Beverage

Assobirra: il fatturato 2020 ha perso 1,6 miliardi, tornati indietro di 4 anni

Il calo della produzione (-8,4%) e dei consumi (-11,4%) mette in difficoltà soprattutto i piccoli non presenti nella Gdo: il comparto chiede misure di sostegno al Governo

di Maurizio Maestrelli

(Adobe Stock)

3' di lettura

L'Annual Report di Assobirra, l'associazione che rappresenta dal 1907 la quasi totalità della produzione brassicola nazionale, ha fatto il punto sull'andamento del mercato nel 2020. La pandemia e la chiusura prolungata del canale Horeca (bar e ristoranti) si è fatta sentire sia per quanto riguarda la produzione, calata dell'8,4%, sia sotto il profilo dei consumi, -11,4%. E anche l'export è sceso del 4,8%. Una decisa battuta d'arresto dopo un 2019 che aveva invece fatto segnare numeri record.

Se i grandi gruppi hanno limitato in qualche modo le perdite, grazie alla loro radicata e capillare presenza nel canale della grande distruzione, per quanto riguarda i piccoli birrifici, che sfiorano il migliaio di unità su tutto il territorio nazionale il calo di produzione e di fatturato è a dir poco drammatico (-70%).

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Nel complesso, pizzerie e pub chiusi per lockdown o sottoposti a diversi tipi di limitazioni, hanno generato a detta di Assobirra una perdita di oltre ventimila posti di lavoro nel solo primo semestre 2020 e un decremento, in fatturato, di circa 1,6 miliardi di euro rispetto alle stime.

«In pratica – ha commentato Alfredo Pratolongo, vicepresidente Assobirra con delega a relazioni istituzionali e comunicazione – è come se fosse stata azzerata l'intera crescita dell'ultimo quadriennio. Ed è per questo motivo che servono ora degli interventi mirati di fiscalità dedicati al settore».

Nello specifico Assobirra chiede in primo luogo al Governo un incentivo fiscale di dieci centesimi al litro sulla birra in fusto per sostenere gli oltre 140 mila punti di consumo presenti in Italia. «Si tratterebbe di un sostegno immediato – ha concluso Pratolongo – per le sofferenze dell'Horeca e dei birrifici artigianali che può generare un effetto moltiplicatore lungo tutta la filiera. La misura è sostenuta da emendamenti presentati al decreto-legge Sostegni Bis dalla quasi totalità delle forze di maggioranza presenti alla Camera, unitamente a emendamenti che mirano a introdurre agevolazioni fiscali e semplificazioni per il comparto delle birre artigianali. Inoltre, serve anche riprendere un percorso serio di revisione delle accise, ancora oggi una zavorra che, a causa degli iniqui aumenti intervenuti nell'ormai lontano 2013, blocca le potenzialità di sviluppo del settore, operando con un meccanismo di regressività che colpisce i prodotti di minor costo, favorendo l'import da Paesi che godono di regimi fiscali da accise nettamente più favorevoli che in Italia».

Per quanto riguarda i piccoli birrifici che producono meno di 50 mila ettolitri e che hanno sofferto in misura maggiore nell'ultimo anno, Assobirra si è fatta promotrice in Parlamento di proposte emendative mirate a semplificazione e fiscalità agevolata che, come ha sottolineato Matteo Minelli, vicepresidente con delega proprio ai birrifici artigianali, «sono la ricetta giusta per mantenere vive e soprattutto far crescere tante realtà imprenditoriali del comparto che in questi anni hanno contribuito attivamente alla crescita e allo sviluppo della filiera e della cultura birraria nel nostro Paese».

Un anno dunque da dimenticare in fretta per la birra italiana il 2020, tuttavia diversi sondaggi d'opinione effettuati nell'ultimo anno hanno confermato un crescente legame tra gli italiani e la birra scelta per i suoi ingredienti semplici e naturali e per la varietà di gusti e di tipologie che offre. «La birra non solo si è confermata bevanda da pasto per eccellenza – ha concluso il presidente di Assobirra Michele Cason – ma vero e proprio catalizzatore di connessioni e protagonista indiscussa di momenti di socialità. Al di là, quindi, del quadro difficile che emerge dalla lettura dei dati del nostro Annual Report 2020, crediamo sia indispensabile ricostruire sin da subito le premesse per dare nuovo impulso al potenziale di sviluppo italiano».

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