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Bolletta elettrica, in Europa la più pesante si paga in Norvegia. Italia al 18° posto

Studio Save On Energy: in testa per spesa energetica gli scandinavi seguiti da Cipro. Ultima la risparmiosa Bulgaria. Un’analisi dell’economista Clò sul mercato italiano

di Jacopo Giliberto

Maxi rimbalzo per bollette, +15,6% luce, +11,4% gas

Studio Save On Energy: in testa per spesa energetica gli scandinavi seguiti da Cipro. Ultima la risparmiosa Bulgaria. Un’analisi dell’economista Clò sul mercato italiano


3' di lettura

Gli italiani, ahinoi lo sappiamo, pagano salatissimo il chilowattora, tra i più cari del mondo. Ma il peso della bolletta elettrica si misura con più metri: il costo del singolo chilowattora consumato, ovvio; ma anche la quantità di consumi, cioè se sono consumi a vagonate oppure con il cucchiaino; e ancora conta il peso relativo che ha questa bolletta sulle spese del consumatore. Chi paga la bolletta più pesante in Europa sono i norvegesi, i quali per riscaldare e illuminare i loro inverni bui e freddissimi spendono 2.467 euro l’anno; la bolletta più leggera è per le famiglie della Bulgaria, appena 306 euro l’anno.

Il peso relativo sul portafoglio è più grave in Portogallo, dove la bolletta della luce rappresenta ben il 9,8% dello stipendio medio, ed è più lieve nel Lussemburgo, un Paese grande come la provincia di Piacenza ma a reddito altissimo, dove la spesa elettrica rappresenta appena il 2,1% dello stipendio.E l’Italia? Da non credere. A dispetto delle nostre percezioni e delle nostre conferme bimestrali, l’Italia si colloca nella fascia più vantaggiosa, in diciottesima posizione su 27 Paesi per peso della bolletta, 693 euro in media l’anno.

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Il confronto è fatto da una società inglese di comparazione energetica, Save On Energy , che ha confrontato i dati di Eurostat e di Odysee-mure per analizzare i costi dell’elettricità delle famiglie. Ed ecco i risultati del confronto.

Il confronto, dalla Norvegia alla Bulgaria

Secondo lo studio di Save On Energy, in media, le famiglie norvegesi pagano 2.467 euro l'anno per le bollette, pari a 205,58 euro al mese. I norvegesi in genere usano l’elettricità per riscaldare le case (e hanno inverni interminabili) e consumano in media 14.181 chilowattora l’anno.
Al secondo posto c’è la Svezia, un altro Paese con consumi elettrici furibondi per motivi climatici, con una spesa annua di 1.767 euro e un chilowattora a 20,8 centesimi.
Carissima è Cipro, in questo caso per motivi tariffari perché i consumi dei ciprioti sono più sobri con 6.975 chilowattora medi per famiglia. Cipro ha un costo energetico climatico dovuto al condizionamento della stagione calda. La bolletta media cipriota (130,25 euro al mese, per un totale di 1.563 euro l’anno) è appesantita da un chilowattora a 22,4 centesimi.
Seguono la Finlandia (1.525 euro), l’Irlanda (1.470 euro) e il Belgio (1.306 euro).
La posizione più vantaggiosa nella gara elettrica è quella delle famiglie bulgare, 306 euro l’anno, 25,5 euro al mese, con il costo del chilowattora ad appena 9,6 centesimi. Ma in posizioni vantaggiose sono anche Ungheria (370 euro l'anno), Polonia (390) e Lituania (499 euro l’anno).
In termini di peso sul reddito complessivo della famiglia, dopo il Portogallo al 9,8% (989 euro di luce l’anno su un reddito medio di 10.023 euro) seguono Croazia (9,7), Cipro (9,6), Spagna (8,5), Grecia (8,4) e Lettonia (7,8% del reddito famigliare). Più leggera la bolletta in Lussemburgo (2,1% dei 36.354 euro di reddito medio) seguito da Paesi Bassi (2,9), Danimarca (3,2), Austria (3,9), Malta (4,2) e in sesta posizione dall’Italia (4,3% del reddito).

In dettaglio: l’Italia secondo Alberto Clò

L’economista dell’energia Alberto Clò con l’articolo Il dito e la luna: conta più il consumatore o il venditore? pubblicato sulla Rivista Energia osserva che sono cresciuti anche nel 2019 i prezzi dell’energia per i consumatori e crescono anche i profitti per le società elettriche: ma la liberalizzazione — si chiede Clò — non doveva portare vantaggi per tutti?

La classifica di Clò dice che per le famiglie il chilowattora più feroce si paga in Germania, seguita da Danimarca e Belgio; l’Italia è sesta.
Per le imprese non va meglio: il chilowattora a uso industriale è carissimo in Danimarca, seguita da Cipro e Inghilterra, e l’Italia si ricolloca in sesta posizione.

I consumi energetici misurati in alberi

Una famiglia italiana media che non attiva un'offerta “green” emette ogni anno in atmosfera circa 3.210 chili di CO2 con i consumi di energia elettrica e gas. Una cifra che corrisponde alla CO2 che richiederebbe di essere compensata da un bosco di 160 alberi. A studiare l'impatto ambientale delle famiglie italiane è Selectra , una società italiana di comparazione tariffaria.
Ecco i calcoli di Selectra espressi in piante:
● Single o coppia con consumi bassi: 82 alberi
● “Famiglia tipo”: 160 alberi
● Famiglia allargata con consumi alti: 270 alberi


Riproduzione riservata ©
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    Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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