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La Cina agita i mercati, giù Borse e petrolio. Milano chiude negativa, scivola Wall Street

La numero uno della Bce, Lagarde, ha ammonito che l'inflazione non ha ancora raggiunto il picco. A Piazza Affari sono andate in controtendenza Leonardo e Iveco dopo la commessa in Brasile

di Eleonora Micheli

La Borsa, gli indici del 28 novembre 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Chiusura in calo per le Borse europee . Gli investitori hanno preferito prendere profitto dopo la buona performance delle ultime settimane, spinti anche dalle notizie provenienti dalla Cina, dove ci sono rivolte e manifestazioni contro il Governo di Xi Jiping e la politica ‘zero Covid’. In Europa la numero uno della Bce, Christine Lagarde, ha ammonito che l’inflazione, pur essendo elevata, potrebbe non avere ancora raggiunto il picco. La presidente dell’istituto centrale ha anche ribadito che la Bce procederà con la politica di rialzo dei tassi proprio per combattere il caro vita. Il FTSE MIBha lasciato sul parterre l'1,12%, mentre lo spread è salito sopra a 192 punti e il rendimento dei Btp a dieci anni si è portato al 3,91%.

Situazione cinese e rebus banche centrali zavorrano i listini

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Le Borse europee sono partite in calo e sono rimaste negative per tutta la giornata. Anche Wall Street, reduce dalle festività del Ringraziamento, chiude in territorio negativo (Dow -1,45%, S&P 300 -1,54%, Nasdaq -1,58%) con gli investitori che si interrogano sull’economia mondiale del 2023. Non promettono bene i lockdown e le conseguenti proteste in Cina, che potrebbero pesare ulteriormente sull’andamento dell’economia. Il colosso Apple, solo per fare un esempio, dalle proteste potrebbe subire, quest'anno, una riduzione della produzione di 6 milioni di iPhone Pro. Gli investitori, comunque, sono cauti anche dopo la corsa registrata dagli indici nelle ultime settimane: il Ftse Mib, ad esempio, dal 12 ottobre a venerdì scorso ha registrato un progresso quasi del 21%. Rimane inoltre il rebus sulle mosse delle banche centrali. Se la Federal Reserve potrebbe rallentare la corsa di rialzo dei tassi, come hanno fatto presupporre le minute pubblicate la scorsa settimana, non è dato sapere cosa farà la Bce. La numero uno, Lagarde, ha assicurato che l’istituto centrale aumenterà ulteriormente i tassi ai livelli necessari per garantire che l'inflazione ritorni all’obiettivo di medio termine del 2% in modo tempestivo. Lagarde ha anche dichiarato che per ora l'inflazione non ha raggiunto il picco massimo del suo rialzo. «Vorrei che il dato di ottobre (+10,6%) fosse il picco, ma mi spiace non seguirei questa strada, c’è troppa incertezza sulla trasmissione dei costi dell’energia al livello ‘retail’ per assumere che l’inflazione abbia già raggiunto il picco». Qualche giorno fa, invece, il numero due della Bce, Luis de Guindos, aveva detto di ritenere che il tasso di inflazione è al picco massimo.

Piazza Affari Tim sotto la lente, vendite sulle utility

A Piazza Affari Telecom Italia (-1,2%) ancora una volta è stata al centro dell’attenzione, con i titoli sotto pressione già dalla pre-apertura. Il mercato continua a interrogarsi sul futuro della compagnia di tlc, dopo che nel fine settimana la stampa ha riportato che il governo sta frenando il progetto dell'acquisto di Netco, la società che controlla la rete e Sparkle, da parte della cordata guidata da Cassa Depositi e Prestiti. Così in questi giorni non dovrebbe essere presentata alcuna offerta, come stabilito dal Memorandum of Understanding firmato tempo fa e che aveva posto come limite per le trattative il 30 novembre. I titoli, comunque, alla fine hanno arginato le perdite visto che torna in auge la possibilità che sia lanciata un’opa sull’intera società da parte di Cdp o di una cordata della quale potrebbe far parte la stessa Vivendi, già azionista con una quota attorno al 24%. Del resto Fratelli d'Italia, e in particolare l'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessio Butti, hanno supportato il cosiddetto "progetto Minerva", operazione che prevede l’acquisto dell’intera Tim e il suo successivo break-up.

Sono andate male le azioni delle utility, sulle indiscrezioni di stampa che la tassa sugli extra-profitti per il 2023 salirebbe al 50% e verrebbe applicata sulla quota di reddito Ires che eccede del 10% la media del risultato 2018-21. In linea con il Regolamento UE questo contributo di solidarietà sarà temporaneo, non potrebbe eccedere il 25% del Patrimonio Netto 2021 e verrebbe applicato alle imprese che producono energia elettrica e gas, i rivenditori di elettricità e gas oltre alle oil companies. Secondo indiscrezioni l’obiettivo del governo sarebbe quello di raccogliere 2,6 miliardi di euro. Gli analisti di Equita hanno evidenziato che «non è chiaro se sarà effettuato il ricalcolo anche sulla tassa per il 2022». Ad ogni modo, sebbene la tassa sia a titolo straordinario, «si tratta di una notizia negativa per le utilities che dovrebbero registrare importanti miglioramenti dei risultati 2023». A2a ha perso il 2,45%, Enel l l'1,6%, Hera lo 0,79%, Iren il 2,6% ed Erg lo 0,14%. Quest’ultima ha ridotto i danni visto che da domani entrerà nel Ftse Mib al posto di Atlantia (inv), che invece verrà delistata. In effetti la famiglia Benetton e Blackstone hanno superato il 95% del capitale.

Bene Leonardo e Iveco, tra le piccole vola Il Fatto

Sono invece andate in controtendenza le Leonardo - Finmeccanica (+0,8%) e leIveco Group (+1,47%), dopo la commessa jumbo vinta in Brasile. Secondo le indiscrezioni, il contratto di fornitura, che dovrebbe essere firmato nei prossimi giorni, dovrebbe riguardare inizialmente 96 mezzi blindati per un valore di circa 900 milioni di euro, ma sarebbe estendibile per ulteriori 120 veicoli fino ad arrivare a un potenziale di 2 miliardi. L’importante commessa, tra l’altro, potrebbe posticipare o anche annullare la cessione di Oto Melara (la società che realizza i blindati) da parte di Leonardo, come invece era stato ipotizzato nei mesi scorsi. Hanno perso quota leStmicroelectronics (-2,17%), sul timore che Apple possa produrre 6 milioni di iPhone in meno. I timori di un rallentamento dell’economia cinese hanno inoltre fatto perdere quota al valore del greggio e quindi alle quotazioni delle società oil, oltre che ai gruppi del lusso. In particolare Eni ha lasciato sul parterre l'1,92%, Saipem il 3,3% eTenaris il 2,7%. Moncler ha inoltre perso l'1%.
Fuori dal paniere principale Societa' Editoriale Il Fatto è stata premiata con un rialzo del 10% nel giorno della presentazione del piano industriale al 2025, che prevede la trasformazione in community company.

Giornata movimentata per petrolio e cambi

E’ stata una giornata ballerina per il petrolio, che dopo aver perso oltre il 3%, ha ridotto i danni: il wti si attesta a 75,79 dollari al barile (-0,64%). Infine è stabile il valore del gas: il contratto di dicembre si attesta a 124,455 euro al megawattora. .

Sul fronte dei cambi, è stata una giornata movimentata anche per l'euro che prima si è rafforzato sul dollaro, salendo sopra la soglia di 1,04 e toccando un top a 1,0497 dollari, livello che non vedeva dal 30 giugno 2022. Sul finale ha poi fatto un dietrofront, tornando a 1,0380 dollari (1,0392 di venerdì sera). La divisa vale inoltre 144,15 yen (144,68), mentre il dollaro-yen si attesta a 138,86 (140,69). Infine è stabile il valore del gas: il contratto di dicembre si attesta a 124,455 euro al megawattora.

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