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Boom di contagi, ma i ricoveri dalla Lombardia alla Sicilia sono la metà di un anno fa

Malgrado la corsa della variante Omicron, i ricoveri in Italia sono meno della metà nei reparti ordinari: 10.089 a fronte di 23.932 (- 58%). Così come in terapia intensiva: 1.145 rispetto a 2.565 (- 55%).

di Andrea Gagliardi

Locatelli (Cts): "Omicron 5 volte più contagiosa, vaccinatevi"

3' di lettura

La rapida diffusione della variante Omicron sta portando i contagi giornalieri in Italia a cifre mai viste sinora. Anche per via del boom dei tamponi che hanno raggiunto quota un milione, dopo il fisiologico calo di Natale. I 78.313 nuovi positivi del 28 dicembre sono un numero “monstre” mai visto finora in un solo giorno. E il numero è destinato a salire ulteriormente: per metà gennaio la previsione è quota centomila contagiati. Cifra che inoltre potrebbe restituire una fotografia parziale sulla reale situazione, alla luce del fatto che in diversi territori è saltato il sistema di tracciamento.

Ma finora, guardando solo ai numeri, negli ospedali la situazione è migliore rispetto allo scorso anno: i ricoveri sono dimezzati e in generale il sistema sanitario sembra rispondere bene alla pressione causata dall'aumento delle chiamate al 118. Con un numero di attualmente positivi in Italia non molto superiore a quello di un anno fa (598.856 registrati il 28 dicembre 2021 rispetto a 575.221 lo stesso giorno del 2020) i ricoveri sono meno della metà nei reparti ordinari: 10.089 a fronte di 23.932 (- 58%). Così come in terapia intensiva: 1.145 rispetto a 2.565 (- 55%).

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Partiamo dalla Lombardia, epicentro del contagio con un’incidenza record di 951 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti e il picco record della provincia di Milano (1.243). Nella sola giornata del 28 dicembre in regione sono stati registrati 28.795 nuovi casi. E gli attualmente positivi risultano 150.191. Se guardiamo allo stesso giorno di un anno fa, i nuovi casi erano stati solo 573 a fronte di un totale di 54.765 persone che a quel giorno risultavano positive. Eppure, malgrado i positivi oggi siano il triplo di un anno fa, i ricoveri in ospedale sono meno della metà nei reparti ordinari (1.698 rispetto a 3.791 lo stesso giorno di un anno fa) e quasi un terzo in terapia intensiva (193 rispetto a 512 il 28 dicembre 2020).

Il trend è simile nelle altre due regioni del nord Italia con la più alta incidenza al momento: il Piemonte (696 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti) e il Veneto (663). In Piemonte il 28 dicembre si sono registrati 7.933 nuovi contagiati, per un totale di 47.896 attualmente positivi. Un anno fa i nuovi casi erano 303 e il totale dei positivi ammontava a 30.303. Situazione rovesciata sul fronte dei ricoveri: 1.118 nei reparti ordinati oggi e 3.042 (quasi il triplo) un anno fa; 92 in intensiva a fronte di 205. «Rispetto a un anno fa - ricorda il consulente strategico Covid della Regione Piemonte Pietro Presti - è cresciuta enormemente anche la capacità del sistema di eseguire i tamponi: erano stati poco più circa 5.400 in questo giorno di un anno fa e oggi sono stati oltre 71.500, con i laboratori per processarli passati dai 2 esistenti a inizio pandemia in Piemonte ai 45 di adesso».

In Veneto, uno degli epicentri del contagio in occasione della prima ondata, gli attualmente positivi il 28 dicembre 2021 registrano una flessione del 16% rispetto a un anno fa (75.971 rispetto a 90.942). Ma il calo dei ricoveri è molto più accentuato: 1.050 nei reparti ordinari oggi e 2.696 un anno fa (-61%). E 165 in terapia intensiva rispetto a 355 (-53%)

E le cose non cambiano di molto spostandoci nel centro e nel sud Italia. Anche nel Lazio gli attualmente positivi oggi sono meno di un anno fa: 56.051 rispetto ai 76.070 (-26%). Ma la flessione dei ricoveri rispetto al 2020 fa è molto più accentuata: 1.025 in area non critica rispetto a 2.820 (-64%) e 135 in rianimazione rispetto a 307 (-56%).

In Sicilia i positivi attuali sono sovrapponibili a quelli di un anno fa (32.143 rispetto a 33.246) ma i ricoveri sono in calo: 685 nei reparti ordinari rispetto a 1064 e 88 in terapia intensiva rispetto a 175. Anche se va considerato che il basso tasso di vaccinazione della Sicilia rispetto al resto del Paese (73,8% di over 5 immunizzati rispetto alla media italiana dell’80,3%) è alla base di una riduzione più contenuta del tasso di ospedalizzazione attuale rispetto a un anno fa.

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