c'è stata la seconda ondata di Coronavirus e un secondo lockdown. Il pub ha dovuto chiudere di nuovo, ma in compenso il furlough è stato prolungato oltre la scadenza prevista quindi ogni venerdì c'era comunque la certezza di ricevere l'80% dello stipendio.

Natale tra lockdown e incassi mancati

Totale incertezza invece sui tempi di riapertura. Johnson aveva parlato di un lockdown di un mese, promettendo che non avrebbe mai “rovinato il Natale”. Barnabò, come tutti i gestori di pub e ristoranti, ha iniziato a pianificare il cruciale e super-redditizio periodo delle feste di fine anno. Il mese di dicembre di solito rappresenta un quarto degli incassi annuali.

È stata dura, ma ora lavoriamo tantissimo. Andiamo verso l'estate con un grande senso di ottimismo

Deputy manager Fentiman Arms Roman Barnabò

“Mi sono consultato con lo chef, abbiamo scelto i menù, ordinato il cibo e accettato centinaia di prenotazioni per Natale e Capodanno”, ricorda. Tutto per niente, dato che il 16 dicembre è stata annunciata l'inversione di marcia del Governo: terzo rigido lockdown. “È saltato tutto - racconta -. Avevamo frigo e freezer pieni di cibo, abbiamo caricato tutto su un camioncino e lo abbiamo portato alla food bank più vicina, almeno è andato in beneficenza”.

Furlough provvidenziale

Ancora una volta il furlough è stato rinnovato, garantendo almeno gli stipendi. “Il terzo lockdown è stato il più duro -, racconta Roman -, perché era inverno, perchè è durato tanto e perchè non è stato possibile tornare a casa in Italia”. -In primavera la situazione è stata trasformata dal successo della campagna di vaccinazione di massa più efficace e rapida in Europa. Nel giro di poche settimane decine di milioni di persone hanno ricevuto la prima dose e la previsione è che entro luglio tutti gli adulti saranno stati vaccinati.

Per non ripetere gli errori fatti in passato, Johnson questa volta ha stabilito un'uscita graduale dal lockdown. Il 12 aprile è stata permessa la riapertura di pub e ristoranti con tavoli all'aperto, mentre dal 17 maggio sarà possibile servire pasti e birre anche all'interno, questa volta con obbligo di mascherine. Il Fentiman Arms, che ha un grande giardino, è sempre pieno e ha tutti i tavoli prenotati fino a luglio. “È stata dura, ma ora lavoriamo tantissimo -, dice Roman -. Andiamo verso l'estate con un grande senso di ottimismo”.


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