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Bolidi da competizione in prima fila nelle aste di auto classiche

In corrispondenza del Grand Prix Historique, Bonhams e RMSotheby's hanno proposto un centinaio di auto all'incanto. Grandi risultati per la collezione del campione di F1 inglese Nigel Mansell. Molti invenduti e vendite dopo-asta

di Giovanni Gasparini

6' di lettura

Alla ripresa post-covid delle manifestazioni per le auto da competizione del passato, il 13 e 14 maggio a Montecarlo si sono tenute due aste rivali di auto d'epoca ed automobilia promosse rispettivamente da Bonhams e RM Sotheby's. Complessivamente sono state offerte 100 auto per un ricavo di circa 40 milioni di euro (i dati variano a seconda che si includano o meno i lotti inizialmente battuti ed invenduti, ma aggiudicati privatamente nel corso o appena dopo l'asta, secondo una pratica distorsiva ma tipica del settore).

In entrambe le aste, i lotti di maggior successo sono rappresentati da auto da corsa, mentre il marchio Ferrari risulta allo stesso tempo fra i principali realizzi milionari per le auto stradali degli anni '60 e fra gli invenduti di prestigio in particolare con esemplari degli anni '50. Forte anche la presenza di Porsche, con esemplari ‘speciali' della 911 fra i primi dieci realizzi in entrambi gli incanti, ma si registrano anche diversi invenduti per le auto tedesche.

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Le auto in asta a Montecarlo

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Bugatti e Porsche milionarie da Bonhams

Ad inaugurare il weekend motoristico è stata la casa d'aste inglese il 13 maggio con un catalogo piuttosto snello di 36 automobili di cui un terzo invendute (nonostante ben 14 fossero presentate senza riserva), per un ricavo di 13,2 milioni di euro che comprende anche i 2 milioni per il lotto più caro dell'asta, una Bugatti T35B del 1927 con palmares sportivo e dal classico colore azzurro, che per la verità non è stata aggiudicata in asta, dove si è fermata a 1,8 milioni di € da una stima di 2-3 milioni di euro, ma in trattativa privata nel corso dell'asta stessa, secondo una pratica che purtroppo non è inusuale nell'ambito degli incanti automobilistici. Una seconda Bugatti, una più piccola Type 37 del 1929 dal colore blu scuro, anch'essa nella stessa proprietà per diversi decenni, si è fermata invece attorno alla stima bassa di 800mila-1,1 milioni di €, a 862mila € con le commissioni. Due auto da competizione inglesi completano il quadro, con due monoposto da Formula 1 di ere diverse: una Brabham Climax BT3 del 1962 sotto la stima a 385mila € e una Williams-Supertech RenaultFW21 del 1999 già guidata da Zanadri per 14 Gran Premi, contesa fino a raddoppiare la stima a 362mila €, nonostante l'assenza di vittorie a suo favore. Fra le auto stradali spiccano invece due Porsche, una recente 911 GT2 del 1997 contesa fino a superare il milione di euro da una stima di 850mila-1,1 milioni di €, ed una rara e ricercata 959 Komfort del 1988 di colore rosso, che ha raggiunto la stima bassa di 1,4 milioni di euro. Solo una Ferrari fra i primi dieci realizzi, una splendida 275 GTS convertibile del 1965 dal color blu intenso che ha sfiorato 1,5 milioni, da una stima di 1,2-1,6 milioni di €, mentre la 212 Inter Cabriolet rossa del 1951, rara ed elegante auto del cavallino carrozzata da Vignale, non ha trovato compratori in asta da una stima di 1,9-2,3 milioni, ma secondo la casa d'aste è andata venduta privatamente il giorno successivo: strano destino per un'auto rara e da concorso, forse penalizzata da una linea un poco retrò ma sempre di grande prestigio. Le condizioni forse eccessivamente restaurate potrebbero aver, invece, penalizzato una classica Mercedes 300 SL del 1959 di color blu chiaro, rimasta al palo da una stima milionaria.

La collezione Mansell guida l'asta RMSotheby's

La casa d'aste d'origine canadese controllata da Sotheby's ha visto notevoli cambiamenti di personale negli ultimi mesi, incluso il banditore per la verità piuttosto debole e lento, tanto da richiedere oltre tre ore e mezza per 64 lotti, e non sempre a causa di protratte contese a colpi di rilancio. Il ricavo complessivo del catalogo d'auto presentato il 14 maggio è di 26 milioni di euro (escluse le auto in post-vendita) e deve molto a due esemplari di F1 provenienti dalla collezione del Campione del Mondo Nigel Mansell, presente in sala e ‘presentatore' delle due monoposto: una Ferrari 640 del 1989 con cui ha debuttato e vinto con la Scuderia Ferrari, e una Williams FW14 del 1991 con cui ha vinto diverse corse nelle gare di quell'anno. La stima premiava l'auto del cavallino con una forchetta di 2,5-5 milioni di €, ma i rilanci si sono fermati a 3,6 milioni con le commissioni, mentre la Williams ha ‘sorpassato' le aspettative di 1,5-3 milioni di euro per fermarsi a 4 milioni, nuovo record per la marca. Il maggior successo della F1 inglese potrebbe essere dovuto ad un episodio documentato da una foto che campeggiava nel catalogo di presentazione: con quest'auto Mansell ‘diede un passaggio' a Senna a fine gara, e l'immagine del brasiliano (che sarebbe scomparso tre anni dopo proprio alla guida di una Williams) a cavallo dell'auto del rivale è rimasta nella storia della F1.

Fra le auto da competizione spicca anche il risultato per una Alfa Romeo 33/3 Sports Racer del 1969, aggiudicata attorno alla stima bassa di 1,7 milioni di €, mentre diversi esemplari non hanno trovato compratori, ad iniziare dalla star di copertina del catalogo e lotto dalla stima più elevata, una Ferrari 340MM Spider del 1953, che non ha suscitato interesse da una stima di 6-8 milioni di euro, tutto sommato giustificata data la qualità e rarità del modello (una di dieci 340MM, di cui solo quattro con carrozzeria Vignale). Una più recente Jaguar XJR-9 del 1988 per competizioni come Le Mans non ha trovato offerte in asta a 1,9-2,4 milioni di €, così come una Scarab F1 del 1960 (stima 800mila – 1 milione) e una Audi Sport Quattro da rally in versione stradale del 1984 rossa e nera, sovrastimata a 750mila – 1 milione di €.

Fra le auto stradali aggiudicate spicca un terzetto di Ferrari milionarie, guidate da una visibilissima Daytona Spider del 1973 gialla, finita ad un collezionista monegasco che possiede già alcune spider del cavallino, auto che grazie alla sua rarità (poco più di cento esemplari) ha raggiunto 2,6 milioni di euro, mentre un'elegante 275 GTB del 1965 dal colore azzurro chiaro ha superato i due milioni di euro, entrambe oltre le rispettive stime alte. Un'altra auto scoperta, una 275GTS Convertibile sempre del 1965, argento metallizzato molto elegante, ha trovato compratori solo dopo l'asta a 1,2 milioni di € da una stima di 1,4-1,6 milioni, forse a causa della presenza di un'esemplare migliore venduto da Bonhams il giorno prima. Sempre in ambito italiano, ha sfiorato 2,5 milioni di euro una Lamborghini Miura SV del 1971 per il mercato americano, stimata 2,2-2,6 milioni di €, mentre una Countach 25mo Anniversario gialla del 1990 ha raggiunto 432mila € superando le stime, ed una Diablo GT del 2001 è passata di mano per la stima alta a 612mila €; due delle sette Lamborghini in catalogo sono rimaste invendute. Un'aggressiva e rara Iso Grifo A3/C da competizione del 1965 rossa e dalla caratteristica linea bassissima non ha trovato offerenti dalla stima di 1,5-1,7 milioni di €.

Completa il quadro delle vendite milionarie una Porsche 911 Carrera 2.7 RS Lightweight del 1973 giallo acido, aggiudicata fra gli applausi dei venditori a quasi 1,3 milioni di euro, oltre la stima alta di un milione, mentre una 911 Turbo Cabriolet rossa del 1989 è rimasta invenduta, cosi come una 365 Cabriolet del 1952 (stima 500-600mila €) ed una recentissima 911 GT3 RS argento (stima 130-160mila €). La casa d'aste ha dichiarato di aver venduto dopo l'asta la Jaguar da competizione per 1,9 milioni di euro e una BMW 507 Roadster 507 Seconda serie del 1958 dal colore inusuale, sotto la stima di 2,1-2,5 milioni di euro. Fra le auto italiane, risultano ‘disponibili' sul sito della casa d'aste due Lamborghini, una classica 400 GT grigia del 1967 invero molto elegante, ed una recentissima Gallardo del 2014, nonché una Lancia Aurelia B24 Spider America del 1955 nella elegante livrea nera (stima 625-675mila €) e una Maserati Mexico del 1967 (forse sovrastimata a 120-140mila € nonostante le ottime condizioni, mentre un'esemplare da ricondizionare è stato venduto il giorno prima da Bonhams a 69mila€).

I motori di oggi

Diverse le auto degli anni 2000 rimaste al palo, fra cui spicca una Ford GT Carbon Series del 2020 dalla stima milionaria, il prototipo per le prove stradali della LaFerrari del 2012 (stima 1,4-1,8 milioni di euro), una Ferrari 430 Scuderia Spider del 2009 (250-290mila €). Fra i realizzi ‘curiosi' o oltre le aspettative si notano due auto francesi: una Citroen 2CV 4x4 Sahara del 1964, rarissima con due motori ed in perfette condizioni, aggiudicata a 132mila €, ben oltre le stima alta, e una Renault 5 Turbo Group 4 da rally del 1980 che è passata di mano a 444mila €, dalla stima di 350-450mila €. In ambito Ferrari va registrato il prezzo di una Dino 246 GTS del 1973 in versione speciale americana che ha raggiunto 540mila €, ben oltre la stima alta grazie alle condizioni da concorso e dettagli speciali come i sedili tipo ‘Daytona', e i 138mila euro spesi per una elegante 456GT del 1995 color argento, già auto posseduta dallo stilista Pininfarina che ne disegnò le linee pulite e sempre eleganti; solo tre delle ben 19 auto del cavallino proposte non hanno trovato compratori, purtroppo però fra queste anche la 340MM milionaria.

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