Commercialisti

Autovalutazione in tre passaggi entro quest’anno

di Federico Coltro


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(Fotolia)

2' di lettura

In vista della scadenza del primo gennaio prossimo i commercialisti possono, con la dovuta calma, analizzare i passaggi necessari per adeguarsi alle regole tecniche antiriciclaggio varate dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili entro la nuova scadenza.

La maggiore novità è rappresentata dalla regola tecnica n. 1 che introduce l’ «autovalutazione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo». I professionisti devono effettuare una analisi riferita al proprio studio per rilevare il rischio connesso alla propria attività.

Poi, in base al rischio rilevato, devono adottare presidi e procedure adeguati per gestire e mitigare i rischi. L’ autovalutazione si sviluppa in tre fasi:

1. Individuazione del rischio inerente : effettuata tramite una analisi riferita all’attività svolta, in base alla tipologia di clientela, area geografica in cui lo studio opera, canali distributivi utilizzati per fornire i propri servizi e tipo di prestazioni offerte.

2.Analisi della propria vulnerabilità: si sviluppa attraverso un esame dell’organizzazione di studio considerando la formazione del proprio personale e le procedure interne in tema di adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati, segnalazione di operazioni sospette e comunicazioni in tema di violazione di contante.

    3.Valutazione del rischio residuo: intersezione tra il punteggio di cui al punto 1 (peso 40%) e quello di cui al punto 2 (peso 60%).

    A questo punto il professionista deve mettere in atto azioni che possano “gestire e mitigare” il rischio. I  principali campi su cui agire sono l’aspetto organizzativo (introdurre una funzione antiriciclaggio e nominarne il responsabile, predisporre un sistema di deleghe), formativo (investire sulla formazione dei dipendenti) e procedurale (stabilire delle procedure che consentano a tutti i membri dello studio di gestire i vari aspetti dell’antiriciclaggio).

    La regola tecnica n. 2 pone una forte attenzione al concetto di adeguata verifica, modificando sostanzialmente il principio con cui effettuare la valutazione del rischio. È infatti necessario aggiornare il punteggio di rischio per tutti quei clienti per i quali il professionista ha in essere una prestazione, basandosi su caratteristiche soggettive ed oggettive sia del cliente che della prestazione svolta per quest’ultimo.

    Il nuovo modello di valutazione prevede un rischio inerente per ogni prestazione professionale (ponderazione del 30%) e rischio specifico (ponderazione del 70%) valutato dal professionista, in riferimento al cliente e al rischio assunto dalla prestazione resa. Dall’interrelazione tra questi due fattori, si ottiene il rischio effettivo del cliente.

    In base al punteggio di rischio effettivo deve essere applicata la corrispondente adeguata verifica (semplificata,ordinaria o rafforzata) con relativa profondità di controlli sul cliente.Considerata la portata delle novità normative, è bene che i professionisti si attrezzino da subito per effettuare una attenta analisi, prima sulla propria clientela aggiornando profilo di rischio e relativa adeguata verifica, e poi sulla propria operatività ed organizzazione di studio, per effettuare una autovalutazione oggettiva e dimostrabile.

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