ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Torna aria di rally sulle Borse. Milano chiude a +2% con banche e oil, vola Mps

I mercati per un giorno si mettono alle spalle le preoccupazioni per Omicron. Corre anche Wall Street

di Eleonora Micheli e Cheo Condina

La Borsa, gli indici del 1° dicembre 2021

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - E’ iniziato bene il mese di dicembre per le Borse europee, che dopo la frenata della vigilia, hanno tutte rialzato la testa. Del resto, nonostante gli ammonimenti delle case farmaceutiche, per adesso i dati sulla variante Omicron sono pochi e in più le persone colpite fino a oggi hanno mostrato sintomi lievi.

Preoccupa molto di più l’andamento dell’inflazione, il cui rialzo, come sottolineato dal numero uno della Fed, Jerome Powell, inizia a non essere più transitorio. Per questo l’istituto Usa, nella prossima riunione di dicembre, affronterà il tema se accelerare il tapering, in modo da chiuderlo prima del prossimo giugno, come annunciato nelle scorse settimane. I mercati, ad ogni modo, oggi sono tornati a concentrarsi sulla ripresa.

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A Milano l'FTSE MIB ha terminato le contrattazioni in forte rialzo, anche se lo spread si è allargato a 135,2 punti. A Piazza Affari hanno rialzato la testa le azioni della galassia Agnelli, dopo gli scivoloni delle ultime sedute. Del resto Exor nella prima metà dell’anno prossimo disporrà di circa 10 miliardi di euro, che la società intende usare per un buyback, per ridurre il debito e per investire (9 miliardi) nelle società che già detiene e in altre aziende. Su anche Stellantis, Cnh Industrial e Ferrari. Sono andate bene le azioni petrolifere, spinte dal rialzo del greggio. Il Wti di gennaio sale di oltre il 3% sopra 68 dollari al barile nell’attesa delle decisioni di Opec. Si sono distinte le banche, con Banca Mps in volata del 16,7%, mentre dopo la buona performance della vigilia, sono andate male le aziende farmaceutiche a partire da Diasorin. Sul mercato valutario, l’euro vale 1,1330 dollari (1,1274 ieri in chiusura) e 127,96 yen (127,87), mentre il dollaro/yen si attesta a 112,97 (113,42).

Corre Wall Street ma resta volatilità per Omicron

Seduta in forte rialzo a Wall Street, per la prima seduta dell'ultimo mese dell'anno, con i principali indici che guadagnano oltre l'1%. Gli investitori stanno analizzando i rischi posti dalla nuova variante del coronavirus, ma i pochi dati a disposizione alimentano l'incertezza e, di conseguenza, la volatilità sui mercati. Ieri, la seduta si è chiusa in deciso calo, con gli investitori preoccupati per i dubbi delle società farmaceutiche sull'efficacia dei vaccini contro la variante Omicron e per le parole di Jerome Powell. Il presidente della Federal Reserve ha ipotizzato un'accelerazione del tapering, nonostante i rischi portati ora dalla nuova variante, a causa dei timori sull'inflazione. Con la crisi provocata dalla pandemia, la Fed ha iniziato ad acquistare 120 miliardi di dollari in bond per sostenere l'economia, ma durante l'ultima riunione ha deciso di ridurre gli acquisti di 15 miliardi al mese, con l'obiettivo di mettere fine al programma di aiuti a giugno. Ora, ci sono analisti che prevedono che un primo rialzo dei tassi ci sarà già a maggio.

Intanto a novembre, l'Ism manifatturiero - l'indice che misura la performance del settore manifatturiero negli Stati Uniti - è salito rispetto al mese precedente, registrando il diciottesimo mese consecutivo in espansione (sopra i 50 punti). Lo scorso mese, registrati 61,1 punti, dopo i 60,8 di ottobre. L'indice sull'occupazione è salito a 53,3 punti dai 52 del mese precedente e sopra i 51 punti attesi. Il dato sui nuovi ordini è salito da 59,8 a 61,5, quello sulla produzione è aumentato da 59,3 a 61,5 punti. L'indice sui prezzi è calato di 3,3 punti a 82,4 punti.


Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Petroliferi sotto i riflettori, dietrofront di Diasorin

Tra i big della Borsa milanese spiccano i petroliferi grazie alla corsa del prezzo del petrolio alla vigilia della decisione dei Paesi Opec+ sulla produzione: chiudono in volata Eni, Saipem e Tenaris. Bene Exor che nell'investor day ha annunciato la disponibilità di 9 miliardi di euro per investimenti e la volontà di procedere con un buyback di 500 milioni. Forti acquisti anche su Stellantis. Vivaci le banche:Unicredit tra le migliori: secondo indiscrezioni l'istituto potrebbe tornare sul dossier Banca Mps una volta completato il percorso di pulizia dei bilanci della banca senese. In una nota la banca senese ha confermato il dialogo tra il suo primo azionista, il Tesoro, e la direzione generale della concorrenza Ue per definire un nuovo percorso e una nuova tempistica verso la privatizzazione dell'istituto. In rialzo anche Telecom Italia, in attesa dell’informativa urgente del ministro dello Sviluppo economico Giorgetti alla Camera in merito alla situazione del gruppo tlc e all’offerta del fondo KKR. Dietrofront per Diasorin, protagonista delle ultime sedute segnate dai timori sulla variante Omicron: l'azienda di diagnostica ha confermato la capacità di identificare il virus Sars-CoV-2 dei propri test molecolari anche a fronte della nuova variante.

Fuori dal paniere principale, non si arresta la corsa di Sciuker Frames, che nel corso dell'ultimo mese ha messo a punto un progresso superiore al 50%, nè quella di Alfonsino. Il miglior titolo di Milano è stato Destination Italia.
Nel resto d'Europa, Parigi ha guadagnato il 2,39%, Francoforte il 2,47%, Madrid l'1,78%, Amsterdam l'1,71%. Londra ha registrato un +1,55%.

Greggio in forte rialzo nel giorno del meeting dei Paesi Opec+

Rimbalza con forza anche il petrolio, in attesa della riunione dei Paesi produttori. Sul tavolo la volontà di procedere con l'incremento programmato della produzione da gennaio anche se le nuove misure di restrizione introdotti da alcuni Paesi in risposta alla diffusione dei contagi potrebbero portare a scelte diverse da parte dei grandi esportatori di greggio.

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L'euro si indebolisce ma resta sopra quota 1,13 contro dollaro

Sul mercato valutario, l’euro perde terreno ma resta sopra quota 1,13 dollari. Gli investitori valutano come i rischi posti dalla variante Omicron del virus possano influenzare la politica monetaria più aggressiva di Jerome Powell. Il presidente della Fed, che fino a poco tempo fa aveva fermamente liquidato il rischio di un aumento dell'inflazione come transitorio, ha sorpreso gli osservatori durante una testimonianza al Senato, accennando alla necessità di accelerare il ritmo del tapering e dicendo che il termine transitorio non è più una adeguato. Secondo Powell l'impatto di Omicron sarà meno grave di quello delle altre varianti nella fase iniziale, mentre l'inflazione rimarrà, almeno per ora, la principale preoccupazione per la banca centrale americana. «Gli investitori hanno reagito con cautela - osservano gli analisti di ActivTrades - mentre per il dollaro, che ha trovato supporto, si prospetta un rialzo limitato dai timori per il potenziale impatto della nuova variante sulla ripresa economica».

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