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Bezos investe sulla fusione nucleare: impianto di prova in Gran Bretagna

La startup canadese General Fusion annuncia l’avvio di un impianto vicino a Oxford: tre anni per costruirlo e per testare la propria tecnologia

di P.Sol.

Un salto spaziale da 28 milioni di dollari con il razzo di Bezos

2' di lettura

Non solo lo spazio. Tra i sogni che Jeff Bezos sta cercando di realizzare c'è quello della fusione nucleare, soluzione perseguita da decenni per rendere più efficiente e più pulita l'energia atomica.

Ad annunciare la realizzazione di un impianto dimostrativo è stata General Fusion, startup canadese in cui il fondatore di Amazon ha investito da più di dieci anni, che ha svelato il progetto con l'Autorità per l'energia atomica inglese (Ukaea) per la costruzione di una centrale nel villaggio di Culham, non lontano da Oxford, nell'ambito di un progetto di ricerca della stessa Autorità. L'investimento si aggira sui 400 milioni di dollari.

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In realtà non si tratterà di una vera e propria centrale, ma di un impianto “proof-of-concept” con cui General Fusion punta a testare la sua tecnologia Magnetized Target Fusion (Mtf) prima di passare alla realizzazione del primo impianto commerciale.
La costruzione inizierà nel 2022 e dovrebbe richiedere tre anni prima che l'impianto diventi pienamente operativo.

«L'impianto di General Fusion rappresenta una forte spinta per i nostri piani di sviluppare un'industria della fusione nucleare nel Regno Unito e sono orgoglioso che Culham diventi la sede di un progetto così di frontiera e potenzialmente disrutpive», ha affermato il ministro per la Scienza inglese Amanda Solloway in un comunicato.

General Fusion ha da poco concluso un round di finanziamento da 100 milioni di dollari. Se la tecnologia della startup canadese si rivelasse efficiente si tratterebbe di un breakthrough decisivo per il settore dell'energia atomica, frenato in tutto il mondo dai rischi connessi alle fughe radioattive e alla produzione di rifiuti che rimangono attivi per secoli degli impianti che si basano sulla fissione nucleare. La fusione, ancora largamente a livello sperimentale, si basa invece sull'unione di due atomi, aumentando l'efficienza produttiva e riducendo drasticamente i rifiuti radioattivi. Ma per il momento il sogno della fusione nucleare è rimasto ancora una chimera che non riesce a raggiungere una bilancia positiva tra l'energia immessa per la fusione e quella prodotta dalla reazione, inibendo quindi l'utilizzo commerciale. In Europa è già in fase di realizzazione l'impianto del progetto Iter: un progetto da 20 miliardi di euro che è stato avviato in Francia, a cui partecipa anche la Gran Bretagna. E che si prevede non sarà operativo prima del 2035.


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