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Basta attesa del conto al ristorante: sbarca in Italia il pagamento con Qr code

Forte di 6mila locali e tre milioni di utenti in sette Paesi arriva sunday, che integra il pagamento con il menù digitale e con i sistemi di cassa

di P.Sol.

2' di lettura

Niente più menù di carta e, soprattutto, niente più attesa per pagare il conto. Crescono sempre più anche in Italia i ristoranti in cui la lista di piatti e vini è accessibile al cliente direttamente su smartphone inquadrando un QR code.

Così, una volta connesso al file, il cliente può fare le proprie scelte, essendo abilitato ad avere in ogni momento sotto controllo il progredire del conto, evitando brutte sorprese alla fine, e accompagnato fino al pagamento finale. Senza ulteriori interventi da parte di inservienti e camerieri.

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È quello che fa una startup come sunday, società francese di pagamenti da poco sbarcata in Italia, mutuando il sistema di pagamento tramite QR code che la fa da padrona in Cina con colossi come AliPay e WeChat, ma che sta conquistando terreno anche in Occidente.

A oggi Sunday, nato come spinoff di Big Mamma, catena francese di locali specializzati in cucina italiana, conta 6mila ristoranti a livello globale e tre milioni di clienti, in sette Paesi che oltgre ai principali mercati europei, si spingono agli Stati Uniti, con un transato complessivo di oltre 130 milioni di euro.

Il modello di business si basa su una percentuale sulle transazioni del merchatn, che comprendono anche i costi delle carte di credito, mentre non prevede alcun costo di installazione di un sistema che oggi è in grado di integrarsi con oltre 25 sistemi di cassa.

Il sistema abilita i principali sistemi di pagamento via smartphone (Apple Pay, Google Pay, carte, in prospettiva anche Ticket e PayPal). Sbarcata da poco in Italia, Sunday conta già oltre cento ristoranti come Lievità, Mani in Pasta, Poke House, Filetteria Italiana, Magnaki e Tacomaki che hanno implementato la soluzione all'interno della propria offerta: «L'obiettivo è di arrivare a 500 ristoranti entro fine anno per verificare la scalabilità di un mercato che conta 160mila locali», afferma il country manager Giuseppe Tamola.

Per il cliente, afferma Tamola, il sistema permette di tenere sotto controllo il conto in real time, tagliare i tempi dell'attesa del conto, dividersi la spesa tra i commensali e lasciare la mancia senza imbarazzi”. L'attesa del conto, in media un quarto d'ora, significa arrivare a risparmiare un giorno l'anno.

Mentre il ristoratore «può concentrarsi sul servizio core dell'alimentazione, visto che i camerieri sono svincolati dal pagamento, con una ricaduta che si concretizza in un aumento del 12% della spesa media e del 40% delle mance, oltre a una rotazione più veloce dei tavoli.

Senza dimenticare che la digitalizzazione delle transazioni e delle preferenze dei consumatori permette di ricorrere a una più efficace analytics dei dati.

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