L’ha salvato la prof di matematica

Andrea: «Quel defibrillatore a scuola mi ha salvato la vita, ma ora si facciano corsi: serve formazione e coraggio per usarlo»

Il giovane è stato salvato dall’intervento tempestivo di una docente e di un bidello, che la settimana porima avevano fatto un corso di primo soccorso. E dal fatto c’era un’apparecchio in palestra

di Nicoletta Cottone

Defibrillatori ovunque: le novità della nuova legge, dalla scuola alla depenalizzazione dell'uso

2' di lettura

Andrea Sidarous Farag è un ragazzo nato in Italia da una famiglia egiziana. Il 30 gennaio 2020 era in classe, quinto anno del liceo linguistico Giordano Bruno di Torino, quando l'arresto cardiaco è arrivato senza avvisaglie. A soli 21 anni. La presenza di un defibrillatore nella scuola e l'intervento immediato di una professoressa e di un bidello lo hanno salvato. Perché la tempestività nell'intervento ha un ruolo cruciale. Più passano i minuti e più diminuiscono le probabilità di sopravvivenza. Il defibrillatore numero 250 donato all’istituto dall’Associazione italiana cuore e rianimazione Lorenzo Greco Onlus lo ha salvato.

Andrea cosa ricordi di quel giorno?

«Mi ricordo ben poco. Mi hanno detto che avevo chiesto di andare in bagno e nel tragitto ho perso conoscenza in corridoio. L’immediato intervento della mia insegnante di fisica e matematica, la professoressa Maria Teresa Bezzo, e la scarica del defibrillatore sono risultati fondamentali per salvarmi. La professoressa, avendo fatto un corso di primo soccorso a scuola la settimana prima del mio malore, è stata in grado di salvarmi, anche grazie all’aiuto del bidello. Sono riusciti a mettermi il defibrillatore, a usarlo e a farmi essere qui oggi». Si è attivata quella che a Torino viene chiamata la squadra del cuore: chiamata al 112, massaggio cardiaco, uso del defibrillatore che da solo riconosce le anomalie ed eroga, se necessario, la scarica. Poi l’assistenza del 112, il trasporto immediato in ospedale, l’estrazione del tracciato consegnato tempestivamente ai medici del pronto soccorso.

Loading...

Fondamentale il defibrillatore a scuola?

«Sì, era posizionato nella palestra, donato nel 2016 dall’Associazione italiana Cuore e rianimazione Lorenzo Greco Onlus all’istituto scolastico. Una associazione che ricorda Lorenzo, un ragazzo di 12 anni morto il 3 febbraio 2014 per arresto cardiaco all’Istituto Agnelli di Torino, dove non c’era un defibrillatore. Io sono stato fortunato, perchè proprio quel defibrillatore donato alla scuola mi ha salvato la vita, grazie anche a persone in grado di utilizzarlo visto che erano stati fatti corsi ad hoc».

Dove ti hanno prestato le prime cure?

«In due ospedali, prima al Giordano Bruno e poi alle Molinette. Nella prima settimana la degenza e i controlli medici, poi l’installazione di un defibrillatore sottocutaneo con un intervento. Dopo tre settimane sono stato dimesso e sono tornato per qualche giorno a scuola. Non vedevo l’ora. Poi con il Covid ho studiato in dad, intervallando lezioni e visite mediche di controllo».

Come hai affrontato la maturità dopo questo terremoto nella tua vita?

«Normalmente e con calma: il fatto di essermi salvato mi ha reso felice e sereno. E sono stato contento di affrontarla e superarla con successo».

E ora quali sono i tuoi progetti, insomma che cosa vuoi fare da grande?

«Ora come ora sto studiando all’università di Torino alla facoltà Matematica finanziaria. Vorrei lavorare in ambito economico come commercialista».

Giorgio Mulè: «Con la nuova legge depenalizzato l’uso dei defibrillatori»

Finalmente l’Italia ha una legge che consentirà di avere defibrillatori ovunque. E la presenza capillare di queste apparecchiature potrà salvare molte vite. Una legge che tu reputerai molto importante immagino

«Sì, é molto importante. Ma è solo un primo passo. Se a questa legge non seguiranno corsi di formazione obbligatori a scuola per studenti e insegnanti, non servirà. É importante che lo Stato capisca che se non si finanziano organizzazioni che curino la formazione la legge risulterà vana. Perchè serve conoscenza e coraggio per usare il defibrillatore. E sono caratteristiche che non hanno tutti, mentre la formazione e la conseguente conoscenza possono aiutare a superare la paura. Io sono stato fortunato perchè grazie ai corsi a scuola la professoressa sapeva cosa fare. E ha avuto il coraggio di agire in un momento di emergenza. E mi ha salvato».


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti