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Borse, incubo recessione schiaccia i listini. Milano (-2%) chiude ai minimi da 19 mesi

Piazza Affari perde il 22% nel semestre. Il mercato teme una contrazione in Usa, ipotesi non esclusa dal numero uno della Fed Powell. Vendite sul petrolio, euro debole. Spread torna sopra 200 punti

di Flavia Carletti

Aggiornato alle 18.00

La Borsa, gli indici del 30 giugno 2022

5' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I timori per la recessione piegano le Borse europee che chiudono un semestre pesante, tra i riflessi dell'inflazione e della guerra in Ucraina. Gli indici Ue hanno perso progressivamente quota nel corso della seduta, per andare sui minimi di giornata con l'avvio di Wall Street. Pagano il conto più salato tecnologici, auto e soprattutto le banche, dopo il monito di Andrea Enria, presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, su un possibile ricalcolo dei dividendi in uno scenario recessivo (a Milano tra le peggiori Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e Banca Pop Er). A Wall Street, intanto, l'S&P 500 (oggi -0,88%) subisce il peggior primo semestre dal 1970 e il Nasdaq (oggi -1,33%) cede il 20% negli ultimi tre mesi, il dato peggiore dal 2008, mentre il Dow Jones oggi perde lo 0,82%.

E proprio la paura che la Fed agisca in un modo talmente aggressivo da fare finire gli Stati Uniti in recessione a tenere in scacco le Borse: da Sintra il presidente Powell ha parlato di rischi calcolati su una frenata della crescita, mettendo in conto la possibilità di una recessione (per ora esclusa) come «prezzo» eventualmente da pagare per raggiungere l'obiettivo di riportare l'inflazione all'interno dei target di medio termine. E la presidente della Fed di Cleveland, Loretta Mester, ha detto che sarebbe favorevole a un rialzo dei tassi di 75 punti base alla prossima riunione, più di quanto auspicato dal mercato. In Italia, poi, a tutto questo si aggiungono le tensioni politiche, che alimentano l'incertezza sulla tenuta del Governo, dopo che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è rientrato anzitempo dal vertice Nato di Madrid.

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Così, se il FTSE MIB di Milano chiude il semestre con un passivo di 22 punti percentuali sui minimi dal novembre 2020, non fanno meglio il DAX 40 di Francoforte, per altro dopo il dato sulle vendite al dettaglio di maggio (+0,6% su mese e -3,6% su anno), il CAC 40 di Parigi, l'IBEX 35 di Madrid, il FT-SE 100 di Londra e l'AEX di Amsterdam. In un contesto di ribassi diffusi in tutti i settori, l'andamento peggiore è quello delle banche, male anche le auto, le vendite al dettaglio e i tecnologici.

Inflazione Usa resta alta a maggio ma in lieve calo da aprile

Dagli Usa è arrivata intanto una nuova tornata di dati macro. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 2.000 unità a 231.000, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro; le attese erano per un dato a 230.000. Per quanto riguarda l'inflazione, resta a livelli alti ma a maggio il dato «core», il più seguito, è leggermente sceso rispetto ad aprile. La misura preferita dalla Federal Reserve per calcolarla, il dato Pce (personal consumption expenditures price index), è cresciuta dello 0,6% rispetto al mese precedente e del 6,3% rispetto a un anno prima, contro attese per un +0,7% e un +6,4%, dopo il +0,2% e il +6,3% di aprile.

A Milano male le banche dopo parole Enria, deboli le auto

A Piazza Affari, in linea con il resto d'Euorpa, male le banche che hanno pagato le parole di Andrea Enria, presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, che ha detto che verrà proposto alle banche «di ricalcolare le traiettorie del capitale considerando uno scenario più avverso, includendo anche un potenziale embargo sul gas o uno scenario di recessione e di utilizzare questi elementi anche con il proposito di andare avanti nei piani di distribuzione» di capitale.Pesanti Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bper e Banco Bpm.

Iveco Group, Stellantis e Pirelli & C si sono mossi con il resto del comparto auto europeo, che ha pagato dazio ai timori per l’inflazione soprattutto a Francoforte, dove Volkswagen ha lasciato sul terreno oltre il 5%. Tra i titoli in coda al Ftse Mib anche Telecom Italia e Prysmian, con Enel e A2a. Le utility sono scivolate sul finale - hanno tenuto solo Terna e Italgas - dopo che per parte della seduta avevano retto meglio del Ftse Mib, grazie alle indicazioni arrivate sul Decreto Aiuti. La commissione Finanze e Bilancio della Camera ha approvato una serie di emendamenti al decreto e risultano aumentate le aree nelle quali è possibile costruire impianti di biometano e quelli in cui installare accumulatori di energia. Inoltre, un emendamento prevede che per due anni si potranno realizzare nuovi impianti collocati a terra di potenza non superiore a 1MW ed anche nelle aree turistiche fuori dai centri storici.

Debutto amaro per De Nora

Debutto amaro per Industrie De Nora, che ha perso il 4,44% a 12,9 euro. Il prezzo fissato per l'Ipo era di 13,50 euro per azione, nella parte bassa della forchetta. Nel primo giorno di quotazione sono stati scambiati oltre 4,75 milioni di titoli. Tra gli altri, tonfo di Eprice, dopo che è stato comunicato al mercato che ePrice Operations, società controllata di ePrice, ha depositato istanza di fallimento in proprio in quanto ha preso atto della insussistenza delle condizioni giuridiche e materiali per la prosecuzione del concordato preventivo.

Spread torna sopra 200 punti, cala il rendimento decennale

Seduta in netto recupero per i titoli di Stato scambiati sul secondario telematico Mts. Il movimento, partito fin dai primi scambi ha interessato sia i titoli core che i periferici dell'eurozona. Il BTp si è mosso in sincrono con il Bund e lo spread tra i due titoli decennali ha oscillato in una forchetta molto ristretta. Nel finale il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005436693) e il pari scadenza tedesco è indicato a 202 punti contro un'indicazione di 203 in apertura (199 punti base al closing di mercoledì). Il rendimento dei decennali italiani prosegue il ritracciamento e scende al 3,39% ai minimi da inizio giugno (3,48% stamani e 3,49% alla vigilia). Il Bund a dieci anni esprime un rendimento pari all'1,38% al closing.

BTp assegnati 2 mld decennali, rendimento record da 2014

Nuovo balzo dei rendimenti, ai massimi da oltre otto anni, per i BTp assegnati in asta dal Tesoro in cui sono stati collocati complessivamente bond per 7 miliardi. Nel dettaglio, il Tesoro ha emesso la prima tranche del nuovo BTp a 5 anni scadenza 01/12/2027 per 4 miliardi a fronte di una richiesta pari a 5,581 miliardi (1,40 il rapporto di copertura). Il rendimento è salito di 58 centesimi attestandosi al 2,74% su livelli che non si vedevano da ottobre 2013. Collocata anche la quinta tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/12/2032: a fronte di richieste per 3,246 miliardi (1,62 il rapporto di copertura) l'importo emesso è stato pari a 2 miliardi mentre il rendimento, in aumento di 37 centesimi sull'asta del mese scorso, si è attestato al 3,47%, in questo caso record da gennaio 2014.

Vendite sul petrolio, Opec+ conferma aumento produzione

L'Opec+ e i Paesi alleati hanno deciso di confermare l'incremento della produzione che era stato preannunciato. E' quindi confermato per agosto un aumento di 648.000 barili al giorno. L'Opec+, come riferiscono i delegati, ha preso questa decisione nella quinta riunione da quando la Russia ha invaso l'Ucraina, guerra che ha contributo al rialzo dei prezzi del greggio oltre 100 dollari al barile per la prima volta in otto anni. In discesa i prezzi del barile, con il Wti verso quota 106 dollari e il Brent in area 114,5.

Bitcoin verso peggior trimestre (-58%) da 2011

Il bitcoin perde ancora terreno e si muove in area 19.000 dollari, soglia sotto la quale era brevemente sceso questa mattina. La maggior criptovaluta al mondo sta perdendo il 58% dall'inizio dell'anno (e in questo trimestre) e circa il 70% dal record di 68.990 dollari registrato a novembre. «Bitcoin continua a essere sotto pressione, così come altri asset. Il mix di alta inflazione, aumento dei tassi d'interesse e recessione pesano sulle criptovalute» ha commentato Yves Longchamp di Seba Bank, parlando con la Cnbc. Il bitcoin va verso il suo peggior trimestre in oltre un decennio: l'attuale -58% è il peggior calo dal terzo trimestre del 2011, quando era ancora nella sua fase embrionale.

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