inchiesta del ny times

Amazon sotto accusa: vende libri contraffatti

di Marco Valsania


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3' di lettura

New York - Amazon ha creato la sua iniziale fortuna con i libri. Adesso il gigante dell'e-commerce a 360 gradi scivola proprio sulla carta stampata. Ad accendere le polemiche sulla crisi di scarsa credibilità e mancati controlli portata con sè dall'emergere del gruppo nei panni di protagonista dominante - una crisi che condivide con altri grandi leader dell'economia digitale - sono oggi proprio saggi e romanzi.

Se la società di Jeff Bezos oggi vende infatti oltre la metà di tutti i volumi sul mercato statunitense, frutto di una leadership sempre più consolidata, si sono moltiplicati in realtà anche i casi di truffa, dalla contraffazione alla manipolazione dei testi.

Un'inchiesta del New York Times, che cita denunce di editori e autori, accusa Amazon di non preoccuparsi nè dell'autenticità nè della qualità di quanto pubblica o vende. Sul suo sito compaiono rivenditori che non sembrano esistere se non per l'offerta attraverso Amazon di volumi da dieci dollari per cifre che possono raggiungere anche i cento o i mille dollari, sollevando persino sospetti di operazioni di riciclaggio di denaro.

Amazon nega di voler ignorare il problema sollevato dall'inchiesta e afferma di investire già “significativo tempo e risorse per proteggere i consumatori da prodotti contraffatti, compresi i libri” .

Boom di recensioni fasulle sono finite di recente nel mirino dell'authority federale Ftc. E controversie sono esplose sul proliferare di versioni accorciate di libri popolari o premiati - ad esempio Bad Blood, la saga dello scandalo del gigante biotech Theranos.

Uno dei “capitoli” più gravi riguarda veri e propri volumi contraffatti. A volte anche di testi delicati: è il caso della The Sanford Guide to Antimicrobial Therapy, destinato a medici e contenente dosaggi esatti per la somministrazione di farmaci destinati alla cura di pazienti colpiti da infezioni.

Da due anni l'editore, Antimicrobial Therapy, si batte per cercare di eliminare una pioggia di versioni del tutto irregolari del suo volume - sovente fotocopiate e mal stampate, a volte tanto da diventare illeggibili e soggette a seri errori - che potrebbero di conseguenza creare danni alla salute.

Edizioni fasulle riguardano anche molti manuali tecnici, spesso costosi, quali quelli sui computer della No Starch Press. A sua volta la casa editrice da anni lotta senza grande fortuna per estirparli da Amazon. Classici - o quasi - della letteratura non sono immuni dal medesimo destino. Tra i testi piratati si contano quelli di Arthur Miller e di Jorge Luis Borges, come noti romanzi gialli di Agatha Christie quali Assassinio sull'Orient Express.

Il problema è che, più che di scarsa attenzione, a venire alla luce è un “difetto” finora parso intrinseco al modello di business. Amazon ha ufficialmente un atteggiamento rilassato quando si tratta di interventi nei confronti di chi pubblica o vende attraverso il suo sito: “È vostra responsabilità assicurare che il vostro contenuto non violi leggi o diritti d'autore, marchi depositati, privacy, norme di pubblicità o altri diritti”, avverte. E i critici sospettano che Amazon non abbia incentivi a combattere davvero simili irregolarità: se da volumi contraffati autori (famosi e non) e case editrici (grandi e piccole) ci perdono, Amazon guadagna comunque e sempre in vendite.

Dell'emergere del problema, che non è limitato ai libri nonostante trovi qui una delle espressioni più eclatanti e insolite, è stata però costretta di recente a prendere coscienza la stessa azienda. In febbraio nelle sue comunicazioni finanziarie alla Sec e agli investitori ha incluso per la prima volta la contraffazione quale fattore di rischio per il suo business, ammettendo che potrebbe non essere in grado di arginare le ondate di vendite “realizzate in modo non etico e illegale”.

Per i giganti hi-tech e digitali oggi potrebbe diventare sempre più difficile eludere le loro responsabilità: oltre ad essere oggetto di una crescente attenzione da parte di consumatori e altre aziende, il mondo politico e le autorità antitrust e di regolamentazione stanno ripensando al loro ruolo e alla loro influenza. Solo di recente Alphabet è finita sotto tiro per milioni di business fasulli che compaiono su Google Maps . E Facebook resta assediata da polemiche sulla diffusione di informazioni false e sulla protezione della privacy.

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