Sostenibilità

Barilla riduce di un terzo le emissioni di CO2

Ridotto del 23% il consumo idrico e riformulati 60 prodotti per contenere meno sali, zuccheri e grassi

1' di lettura

In 10 anni Barilla ha ridotto del 31% le emissioni di CO2. Non solo: Wasa, Gran Cereale, Harrys e Mulino Bianco sono i primi brand del gruppo ad aver raggiunto il traguardo di Carbon Neutral. È quanto emerge dal rapporto 2021 sulla sostenibilità della multinazionale di Parma: Barilla ha inoltre ridotto del 23% il consumo idrico per tonnellata di prodotto finito, mentre il totale delle materie prime acquistate responsabilmente è cresciuto del 19% e vede coinvolte 10mila aziende in progetti di agricoltura sostenibile. Per il futuro,invece, Barilla si impegna a raggiungere il 100% di confezioni riciclabili. Sul fronte nutrizonale, l’azienda ha investito 40 milioni di euro soltanto nel 2020 per sviluppare i suoi prodotti in un ottica più salutista: in particolare, 60 prodotti sono stati riformulati in modo da contenere meno zuccheri, grassi e sale e più fibre e legumi.

«L’impegno profuso per rendere sempre più sostenibile il suo modello di business è stato riconosciuto anche dal mercato - si legge in una nota di Barilla - nel 2020 il fatturato del gruppo è stato pari a 3.890 milioni di euro, con una crescita del 9% al netto dell’effetto cambio, rispetto al 2019». Per il quinquennio 2020-2024, il gruppo conferma un miliardo di investimenti su tre filoni strategici: rinnovamento degli asset industriali, sviluppo delle filiere strategiche di approvvigionamento, acquisizioni nel territorio italiano.

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