INNOVation days

Boom di start-up, la Lombardia riparte. Ecco gli Innovation days

A  giugno sono 59, lo stesso dato 2019. Il 14 luglio, terza tappa di Innovation Days

di Luca Orlando

Così riparte la Lombardia

A  giugno sono 59, lo stesso dato 2019. Il 14 luglio, terza tappa di Innovation Days


4' di lettura

OnTheatre, 26 giugno. A chiudere il primo gap in regione è una piattaforma di spettacoli teatrali on demand, un fatto simbolico e non certo casuale nell’era del Covid, del distanziamento sociale, della fruizione a distanza di tutto ciò che prima accadeva in modalità “live”.

Piccola realtà che entra nel registro delle imprese a fine mese e che proprio sul filo di lana va a pareggiare in modo decisamente inatteso il numero di start-up avviate in regione. Erano state 59 a giugno 2019, sono esattamente 59 a giugno 2020.

Un piccolo evento, che tuttavia segnala il ritorno alla normalità almeno nei tasselli di base dell’innovazione, nella volontà di avviare attività imprenditoriali innovative. Spinta che appena pochi mesi fa era invece stata annichilita, in parte dall’impossibilità fisica di accedere agli uffici e alla burocrazia, soprattutto dai timori nell’avviare un nuovo business mentre attorno a noi tutto quanto sembra vacillare.

La caduta della “vocazione” innovativa è evidente guardando gli ultimi dati: a marzo le start-up registrate in regione erano state 57, il 25% in meno; ad aprile il crollo era stato del 70%, a maggio del 29%.

Riprende così vigore il motore hi-tech dell’intero Paese, con la Lombardia a rappresentare da sola il 27% delle start-up nazionali e Milano (ora a quota 2256, poco meno del 20% del totale) a tirare ancora una volta la volata.

La Lombardia riparte anche da qui, dalla voglia di fare impresa, pur nelle enormi difficoltà del momento. Con una produzione che già nel primo trimestre crolla del 10%, un export frenato già di tre punti tra gennaio e marzo, le richieste di cassa integrazione che schizzano verso l’alto.

E tuttavia, pur in quadro drammatico, la risalita è cominciata. Frustrante, per la verità, per una regione che si trovava ormai ad un passo dal picco pre-crisi e che ora è sprofondata a 11 punti di distanza da quei livelli: eravamo in vetta, dobbiamo scalare nuovamente Cima Coppi.

La “gamba”, però è ancora buona. Lo raccontano i primi dati del periodo successivo al lockdown, sotto più punti di vista: da un crollo dell’87% ad aprile, segnala l’Osservatorio di Assolombarda, il traffico delle tangenziali di Milano è passato ad un meno 59% a maggio, così come in netta ripresa sono i consumi elettrici, giù solo del 7% a fine maggio rispetto allo stesso periodo del 2019.

Un motore che si riaccende anche nelle iniziative delle multinazionali, come testimonia ad esempio la scelta di Microsoft di fare di Milano la prima area data center d’Italia, parte di un piano da 1,5 miliardi di dollari in cinque anni. O il riavvio dei cantieri, spinta che da anni rivitalizzato il capoluogo rendendolo meta privilegiata degli investimenti dall’estero e dell’insediamento di nuovi headquarters.

Un motore che riparte dal sapere, grazie all’azione delle università, cruciali a maggior ragione ai tempi del Covid, così come della imprese bio-tech, in cui ancora una volta la Lombardia è leader, attività da cui arriva la speranza per contrastare e vincere il virus.

E poi le imprese. Ferite ma non abbattute. In grado di sperimentare nuovi materiali di contrasto al virus (la varesina Comerio Ercole), di trovare nuove strade digitali per intercettare i propri clienti (Riso Scotti), di sfruttare la propria capacità innovativa per realizzare sistemi di sicurezza più evoluti (la milanese Rold), proattive nella volontà di tenere insieme produzione e sicurezza attivando test a tappeto per tutti i dipendenti (ad esempio la brianzola Agrati o la bresciana Streparava), decise nel proseguire nella propria attività sul territorio a dispetto delle”sirene” di delocalizzazione avanzate dai colossi dell’hi-tech, come è il caso della lecchese Technoprobe. O comunque orgogliose nel proseguire la propria attività a dispetto dei lutti diretti provocati dal Covid, come capita alla lodigiana Mta, uno dei simboli della battaglia combattuta in regione.

Usa e Cina? No grazie, restiamo in Italia

A tutto questo, alla Lombardia che riparte, il 14 luglio (qui l’iscrizione gratuita) sarà dedicata la terza tappa di Innovation days, roadshow del Sole 24 Ore che si pone l’obiettivo di indagare, a partire dai territori chiave della manifattura italiana, le capacità innovative del sistema locale, oggi alle prese con la maggiore catastrofe economica dal dopoguerra.

Le voci
Protagoniste dell’evento in streaming, a partire dalle 9.30, saranno le imprese, una per ciascuna delle province lombarde. Aziende della meccanica, brand dell’alimentare, campioni globali dell’hi-tech o della componentistica racconteranno la loro esperienza e le loro strategie ai tempi del Covid.

Ad aprire i lavori saranno Marco Bonometti e Attilio Fontana, presidente di Confindustria Lombardia e Governatore della Regione, a cui seguiranno gli interventi del numero uno di Assolombarda Alessandro Spada, delle multinazionali che investono (l’ad di Microsoft Silvia Candiani), dei big dell’immobiliare o della consulenza (l’ad di Hines Mario Abbadessa, il presidente di Bip Nino Lo Bianco).

E poi le esperienze delle Università storiche (il rettore della Statale di Milano Elio Franzini) così come di quelle che hanno imboccato in anticipo la strada della digitalizzazione (Danilo Iervolino,Presidente di Pegaso Università Telematica), o ancora le ultime notizie sui successi del bio-tech con il presidente dell’associazione Riccardo Palmisano. Ilaria Bertizzolo di Cdp esporrà lo stato dell’arte degli aiuti alle imprese, Alberto Viano (ad Leaseplan) racconterà l’evoluzione della mobilità ai tempi del Covid, Bibiana Ferrari (ad Relight) traccerà la rotta della sostenibilità e dell’economia circolare.

Sarà il racconto corale di una risalita dura ma non disperata. La vetta, il picco pre-crisi, è tornata distante. Ma la gamba ancora c’è.

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