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ARCOlisboa 2022, continua a sostenere la scena artistica locale

Lo sviluppo della città fa leva sull'innovazione tecnologica con al centro l'arte. La fiera rientra nella strategia della capitale della cultura in Europa

di Maria Adelaide Marchesoni

Mónica de Miranda - 6 de Maio, 2019 - Stampa a getto d’inchiostro su carta di cotone - 80 x 240 cm (Courtesy: Galerie Carlos Carvalho)

5' di lettura

ARCOlisboa torna in presenza (dal 19 al 22 maggio, al Torreão Nascente da Cordoaria, a Belém) con 65 gallerie provenienti da 14 paesi inserite in un percorso, che oltre alla sessione principale, presenta “Opening”, composto da 13 giovani gallerie, e per la terza volta “Africa in Focus”, con nove gallerie selezionate dalla curatrice Paula Nascimento, provenienti da Francia, Uganda, Mozambico, Angola, Sudafrica e Portogallo. L'offerta delle gallerie visitata da 11mila persone, era visibile già alcuni giorni prima dell'apertura nella versione digitale sulla piattaforma ARCO E-XHIBITIONS e un'altra novità di questa quinta edizione, la decisione di limitare, a differenza del passato, il numero degli artisti esposti negli stand in proporzione ai metri quadrati: un artista ogni dieci metri quadrati, quindi due artisti per gli stand più piccoli (20mq), sei artisti per quelli più grandi (60mq). La scelta risponde al desiderio di privilegiare una lettura più approfondita del lavoro degli artisti.

La fiera e la città

<Il vantaggio competitivo di ARCOlisboa - spiega la direttrice Maribel López -, dopo due anni molto difficili, è aver creduto nel suo modello di fiera che presenta una dimensione molto diversa da quello di altri appuntamenti e, se in passato, poteva essere ampiamente criticato, soprattutto quando l'attenzione e l'interesse erano esclusivamente per i brand più blasonati delle fiere internazionali, ARCOLisboa ha saputo ritagliarsi uno spazio ed ha rappresentato per galleristi e collezionisti un'esperienza diversa. Partecipare ti permette - prosegue López - di scoprire una selezione di artisti di generazioni e livelli di carriera diversi, storicizzati, famosi, ma anche tanti giovani, che anche le gallerie blue chip in questa fiera possono permettersi di offrire. Oggi, nonostante i due anni di pandemia, e ancora un numero eccessivo di fiere in giro per il mondo, la fiera per Lisbona è un momento molto importante e come ha voluto sottolineare il sindaco, il conservatore Carlos Moedas in un incontro con la stampa internazionale “a Lisbona possiamo parlare di turismo, innovazione, tecnologia, ma se non abbiamo al centro la cultura e l’arte non avremo successo e ARCOlisboa è il tassello fondamentale di questa mia strategia, cioè fare di Lisbona la capitale della cultura in Europa che si collega all'innovazione”.
Tra le priorità quindi la continuità della fiera per le edizioni future che fa leva su un accordo tra IFEMA MADRID, una delle cinque istituzioni fieristiche più importanti d’Europa e la prima in Spagna, e la Camera Municipale di Lisbona, che sebbene sia scaduto nel 2020 e prevedeva un finanziamento annuale di 180.000 euro per tre anni, è stato prorogato per questa edizione.

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L’offerta delle gallerie portoghesi

Una delle strategie future di crescita di Arco è quello di rafforzare l’identità portoghese dell’evento, che in questa occasione ospita 23 gallerie locali (il 35% dei partecipanti), con il pubblico internazionale collezionisti internazionali, direttori di musei e altri professionisti.Tra le proposte delle gallerie portoghesi da Galeria Filomena Soares accanto ad alcuni lavori più recenti dell'artista cubano Carlos Garaicoa, della serie “puzzle” avviata nel 2019 (i prezzi in base alle dimensioni oscillano tra 35.000 a 80.000 euro, 55.000 euro è il prezzo di “Sin Titulo: Chocolates”, 2022 venduto all'opening) anche i lavori della portoghese Sara Bichâo (classe 1986) già presente in diverse esposizioni all'estero (i suoi disegni oscillano tra 600 e 3.000 euro). Due gli artisti presentati da Madragoa, che aveva inaugurato in quei giorni una collettiva ”Are Artworks Contemporary?”, un dialogo tra artisti di generazioni diverse — Belén Uriel (opere in vetro bullseye e ferro nichelato, prezzo a partire da 10.000 euro) e un'installazione molto divertente di Luís Lázaro Matos (2.000 euro ciascuna) che dall'apparenza giocosa e leggera, in realtà indaga dinamiche complesse che riguardano i costrutti sociali e filosofici attuali. Da Galeria Miguel Nabinho due dipinti di Pedro Cabrita Reis i cui prezzi negli ultimi anni hanno raggiunto livelli elevati, ma secondo il gallerista “questo trend proseguirà anche in futuro in quanto è cresciuto l'interesse da parte dei collezionisti” (il disegno “Caminando sobre la tierra entre árboles y piedras #14”, mix media su cartone è stato venduto a 65.000 euro; nello stand erano disponibili altri disegni su carta giapponese a 25.000 euro ciascuno). Interessanti da Carlos Carvhalos i lavori di Monica de Miranda (“Porto”, 1976) incentrati sui temi dell’archeologia urbana e delle geografie personali, realizzati in modo interdisciplinare utilizzando disegno, installazione, fotografia, film, video e suono per sfumare i confini tra fiction e documentario (da 4.000 a 12.000 euro le fotografie in edizione di quattro). Galleria Vera Cortês presentava le opere dell'artista portoghese Alexandre Farto aka Vhils (1987) la cui video installazione Prisma, 2022 è in mostra al MAAT il museo so stenuto dalla Fundaçao EDP, che consiste in una serie di filmati al rallentatore proiettati su schermi della vita quotidiana in nove grandi città: Pechino, Cincinnati, Hong Kong, Lisbona, Los Angeles, Macao, Città del Messico, Parigi e Shanghai, dove l’artista ha realizzato negli ultimi anni importanti opere di arte pubblica. Oltre alla video installazione (le immagini di una singola città a 24.600 euro da montare su quattro schermi) la galleria presentava altre opere dell'artista più legate alla sua esperienza di urban artist (opere uniche con prezzi da 40.000 a 50.000 euro). Due gli artisti nello stand della galleria Uma Lulik entrambi portoghesi, a fianco le sculture in bronzo o metallo della giovane Isabel Cordovil (Lisbona, 1994, prezzi da 3.100 euro) monumenti-elegie drammatico-sarcastiche dei “peggiori momenti della vita”, che spaziano tra crisi amorose e vicende quotidiane, le opere di Paulo Lisboa (classe 1987) le cui edizioni uniche di grafite su alluminio viaggiavano sui 17.000 euro.

L’offerta internazionale

Tra le gallerie internazionali, terza volta per l'austriaca Galerie Krinzinger che presentava in uno stand molto grande i lavori di diversi artisti, tra cui lo spagnolo Secundino Hernández (prezzi a partire da 50.000 fino a 100.000 euro), Monica Bonvicini (con prezzi da 17.000 a 27.000 euro). Dalla londinese Greengrassi diciotto lavori di Alessandro Pessoli che si ispirano alle fotografie del tedesco Wilhem von Gloeden, noto soprattutto per i suoi studi di nudo maschile, in vendita a 7.500 euro cadauno. Dalla spagnola Juana de Aizpuru opere di Wolfang Tillmans (da 100.000 dollari) e dell'austriaco Heimo Zobernig (da 20.000 a 60.000 euro).

La sezione Opening

La sezione Opening, curata dalla spagnola Chus Martínez e dalla portoghese-brasiliana Luiza Teixeira de Freitas ha presentato una selezione di 13 gallerie di vari paesi i cui progetti innovativi hanno attirato l’attenzione dei curatori. Ogni galleria espone le opere di due degli artisti rappresentati, stabilendo un dialogo tra loro e anche tra le opere degli artisti delle altre gallerie, poiché il progetto espositivo dei curatori cerca di eliminare le tradizionali pareti che separano uno stand della galleria dall’altro. La Galeria Verve, unica galleria brasiliana presente in questa sezione, ha scelto di esporre le opere degli artisti Dudu Garcia (Rio de Janeiro, 1966) e Luisa Malzoni (San Paolo, 1980), che sollevano interrogativi sulla memoria individuale e collettiva e sulla dicotomia assenza/presenza, rappresentativa dell’attuale momento globale. Gallery Artbeat, dalla Georgia, ha portato due artisti di generazioni diverse, che rappresentano momenti distinti della storia artistica del paese. Da un lato, Nato Sirbiladze (Tbilisi, 1955), un’autodidatta che ha continuato a realizzare i suoi dipinti nonostante il mancato riconoscimento, ora il Georgian Museum of Fine Arts gli dedica una retrospettiva (prezzi a 3.200 euro). Dall’altra, l’artista Nika Kutateladze (Tbilisi, 1989), che fa parte di una generazione con un’educazione artistica e una formazione accademica (prezzi da 900 euro). Con questa esposizione, Artbeat ha ricevuto il premio per il miglior progetto del settore Opening.

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