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Banda larga, va deserta gara 5G da 1 miliardo con fondi del Pnrr

Nessuna offerta per le aree bianche: per gli operatori business plan troppo incerto. Colao: bilancio delle gare comunque positivo, a oggi offerte per 37 lotti

di Carmine Fotina

Banda ultralarga, Colao: "Piani coerenti con interessi nazionali e sicurezza"

3' di lettura

Insostenibile il piano di investimento perfino con un contributo pubblico che può arrivare al 90 per cento. Va deserta una delle due gare per le reti 5G finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): nessuna offerta è pervenuta per i sei lotti entro la data limite del 9 maggio. Si tratta della procedura bandita da Infratel, la società in-house del ministero dello Sviluppo economico, per coprire con il servizio di telefonia 5G le aree “a fallimento di mercato”: valore massimo del contributo 974 milioni di euro, per sussidiare fino al 90% degli investimenti privati.

Gli operatori di tlc hanno abbandonato l’idea di partecipare dopo aver elaborato una serie di simulazioni sul piano economico dell’operazione, che si è presentata troppo impegnativa per andare a coprire zone del paese ampiamente periferiche, da cui sarebbe stato difficile far scaturire ricavi e profitti in grado di bilanciare i costi, considerato anche l’obbligo di aprire l’infrastruttura all’ingrosso.

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Il peso dei costi operativi

In linea con le regole Ue, l’incentivo statale del resto avrebbe coperto, fino al 90%, la parte Capex ma nelle valutazioni degli operatori ha pesato fortemente la componente Opex, l’insieme dei costi operativi. Il bando chiedeva di arrivare in zone residuali, che non rientrano negli obblighi di copertura scaturiti nel 2018 dall’assegnazione delle licenze 5G. Proprio la richiesta di rateazione dell’onere in scadenza a settembre 2022, circa 4,8 miliardi, che grava su Tim, Vodafone, WindTre e Iliad come rata per la gara di quattro anni fa è un’altra partita aperta con il governo, anche se non ha inciso sulle mancate offerte.

I BANDI DI GARA
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Il ministero dell’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, che coordina la strategia per la banda ultralarga finanziata con il Pnrr, ritiene di aver messo sul piatto delle condizioni favorevoli, dopo aver spuntato con la Commissione europea un limite per l’incentivo pubblico estremamente alto (il 90% appunto).

Il rebus delle alternative

Ora il ministero dovrebbe avviare interlocuzioni con la Commissione europea per verificare la possibilità di spostare le risorse non utilizzate su altri progetti o finalità, ma c’è anche la possibilità che i fondi Pnrr inutilizzati restino a quel punto nella disponibilità della Ue.

Tra le possibili destinazioni alternative, si potrebbe valutare la copertura di una clausola sull’aumento dei prezzi per le altre gare relative alla banda ultralarga oppure (ma è molto più complicato) la conferma della finalità, cioè la copertura 5G, ma con intervento diretto dello Stato al posto del sistema a incentivi.

Il bando di gara in questione è relativo alla realizzazione di nuove infrastrutture di rete per fornire servizi mobili con velocità di trasmissione di almeno 150 megabit al secondo in downlink e 30 megabit al secondo in uplink. Sono invece arrivate offerte per tutti e 6 i lotti in cui era stato suddiviso l’altro bando di gara Pnrr per il 5G, con contributo massimo di 948,8 milioni e relativo a infrastrutture e relativi apparati attivi per rilegamenti in fibra ottica (backhauling) di circa 11mila siti radiomobili. L’aggiudicazione è prevista entro giugno, come per i bandi relativi alla copertura con fibra ottica e tecnologia Fwa nelle aree grigie del Paese, quelle a parziale concorrenza, e per quelli che riguardano scuole e strutture sanitarie.

Per il ministero bilancio comunque positivo

Nel complesso, comunque, secondo il ministero dell’Innovazione tecnologica Vittorio Colao il bilancio è positivo. «Siamo soddisfatti del risultato ottenuto nelle gare e vogliamo ringraziare gli operatori e la stazione appaltante Infratel per il grande sforzo di questi mesi. Al momento abbiamo ricevuto offerte per 37 lotti mentre per un lotto ulteriore è ancora in corso la gara» ha detto il ministro. Per quanto riguarda il 5G, aggiunge, 6 lotti non hanno ricevuto offerte «nonostante il Governo abbia fatto il massimo sforzo possibile per coprire il digital divide nelle aree più remote. Per l’ammontare relativo a questa componente di gara, nelle prossime settimane si valuteranno diverse possibilità di impiego e i relativi tempi».

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