Dal 24 al 26 settembre

Art Basel si riprende la scena. E tutta la città si anima di opere site specific

Nuovi progetti, sculture monumentali, video: sono 272 le gallerie da tutto il mondo che espongono in occasione della grande kermesse dell'arte

di Redazione

Al via l’edizione 2021 di Art Basel, dal 24 al 26 settembre presso il Messe Basel. (Courtesy Art Basel)

3' di lettura

Appuntamento con l'arte a Basilea. Prende il via l'edizione 2021 di Art Basel, dal 24 al 26 settembre presso il Messe Basel. Un'occasione unica per scoprire 272 gallerie leader da tutto il mondo. Un'esposizione di pezzi di altissima qualità, caratteristica di questa kermesse: opere storiche, di emergenti o rare, qui si può trovare la più grande varietà nei quattro settori in cui è articolata, ovvero Galleries, Features, Statements ed Edition.

E non solo: si potranno ammirare 62 opere d’arte di grandi dimensioni in Unlimited, curato per la prima volta da Giovanni Carmine, ma anche 20 progetti site specific nell'ambito della 12° edizione di Parcours, che sarà ancora una volta curata da Samuel Leuenberger, e poi due performance degli artisti Monster Chetwynd e Cecilia Bengolea, una serie film e talk.

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Die Mimik der Tethys, 2018/2020, Palais de Tokyo, Paris, France 2019 (CREDIT: Julius von Bismarck, VG Bild-Kunst, Bonn 2021; alexander levy, Berlin; Sies + Höke, Düsseldorf, Art Basel)

“La portata e l’ambizione di Unlimited e Parcours di quest’anno sono la testimonianza della dedizione delle nostre gallerie partecipanti”, ha spiegato Marc Spiegler, global director di Art Basel. “Stanno presentando con coraggio progetti complessi, molti concepiti prima della pandemia, che ora assumono un nuovo significato”.

Ma entriamo nel vivo dei programmi. Unlimited offre alle gallerie l'opportunità di mostrare installazioni estese, sculture monumentali, vaste pareti dipinte, serie fotografiche e proiezioni video che vanno oltre allo stand fieristico tradizionale. Tra le opere esposte, la scultura di Carl Andre ’Mastaba’ (1978) presentata da Konrad Fischer Galerie, Julius von Bismarck con “Die Mimik der Tethys” (2019) presentata da Sies + Höke e “L'homme descend du signe” di Roberto Matta (1975) presentato da Pace Gallery.

Roberto Matta, L'homme descend du signe, 1975 (CREDIT: 2021 Artists Rights Society (ARS), New York; Elmgreen & Dragset, Courtesy Pace Gallery, Art Basel)

Parcours animerà il centro di Basilea con 20 installazioni site specific e spettacoli, ambientati in spazi civici e privati sotto il tema “Possiamo ancora ritrovare la felicità insieme?”. Tra le altre, si potranno ammirare una composizione a pavimento di Jason Dodge al Kunstmuseum Basel, presentata dalla Galleria Franco Noero, “Neopets”, una scultura di grandi dimensioni di Bunny Rogers presentata da Société e le installazioni scultoree di Pedro Wirz alla Kunsthalle Basel presentate da Galleria Nagel Draxler.

Con Art Basel Live, l’iniziativa digitale della fiera pensata con l'obiettivo di coinvolgere il pubblico online di tutto il mondo, le presentazioni di Unlimited e Parcours saranno presenti anche online.

A coinvolgere i visitatori fuori e dentro la fiera ci pensano le performance degli artisti Monster Chetwynd e Cecilia Bengolea, organizzate in Messeplatz, tra video installazioni e opere su larga scala. Il programma “Film” avrà la sua cornice allo Stadtkino Basel, e sarà curato per la prima volta dalla scrittrice e docente di Lisbona Filipa Ramos, co-fondatrice e curatrice di Vdrome. Inoltre, Marian Masone, curatrice cinematografica di New York, ha selezionato due eccezionali ritratti cinematografici di artisti, “Beyond the Visible – Hilma af Klint”, diretto da Halina Dryschka, e “Bill Traylor: Chaising Ghosts”, diretto da Jeffrey Wolf .

Il programma Conversazioni offre al pubblico l’accesso a informazioni di prima mano sul mondo dell’arte internazionale ed è programmato da Art Basel e dall’artista berlinese Julieta Aranda. I panel si svolgeranno nell’auditorium nel padiglione 1.0 con Daniel Buren e Philippe Parreno, in conversazione con Hans Ulrich Obrist, per il panel “Artists' Influencers”, e Philip Ursprung, professore di Storia dell’Arte e dell'Architettura a ETH Zürich, in conversazione con Catherine Nichols, curatrice e co-presidente di Beuys2021, per il panel “Eredità di Beuys”.

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