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Settimana amara per Piazza Affari (-1,3%) tra Covid e crisi governo, si salva Stellantis (+5,3%)

Ottava in rosso per le Borse europee, con Madrid “maglia nera” e solo Francoforte sopra la parità. Per Milano è negativo il bilancio da inizio anno (-0,65%). Sul Ftse Mib al top Diasorin (+7,6%), Fca-Peugeot e Moncler. In fondo scivolano i petroliferi con Saipem (-8,8%) e Tenaris (-7,7%)

di Enrico Miele e Flavia Carletti

La Borsa, gli indici di oggi 22 gennaio 2021

Ottava in rosso per le Borse europee, con Madrid “maglia nera” e solo Francoforte sopra la parità. Per Milano è negativo il bilancio da inizio anno (-0,65%). Sul Ftse Mib al top Diasorin (+7,6%), Fca-Peugeot e Moncler. In fondo scivolano i petroliferi con Saipem (-8,8%) e Tenaris (-7,7%)


4' di lettura

Settimana negativa per le Borse europee, strette tra l’aumento dei casi Covid e i ritardi nelle vaccinazioni, con Madrid “maglia nera” e la sola Francoforte che si salva in terreno positivo. I listini dimostrano così di aver digerito in fretta il piano anti-crisi da 1.900 miliardi di dollari promesso dal neo presidente Usa Joe Biden. Nell'ultima ottava, il Dax30 ha guadagnato lo 0,63% (+1,13% da inizio anno), mentre le altre piazze continentali sono rimaste più indietro. A Piazza Affari, il Ftse Mib ha perso in una settimana l'1,31%, flessione che porta in negativo il bilancio da inizio anno (-0,65%). Ha fatto peggio l'Ibex35 spagnolo che ha lasciato sul terreno il 2,36% (-0,46% da inizio anno), con Parigi che ha ceduto lo 0,93% (+0,15%) e Londra lo 0,63%, conservando però un significativo +3,63% dall'inizio del 2021. Lo Stoxx 600 Europe è salito dello 0,17% (+2,38% da inizio anno).

Nell'ottava in cui ha fatto il suo debutto (a Milano e Parigi) Stellantis, il gruppo nato dalla fusione tra Fca e Peugeot, il settore auto è stato il migliore con un +3,93% rispetto a venerdì 15 gennaio, seguito dal comparto tech (+3,44%). I settori più colpiti dalle vendite sono stati, invece, viaggi (-2,78%) e assicurazioni (-2,18%). Tra i titoli di Piazza Affari, il gradino più alto del podio spetta a Diasorin (+7,63%), seguita da Stellantis (+5,33%) e Moncler (+2,79%). Tra i più deboli, in una settimana in cui il petrolio ha avuto alti e bassi, Saipem ha perso l'8,77%, Tenaris il 7,74% e Hera il 6,99%.

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E Piazza Affari va ko nell'ultima seduta

Nell'ultima seduta della settimana, infatti, l'effetto spread, balzato a 124 punti, e le tensioni nel governo Conte, con Moody's che ha avvisato come «una maggioranza fragile renda più difficile la gestione del post-pandemia», hanno mandato ko Piazza Affari. Ma il listino milanese, che pure è il peggiore, risulta in buona compagnia, visto che tutte le Borse europee hanno chiuso la seduta del 22 gennaio in "rosso" al termine di una settimana segnata dall'insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca e dalla Bce, che ha lanciato l'allarme sulla (mancata) ripresa nei primi mesi del 2021.

Il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in calo dell'1,52%, risentendo in particolare della situazione politica italiana. L'andamento della pandemia, con i numeri che restano elevati a livello globale, e i timori che le misure di contenimento possano durare ancora mesi, hanno frenato i listini. I titoli più penalizzati dalle vendite nel Vecchio Continente sono stati quelli legati a banche, viaggi e assicurazioni, in una giornata negativa anche per il comparto petrolifero.

Wall Street in calo, timori Covid fermano il rally

Dopo i record registrati nei primi due giorni di presidenza Biden, Wall Street è in calo con gli investitori che seguono le prime decisioni della nuova amministrazione e attendono che il Congresso discuta il piano di aiuti anticrisi da 1.900 miliardi di dollari. Il 20 gennaio, nel suo primo tweet da presidente in carica, Biden aveva scritto «non c'è tempo da perdere».

Sul Ftse Mib "cadono" industria, banche e oil

Dopo la seduta difficile della vigilia, sono rimasti di nuovo indietro gli energetici, piegati dal ribasso del greggio, assieme ai titoli industriali. Sul FTSE MIB tra i più colpiti Tenaris, Saipem ed Eni. Penalizzati tutti i comparti ciclici, come auto e viaggi, che scontano i timori per una recessione nella prima parte del 2021 dopo le preoccupazioni espresse dalla Banca centrale europea. Giù il comparto bancario - più sensibile alla fase di instabilità politica - mentre dall'altra parte del listino milanese si sono salvati Inwit (grazie al fermento del settore dopo l'accordo di Cellnex in Olanda) e i farmaceutici con DiaSorin e Recordati.

Fuori dal listino principale è proseguito anche in questa seduta il ribasso di Autogrill, dopo l'annuncio dell'aumento di capitale da 600 milioni che già alla vigilia ha fatto collare il titolo di oltre il 13%. La ricapitalizzazione dovrebbe chiudersi entro il primo semestre e secondo Equita, che ne prevedeva uno da 500 milioni, sarà «finalizzata sia al deleverage sia a cogliere eventuali opportunità industriali».

Fidentis ha parlato di un aumento «significativamente più grande in termini relativi rispetto a quello di altri concorrenti» che evidenzia due necessità: ribilanciare la struttura finanziaria a causa delle perdite per la pandemia e dotarsi delle risorse per fare acquisizioni. Anche Mediobanca ha giudicato in modo negativo l'aumento «in quanto conferma l'indebolimento della struttura di capitale e la necessità di risorse alternative per restare competitivi nelle gare per nuovi contratti e acquisizioni».

Andamento dello spread Btp / Bund
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Spread risale a 124 punti in chiusura, tasso 0,74%

Chiusura in netto rialzo per lo spread tra BTp e Bund che risente delle comunicazioni della Bce della vigilia, percepite dagli operatori come pessimistiche sulle prospettive di crescita nell'Eurozona. A fine seduta, infatti, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale e il pari scadenza tedesco si è attestato a 124 punti, in aumento rispetto ai 117 punti base della chiusura del 21 gennaio. In aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark che sale allo 0,74% dallo 0,69% della vigilia.

Petrolio ancora in calo su timori ripresa

Dopo avere toccato di recente i massimi da undici mesi, il petrolio è in fase discendente, schiacciato dalla preoccupazione che la domanda, già sotto pressione, sia ulteriormente penalizzata dalle nuove restrizioni per arginare la diffusione della pandemia di Covid-19. A preoccupare è soprattutto la Cina, visto che alcune aree di Hong Kong sono tornate in lockdown e ai residenti di Shanghai è stato vietato di lasciare la città. Idem in Europa, dove si teme una terza ondata di contagi e la campagna vaccinale deve fare i conti con i ritardi delle consegne di Pfizer.

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