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Al sud meno nuove imprese ma più strutturate

2' di lettura

Nei primi tre mesi del 2022 il Sud non supera il gap di iscrizioni rispetto allo stesso periodo pre-Covid, ma aumentano le imprese più strutturate e quelle femminili.

Nel primo quarto di anno, infatti, sono state registrate presso gli uffici camerali 28.383 nuove imprese, circa 5mila in meno rispetto a quelle dell’analogo periodo del 2019 e quasi 2.500 in meno rispetto al primo trimestre dello scorso anno. In termini relativi, le regioni del Sud registrano un tasso di natalità corrispondente a 1,5 iscrizioni ogni 100 imprese esistenti a inizio periodo (1,7 è il valore a livello nazionale). La maggior parte delle nuove imprese ha sede in Campania (33,1% delle iscrizioni dell’area), Puglia (23,0%) e Sicilia (21,8%). Minori sono, invece, le iscrizioni in Calabria (9,7% delle iscrizioni dell’area), Sardegna (8,8%) e soprattutto in Basilicata (3,6%). La provincia di Napoli è la più attiva (+4.993 unità nel primo trimestre dell'anno), seguita dalla provincia di Bari (+1.843) e dalle due province campane di Salerno (+1.741) e Caserta (+1.595). Seguono a ruota Palermo, Lecce, Catania, Foggia, Sassari e Cosenza con un numero di imprese di nuova costituzione che oscilla tra le mille e le mille e quattrocento unità. Di contro, non superano quota 300 le imprese iscritte presso le Camere di commercio di Sud Sardegna (295), Crotone (262), Vibo Valentia (252), Enna (215) e Oristano (183).

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Nei primi mesi del 2022 sembra farsi sempre più strada l’idea di un’imprenditorialità orientata a modelli aziendali più solidi e strutturati. Aumenta infatti il peso delle iscrizioni di imprese sotto forma di società di capitale sul totale delle iscrizioni che passa dal 31,8% del primo trimestre 2019 al 33,3% del primo trimestre 2022 (contro il 31,2% registratosi a livello nazionale). A trainare la performance del Sud è il dato molto positivo della Campania, dove sono concentrare più del 40% delle imprese con questa forma giuridica (3.817 imprese). Specularmente, le società di persone e le ditte individuali, che restano, comunque, la forma giuridica più diffusa nell’universo imprenditoriale, si stanno progressivamente riducendo (dal 61,8% del primo trimestre 2019 fino al 60,7% del primo trimestre 2021).

Molto bene l’andamento dell'imprenditoria femminile. Sia sul fronte delle imprese registrate che su quello delle iscrizioni, il Sud mostra performance migliori rispetto alla media nazionale. A fine 2021 nelle regioni del Sud vi sono più di 446mila imprese “rosa”, il 23% circa delle imprese femminili italiane. Sempre nel corso del 2021 delle 100mila iscrizioni di nuove imprese nelle regioni del Sud, circa 26.600 hanno riguardato la componente femminile (il 26,6%; la stessa percentuale è pari al 25,3% a livello nazionale). E anche per questo segmento imprenditoriale si registra una recente, maggiore propensione all’utilizzo di forme giuridiche più strutturate. Infatti, le imprese femminili iscritte sotto forma di società di capitale rappresentano il 25,7% del totale delle imprese femminili neo-costituite (24,9% a livello nazionale).

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