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Auto, in Europa il peggior aprile di sempre: immatricolazioni a -13% da gennaio

In crisi i principali mercati, rispetto al 2019 la perdita di volumi è del 34,7%. Volkswagen e Stellantis perdono il 18,1 e il 24,1% da inizio anno

di Filomena Greco

Giorgetti: per transizione settore auto 1 mld all'anno per 8 anni

2' di lettura

Il peggiore aprile di sempre, a eccezione del 2020, come certifica l’Acea, l’associazione dei produttori di auto europei. Il mese scorso le autovetture immatricolate sono state 830.447, con un calo del 20,2% su aprile 2021 e del 38,3% su aprile 2019, periodo precedente alla pandemia. In profondo rosso tutti i principali mercati (Italia -33%, Francia -22,6%, Germania -21.5%, Spagna -12.1% e Uk a -15,8%) con un primo quadrimestre dell’anno a quota 3,58 milioni di auto vendute, il 13% in meno sul 2021, mentre rispetto allo stesso periodo del 2019 il calo è del 34,7%.

Italia fanalino di coda

Condizionano il mercato nella prima parte del 2022 soprattutto i volumi bassi registrati a marzo e aprile. L’Italia nel quadrimestre risulta il paese con i volumi più bassi, in calo del 26,5% sul 2021, seguita dalla Francia (-18,6%), dalla Spagna (-11,8%) e dalla Germania (-9%). A differenza dell’anno scorso, caratterizzato dagli incentivi a sostegno della domanda, nei primi mesi del 2022 hanno pesato i ritardi nell’approvazione del piano degli Ecobonus, diventato operativo da qualche ora.

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Come se la passano Volkswagen e Stellantis

I due principali costruttori europei Volkswagen e Stellantis, perdono rispettivamente il 18,1 e il 24,1% da inizio anno, con una performance ancora più negativa nel mese di aprile, con le immatricolazioni giù del 28 e del 31%. In terreno negativo tutti i brand a eccezione di Porsche per i tedeschi e di Ds per il gruppo italo-francese. Si consolida al terzo posto per volumi Hyundai che si attesta a quota 10% del mercato, in crescita del 13% nel mese e del 19,2 da inizio anno.

In forte contrazione ma contenuta rispetto ai due principali player anche BMW e Mercedes-Benz che registrano rispettivamente immatricolazioni in calo del 12,7% e del 14% da gennaio ad aprile. Vanno male anche il gruppo Renault, che si prepara a scontare l’ulteriore contrazione di volumi a seguito della cessione del polo produttivo in Russia, Toyota, Ford e Volvo.

La mancanza di una strategia europea

Il mercato dell’auto risente delle incertezze legate alla guerra in corso e dell’aggravarsi del fenomeno della carenza di semiconduttori, anche a causa delle nuove chiusure nei paesi del Far East. Con ritardi nella produzione e nella consegna dei nuovi modelli. A tutto questo si aggiunge, come evidenzia Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, «la mancanza di una strategia europea finalizzata a sostenere un settore strategico per l’economia dell’intera area come quello dell’automobile».

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