Usa

Attacco a Capitol Hill, Bannon si consegna all’Fbi: è in libertà vigilata

L’ex stratega di Donald Trump è incriminato per oltraggio al Congresso, dopo essersi rifiutato di collaborare con la commissione che indaga sul blitz del 6 gennaio

Articolo aggiornato il 15 novembre alle 21:03

Processo per Capitol Hill, "sembrava una battaglia medievale"

2' di lettura

Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump, si è consegnato spontaneamente all’Fbi nella mattina del 15 novembre. Era stato stato incriminato la scorsa settimana per oltraggio al Congresso, dopo essersi rifiutato di collaborare con la Commissione della Camera dei Rappresentanti che indaga sull’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio. «Stiamo abbattendo il regime di Biden», ha detto l’ex consigliere di Donald Trump davanti alle telecamere.

Bannon non attenderà in carcere il processo che lo vede accusato di oltraggio al Congresso per essersi rifiutato di collaborare con la Commissione che indaga sull’assalto a Capitol Hill dello scorso 6 gennaio. I capi di imputazione che pendono su di lui sono due: il primo per non aver testimoniato e l’altro per non aver consegnato i documenti richiesti, invocando il fatto che Trump ha invocato il privilegio esecutivo sugli atti della sua presidenza.

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L’ex consigliere e capo stratega di Donald Trump è comparso davanti a un giudice federale, dopo essersi consegnato all’Fbi che lo ha arrestato. Bannon sarà nuovamente in tribunale giovedì. L’accusa non ha chiesto per lui la carcerazione preventiva. In base alle condizioni approvate dal giudice, Bannon ha acconsentito a sottoporsi a controlli settimanali, alla consegna del passaporto e alla notifica di qualsiasi viaggio al di fuori del District of Columbia, così come all’approvazione del giudice per qualsiasi viaggio al di fuori degli Stati Uniti. L’ex consigliere di Trump rischia un massimo di un anno di carcere per ciascuno dei due capi di imputazione e una multa fino a 100mila dollari.

L’appello al «privilegio esecutivo» di Trump

Bannon, 67 anni, è una delle 30 personalità vicine al partito repubblicano chiamate a testimoniare sull’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, quando migliaia di manifestanti hanno fatto irruzione nel Campidoglio per bloccare la certificazione della sconfitta di Trump alle elezioni di novembre. Bannon si era rifiutato di comparire in aula appellandosi al privilegio esecutivo, evocata da Trump per rifiutarsi i consegnare alla commissione i documenti della sua Commissione. Se condannato, rischia dai 30 giorni ai 12 mesi di detenzione e una multa da 1000 dollari.

Architetto della vittoria elettorale del 2016, soprattutto grazie all’attivismo del sito di estrema destra Breibart che dirigeva, Bannon ha poi avuto una breve stagione come stratega alla Casa Bianca, da dove è stato licenziato nell’agosto del 2017. Lo scorso anno è stato arrestato ed incriminato dai federali per aver frodato i sostenitori di una campagna per raccogliere fondi privati per la costruzione del Muro sul confine con il Messico. Ora le autorità lo considerano una testimone chiave nell’assalto a Capitol Hill, e sperano che una sua deposizione spinga altre figure coinvolte ad esprimersi sul blitz dello scorso gennaio.

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