Bike economy

Arriva in Italia il marketplace delle biciclette usate garantite

Dopo la Francia, la startup spagnola Tuvalum sbarca in Italia con una piattaforma digitale che garantisce le caratteristiche e gestisce la transazione

di Marco Trabucchi

3' di lettura

Non c'è dubbio che il mercato delle bici usate stia beneficiando dell'onda lunga del boom delle due ruote, che si è tradotto in una crescita del 14% per le bici tradizionali e del 44% per le ebike nel 2020. L’espansione non si arresta nemmeno nel 2021.

Un mercato, quello dell'usato, spinto al rialzo anche dalla cronica mancanza di componenti e accessori. Un collo di bottiglia che ha avuto come effetto deleterio quello di far rallentare le consegne agli acquirenti, che per una bici nuova arrivano ad aspettare anche 12-18 mesi.

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Un effetto a catena – tra pandemia e crisi dei produttori asiatici - che ha avuto l'effetto di rallentare il mercato del nuovo e di dare un vigoroso impulso al quello dell'usato.

In questo contesto si inserisce Tuvalum, startup spagnola nata nel 2015, il cui obiettivo è quello di creare un sistema in cui fosse totalmente sicuro e conveniente comprare e vendere una bici di seconda mano. Oggi il suo marketplace digitale offre circa 2mila bici, un'ampia e diversificata selezione che spazia tra mountain bike e bici elettriche, da città e da corsa, provenienti da venditori privati e negozi.

Un ecommerce che mette in contatto domanda e offerta aggiungendo la garanzia di una transazione sicura. In pratica il venditore mette in vendita la sua bici sulla piattaforma decidendo un prezzo.

Se la bici riceve le attenzioni di un compratore – accordato il prezzo finale - viene spedita da Tuvalum (che si occupa anche dell'imballaggio) a un meccanico affiliato che certifica che la bici corrisponde alla descrizione del venditore e nel caso ne effettua una messa a punto. Una volta che la bici è certificata viene spedita al compratore.

La transazione è mediata da Tuvalum, che ricevuto il pagamento del compratore e trattenuta la percentuale del 15%, provvede poi a saldare il venditore. Un processo rapido con tempi di consegna ragionevoli, che si assestano indicativamente tra sette e dieci giorni lavorativi per i venditori privati e tra tre e cinque giorni per i negozi specializzati.

Un successo che ha fatto registrare nel 2020 un fatturato di 4,5 milioni di euro, più che raddoppiato quest’anno che ha raggiunto finora i 9 milioni di vendite sul mercato spagnolo e quello francese, nel qualche Tuvalum è presente da inizio anno e che conta per il 30% del totale.

«Il nostro scopo è quello di digitalizzare un mercato che fino ad oggi era essenzialmente fisico - spiega Alejandro Pons, uno dei due fondatori -. Con il nostro servizio vogliamo offrire qualcosa in più rispetto alle piattaforme online di annunci: bici controllate dalla nostra rete di meccanici affiliati che sono in grado di certificare le ottime condizioni meccaniche delle bici in vendita. In questo modo si offre una garanzia al venditore che così può stare tranquillo, offrendo la stessa consulenza e le stesse garanzie di acquisto che possono trovare recandosi in un negozio fisico di biciclette, oltre ad assisterli anche nella fase di post-vendita».

Per i due imprenditori spagnoli fondatori di Tuvalum il prossimo step è quello di aggredire il mercato italiano con una rete commerciale che individui i meccanici in grado di certificare le bici messe in vendita dai privati, oltre di negozianti che trattano l'usato.

«L' Italia è un mercato strategico per noi, visto che ricopre un ruolo di assoluta protagonista nel settore. Il nostro obiettivo è costruire anche qui un servizio che non si limiti a mettere in contatto acquirenti e venditori, ma che offra una gestione completa e sicura del proprio acquisto L'obiettivo è quello di arrivare a superare le bici vendute in Francia».

I volumi di vendita più alti registrati su Tuvalum sono per la compravendita di mountain bike, nicchia sempre più in crescita, con bici il cui prezzo oscilla tra i 1500 e i 2500 euro. Seguono le bici da corsa e le ebike che registrano il 15% del totale del fatturato. «Queste ultime sono le bici che avranno una crescita più rapida, proprio per il loro essere più tecnologiche, con una necessità maggiore di controllo da parte di meccanici specializzati».

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