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Assegno unico, per i Neet tra 18 e 21 anni nessun bonifico

La conferma dal sottosegretario al Mef Freni in una risposta al question time. Save the children: in sei regioni neet superano numero di lavoratori

Consulenti del lavoro, bene Neet working tour

2' di lettura

Le persone tra i 18 e 21 anni non attive, i cosiddetti “Neet” (né occupati, né inseriti in un percorso di istruzione o di formazione), non hanno diritto all’assegno unico, né ad altre detrazioni per carico familiari. A confermarlo è stato il sottosegretario all’Economia Federico Freni che ha risposto al question time sul tema sollevato dalla deputata del Movimento 5 Stelle Azzurra Cancelleri. In Italia, ha rilevato “Save the Children” in sei regioni i neet, giovani senza formazione e impiego, hanno superato i coetanei con un lavoro e in totale sono 2 milioni.

L’assegno unico universale, sintesi dei diversi bonus straordinari e delle agevolazioni anche fiscali previsti a favore delle famiglie con figli a carico, è calcolato in base all’Isee dei soggetti beneficiari ed è riconosciuto, al verificarsi di certe condizioni, anche per i figli maggiorenni a carico fino al compimento del ventunesimo anno di età. Dal 21° anno di età scattano invece le detrazioni per figli a carico.

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I requisiti per l’assegno nella fascia 18-21 anni

Nella sua risposta il sottosegretario ricorda che l’assegno unico e universale è erogato anche ai figli di età fra 18 e 21 anni qualora ricorra una delle seguenti condizioni:

1) frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea

2) svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui

3) sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego

4) svolga il servizio civile universale.

Platea senza copertura

«Considerata l'ampiezza e l'alternatività dei requisiti richiesti, in sede di predisposizione dello schema di decreto legislativo di attuazione della legge delega 1° aprile 2021, n. 46 fu ritenuto che l’area di soggetti fra 18 e 21 anni che non avrebbero beneficiato dell'assegno unico sarebbe stata alquanto limitata» sottolinea Freni.

«Resta fermo che qualsiasi determinazione in merito ad un allargamento della platea dei beneficiari dell'assegno unico a tutti i figli con un'età tra 18 e 21 anni, ovvero ad una reintroduzione della detrazione fiscale a favore dei medesimi soggetti che non beneficiano dell'assegno unico, richiederebbe una modifica normativa in relazione alla quale occorrerebbe individuare idonea copertura finanziaria». Insomma, per colmare la lacuna servono ulteriori fondi.

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