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Bonomi: da Orlando ricatto per aumento salari. Subito riforme e taglio del cuneo

Botta e risposta tra il presidente di Confindustria e il ministro del Lavoro. Bonomi: «Disposti a fare sacrifici ma ad una condizione: il governo apra realmente la stagione del riformismo competitivo»

Bonomi: "Partiti hanno già cominciato battaglia delle bandierine. Ma servono riforme"

2' di lettura

Botta e riposta tra il presidente di Confindustria Carlo Bonomi e il ministro del Lavoro Andrea Orlando dopo la posizione assunta dall’esponente di Governo per un patto che subordini i sostegni alle imprese all’adeguamento dei salari. «Caro ministro Orlando - ha detto il leader degli industriali -, la strada che lei propone non è quella giusta. Il Patto per l’Italia non si costruisce con un ricatto, come il suo. Proposte del genere mostrano, per l’ennesima volta, il sentimento anti-industriali che pervade l’Italia».

La replica di Orlando: «Ricatto? Ho detto una cosa molto semplice, non ho capito cosa si vuol mettere in questo patto, se significa chiedere qualcosa non è patto, ma patto è se ognuno mette una disponibilità. La mia non mi sembrava una proposta eversiva. A me sorprende questa reazione, perché mi dà l’idea di una inconsapevolezza di quello che si può produrre nel Paese nei prossimi tempi. Noi rischiamo la crisi sociale e una caduta della domanda interna. Di questo le imprese si dovrebbero preoccupare».

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Bonomi: più soldi in tasca agli italiani con il taglio del cuneo

Il presidente di Confindustria ha sottolineato: «Noi siamo in un Paese in cui le competenze sono trascurate, noi siamo in un Paese in cui si pontifica sull’impresa da parte di chi non ha fatto un giorno di lavoro in fabbrica». Poi ha ricordato: «Noi è dalla formazione dell’ultima legge di bilancio che stiamo insistendo per mettere più soldi in tasca agli italiani con il taglio contributivo del cuneo fiscale, per rendere competitive le nostre imprese: specialmente oggi è impensabile con l’aumento del costo delle materie prime, del costo dell’energia, con margini che si sono contratti i margini, che noi si possa aumentare i salari. Dobbiamo mettere i soldi in tasca agli italiani diminuendo le tasse».

«Pronti a sacrifici a condizione riforme da Governo»

Come industriali «siamo disposti a fare sacrifici ma ad una condizione: Governo apra realmente la stagione del riformismo competitivo. Questo Paese è 20-30 anni che aspetta le riforme. Ci veniva detto che non si potevano fare perché non c’erano risorse. Ora con il Pnrr le risorse ci sono, non ci sono scuse» ha detto Bonomi. «E vanno fatte - ha aggiunto - per il futuro del Paese, per i prossimi 20 anni. Per un paese moderno, efficiente inclusivo, sostenibile. Riforme necessarie per superare insieme le difficoltà di un lungo periodo, sono 2 anni che il Paese sta soffrendo».

Orlando: salario minimo e contrattazione, non solo cuneo

Per Orlando, però, «non c’è solo il cuneo fiscale su cui siamo tutti d’accordo se ci fossero le risorse. Le quali però, per quanto saranno generose, non saranno mai sufficienti a far fronte alla situazione che si sta creando. Allora bisogna suonare tutti i tasti del pianoforte, tutti gli strumenti a disposizione. Compresa una riflessione sulla contrattazione» ha spiegato il ministro.

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