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Banche, parte male in Borsa la settimana delle trimestrali. Non basta la svolta Bce sui dividendi

Francoforte toglie il divieto di distribuire i dividendi imposto all'inizio della pandemia. A Milano Banco Bpm e Bper le più penalizzate

di Enrico Miele

(Bloomberg)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Per le banche italiane, e non solo, si apre una settimana decisiva che vedrà l’inizio della pubblicazione delle trimestrali (le prime saranno Mediobanca e UniCredit), proprio mentre dalla Bce è arrivato un sostanziale via libera ai dividendi, con la cancellazione da settembre delle restrizioni finora in vigore per la pandemia. Il focus resta comunque sull’autorità bancaria europea che annuncerà i risultati degli stress test sulle banche dopo il via libera, appunto. ai dividendi.

In questo quadro, gli istituti si muovono all’insegna della prudenza, frenando di conseguenza anche l’andamento del Ftse Mib. Le vendite si stanno concentrando in particolare su Banco Bpm, che è la peggiore del listino principale, seguita da Banca Pop Er e Unicredit. In calo anche Intesa Sanpaolo. Giù Banca Mps che la scorsa settimana ha chiuso l’accordo con la Fondazione senese per archiviare (almeno una parte) dei suoi contenziosi.

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Tra dividendi e trimestrali

E proprio il nodo delle prossime fusioni a tenere banco nelle sale operative. Secondo diverse indiscrezioni di stampa, infatti, il ceo di UniCredit, Andrea Orcel, sarebbe ancora “freddo” rispetto a una possibile acquisizione di Rocca Salimbeni, che vorrebbe ripulita dalle richieste di risarcimento miliardarie che gravano sul suo futuro, sia rispetto a un possibile "matrimonio" con Bpm. Orcel appare invece più concentrato sul riassetto della squadra di vertice dell’istituto di Gae Aulenti. Nell’attesa, ora il mercato attende le trimestrali, “termometro” dello stato di salute delle banche tricolore.

“La decisione della Bce – scrivono gli analisti di Equita – conferma la nostra view sul settore, secondo cui sarà importante focalizzarsi su nomi di qualità, con buona redditività e solida posizione patrimoniale e in grado di offrire remunerazioni interessanti agli azionisti”. In particolare, i principali soggetti che hanno annunciato di voler procedere al pagamento di dividendi non appena rimosso il ban del regolatore, sottolineano gli analisti, sono, tra le altre, Intesa Sanpaolo (yield potenziale maggiore del 6%), Mediobanca (yield potenziale maggiore del 6%) e, tra le altre, Banca Mediolanum (con yield al 9,2%). Anche gli analisti di Bestinver Securities si focalizzano sulle cedole future: “La nostra scelta chiave rimane Mediobanca” che tra le altre cose “ha un modello di business peculiare che è, rispetto alle altre banche, meno esposto al Covid-19”. UniCredit, invece, “sembra essere la banca con il più grande buffer di capitale rispetto alla sua capitalizzazione. Il rimpasto manageriale che sta avvenendo e la necessità di presentare un nuovo business plan, ci suggeriscono che qualsiasi politica di payout dipenderà anche dalla nuova strategia che il management vorrà adottare”. Infine, Ca’ de Sass, titolo che “rimane il consueto high-yield tra le banche italiane”.

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