Riforme

Approvato il decreto che fissa regole certe per il vino sostenibile

Viene così finalmente definito un sistema unico nazionale che assorbirà quelli in vigore finora

di Giorgio dell’Orefice

(ANSA)

2' di lettura

Quella 2021 potrebbe essere la prima vendemmia “sostenibile”. È stato infatti approvato nei giorni scorsi il decreto “sostenibilità” che definisce uno standard unico per la produzione di vino “green” che – lo ricordiamo – è qualcosa di più rispetto alla sola produzione biologica.

Finora esistevano differenti standard sia pubblici (Viva messo a punto dal ministero dell'Ambiente, il Sistema di qualità nazionale per le produzioni integrate definito dal ministero delle Politiche agricole) che privati (il più diffuso è Equalitas) oltre a una miriade di iniziative sul territorio tutte improntate alla sostenibilità.

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Col nuovo decreto viene finalmente definito un sistema unico nazionale che assorbirà quelli in vigore finora definendo regole per la produzione green (dal vigneto alla cantina) e coinvolgendo anche gli ambiti della sostenibilità economica e sociale.

L'Italia è il primo paese europeo a dotarsi di un sistema nazionale sul vino sostenibile. In altre aree del mondo la Nuova Zelanda è il paese più avanti sulla produzione green. L'obiettivo è arrivare a definire un logo unico per le bottiglie sostenibili sul modello neozelandese che proprio con la produzione verde sta ottenendo grandi risultati sui mercati.

Un punto sulla transizione verso la sostenibilità anche nel vigneto sarà tracciato il prossimo 6 luglio nel corso dell'assemblea dell'Unione italiana vini a Roma.

«L'ultimo miglio – spiega il segretario generale dell'Unione italiana vini, Paolo Castelletti – è ora il decreto ministeriale che definirà il disciplinare di produzione del vino sostenibile. Un manuale sulle best practice con circa 40 requisiti per governare la produzione dal vigneto (con regole dettagliate su agrofarmaci e fertilizzazioni), alla cantina (dove sarà necessario garantire linee di produzione separate tra vino convenzionale e sostenibile). E poi ci saranno gli aspetti sociali ed economici con una grande attenzione sulle norme del diritto del lavoro, sul rispetto dei contratti collettivi nazionali e sulle regole sulla sicurezza».

Altro passo importante sarà la predisposizione dell'albo degli enti certificatori che andranno a verificare il rispetto delle regole. «La scelta dell'ente – ha aggiunto Castelletti – sarà effettuata a livello aziendale diversamente da quanto accade per la certificazione delle Doc e Docg. In quel caso infatti la scelta è effettuata dai consorzi di tutela». Altro passo decisivo sarà l'individuazione del logo che deve consentire ai consumatori di distinguere i vini sostenibili da quelli convenzionali. «Il decreto ministeriale – conclude Castelletti – ci risulta sia stato già definito. Ci auguriamo che venga firmato rapidamente perché la vendemmia è ormai alle porte. Dopo tanti mesi di lavoro sarebbe proprio un peccato perdere questa opportunità e dover attendere la vendemmia 2022».

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