Art week

Apre il nuovo edificio di Chipperfield del Kunsthaus di Zurigo

E le gallerie hanno aperto al pubblico arrivato in Svizzera per Art Basel, mostrando un'ampia offerta di arte storicizzata ma anche di giovani proposte

di Silvia Anna Barrilà

Kunsthaus Zürich, l'estensione di Chipperfield-Building, veduta dalla Heimplatz con l'installazione «Tastende Lichter» (2020) di Pipilotti Rist, copyright Pipilotti Rist, Foto: Franca Candrian, Kunsthaus Zürich

4' di lettura

Zurigo si prepara a celebrare il 9 ottobre l'apertura al pubblico del nuovo edificio del Kunsthaus Zürich firmato dall'architetto inglese David Chipperfield, che trasforma l'istituzione nel museo più grande della Svizzera. Un ampliamento voluto dal direttore, Christoph Becker, sin dall'inizio del suo mandato, nel 2000. Dopo aver vagliato le proposte di vari studi internazionali e dopo aver indetto un referendum popolare sull'ampliamento nel 2012, a cui hanno risposto sì il 54% degli zurighesi, la prima pietra è stata deposta nel 2015. L'edificio è stato completato alla fine nel 2020, ma l'apertura è stata rimandata a causa della pandemia. Il museo, che pur essendo dall'altra parte della piazza dell'attuale complesso rappresenta con esso un tutt'uno, è collegato all'edificio principale attraverso un corridoio sotterraneo, che da pochi giorni ospita un'installazione permanente in marmo di carrara di Olafur Eliasson.

Kunsthaus Zürich, l'estensione di Chipperfield, sala centrale con scalinata, Foto: Juliet Haller, Amt für Städtebau, Zürich

Il nuovo edificio di Chipperfield, che ha appena concluso la ristrutturazione di un altro museo, la Neue Nationalgalerie di Berlino, è costato quasi 206 milioni di franchi, di cui 88 milioni sono stati finanziati dall'associazione che gestisce il museo, la Zürcher Kunstgesellschaft, altri 88 milioni dalla città di Zurigo a seguito del rederendum e 30 milioni dal fondo della lotteria del Cantone di Zurigo. I 5.000 mq di spazio espositivo permetteranno l'esposizione della collezione del museo e di altre collezioni private. Il focus si concentrerà sull'arte dagli anni 60 in poi, per esempio, la collezione Looser contribuirà con opere di Minimal Art, Espressionismo Astratto e Arte Povera. Ma ci sarà anche l'Impressionismo francese grazie alla collezione Emil Bührle, per cui Zurigo diverrà seconda solo a Parigi per opere del movimento. E poi, ancora, Giacometti, Munch, fino ai contemporanei come Rebecca Warren e Pipilotti Rist.

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La nuova sede di Hauser Wirth su Bahnhofstrasse copyright Schmidlin Architekten (Images by Nightnurse Images), Stiftung Arp e.V.,Berlin/ Rolandswerth/2021, ProLitteris, Zurich

La nuova sede di Hauser & Wirth

Un'anteprima del nuovo edificio è stata concessa al pubblico dello Zurich Art Weekend, che – come da tradizione – si è svolto nel fine settimana immediatamente precedente all'inaugurazione della fiera Art Basel (17-19 settembre). Prima della pandemia, infatti, le gallerie di Zurigo approfittavano dell'arrivo in città dei collezionisti d'oltreoceano diretti a Basilea. Ora il pubblico è forse più locale, ma non per questo meno numeroso e l'offerta artistica non ha scarseggiato. In particolare, Hauser & Wirth ha colto l'occasione per inaugurare una nuova sede a Zurigo all'inizio della Bahnhofstrasse, un'area che ospita i grandi marchi del lusso e della gioielleria ed è la via con gli affitti più cari di tutta la Svizzera. Il nuovo spazio è dedicato all'arte del Novecento e ai ben 35 lasciti che la galleria oggi rappresenta. La prima mostra è dedicata ad Hans Arp, con sculture dai 350.000 euro a 1,3 milioni.

Glenn Ligon, Stranger (Full Text) #1, 2020-21, Oilstick, gesso e coal dust su tela, dittico, 304,8 x 1371,6 cm /copyright Glenn Ligon, Courtesy the artist and Hauser & Wirth, Foto: Thomas Barratt

Omaggio a Christo

Non lontano, sulla Paradeplatz, dove un tempo c'era la Dada-Galerie e ora gli uffici delle banche, si trovano le due sedi di Gmurzynska, una galleria storica di Zurigo. Nella prima, progettata da Zaha Hadid, la galleria ha in mostra Anh Duong, artista francese di base a New York, che nei suoi autoritratti ricorda Alice Neel, in cui l'artista riconosce un modello di pittura e che sta vivendo un momento di grande apprezzamento. Duong, classe 1960, è stata una modella e fidanzata di Julian Schnabel. Entrata in contatto con il mondo dell'arte newyorkese negli anni 80, ha iniziato a dipingere riscuotendo successo negli Usa, ma in Europa è alla sua prima mostra (prezzi tra 20-100.000 euro). Nell'altra galleria, invece, Gmurzynska rende omaggio a Christo in occasione dell'impacchettamento dell'Arc de Triomphe di Parigi, con una mostra (la terza in galleria) dedicata ai suoi progetti nella natura (prezzi 80-800.000 dollari).

Veduta della mostra ’Simone Leigh’ presso Hauser & Wirth Zurich, Limmatstrasse, fino al 4 dicembre 2021. copyright Simone Leigh. Courtesy the artist and Hauser & Wirth. Foto: Jon Etter

L'arte nelle aree ex-industriali di Zurigo

Diversa l'atmosfera al Löwenbräukunst Areal, uno spazio ex-industriale trasformato in quartiere di musei e gallerie. La stessa Hauser & Wirth ha qui inaugurato due mostre di artisti afroamericani: Simone Leigh con bellissime sculture che affrontano l'identità femminile nera, e Glenn Ligon con un nuovo lavoro già venduto ad un'importante istituzione americana non rivelata, che riflette su temi del razzismo a partire da un testo di James Baldwin sull'arrivo di un uomo di colore in un paesino sulle montagne svizzere nel 1953. A novembre Ligon sarà di nuovo al centro dell'attenzione con una grande mostra su tre piani nell'edificio della galleria a Chelsea, New York.

Veduta della mostra ’Simone Leigh’ presso Hauser & Wirth Zurich, Limmatstrasse, fino al 4 dicembre 2021. copyright Simone Leigh. Courtesy the artist and Hauser & Wirth. Foto: Jon Etter

Gli emergenti

Altre gallerie, invece, mostrano artisti emergenti come Greg Parma Smith, classe 1983, da Galerie Francesca Pia fino al 6 novembre e Somaya Critchlow (1993) da Gregor Staiger, alla prima mostra con la galleria (fino al 30 ottobre). Scoperta tramite un'altra artista della galleria, Lucy Stein, presso cui la giovane ha studiato, anche Critchlow tratta temi legati alla rappresentazione del corpo nero tra voyerismo e introspezione.

La mostra di Christo “Nature | Environments” presso la galleria Gmurzynska di Zurigo

L'universo di Andriu Deplazes (1993), invece, è in mostra da Peter Kilchmann fino al 16 ottobre, un mondo visto dall'alto attraverso il quale l'artista vuole confrontare lo spettatore, popolato di figure androgine, campi coltivati dall'uomo, riferimenti ad altri artisti contemporanei come Nancy Spero. La mostra ha avuto grande successo anche dal punto di vista commerciale, registrando il tutto esaurito. Le sue opere sono disponibili in questi giorni anche ad Art Basel a prezzi tra 2.200 e 21.000 franchi. Dopo le passeggiate tra le gallerie di Zurigo è qui che ora si è spostata l'attenzione dei collezionisti: è la prima importante fiera post-pandemia e il test della salute del mercato.

Andriu Deplazes, Slackliner, 2021, olio su tela, 207 x 315 cm, Courtesy Peter Kilchmann

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