ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa giornata dei mercati

Borse in recupero: Milano +1,6% con energia e banche. Fed: appropriato rialzo di mezzo punto alle prossime due riunioni

Istituti di credito sugli scudi con la prospettiva di normalizzazione dei tassi. Sul Ftse Mib di Piazza Affari, maglia rosa nel Vecchio Continente, bene Eni e Unipol. Spread sotto quota 200 punti

di Paolo Paronetto

Aggiornato alle 16.10

La Borsa, gli indici del 25 maggio 2022

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Gli acquisti sui titoli delle banche e dell'energia hanno sostenuto i listini azionari europei. A Piazza Affari il FTSE MIB, maglia rosa nel Vecchio Continente, ha recuperato l'1,57% dopo la debolezza della vigilia. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, Eni ha guidato i rialzi in un settore energetico che rimane sotto i riflettori dopo il calo superiore alle attese delle riserve americani e il nuovo record del prezzo della benzina nel Regno Unito: fattori che rassicurano sulla tenuta della domanda di energia a fronte dei possibili colli di bottiglia sul lato dell'offerta. Bene anche Unipol alla luce della promozione di Moody's. L'agenzia di valutazione ha infatti alzato di un gradino il rating sulla forza finanziaria di UnipolSai da Baa3 a Baa2 e il rating di Unipol da Ba2 a Ba1. Tra le banche in evidenza Bper, Unicredit e Intesa Sanpaolo. In rosso invece Saipem e Banca Generali.

I mercati attendevano i verbali Fed usciti in serata. È “appropriato”, secondo la maggior parte dei partecipanti alla riunione del Fomc, un aumento dei tassi d’interesse di 50 punti base alle prossime due riunioni di giugno e luglio. È quanto emerge dalle minute relative all'incontro del 3-4 maggio del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. In quell’occasione, i banchieri hanno annunciato un aumento dei tassi d’interesse di 50 punti base allo 0,75%-1%, il primo rialzo di mezzo punto percentuale dal maggio 2000. Alla riunione precedente, a marzo, la Banca centrale statunitense aveva comunicato il primo rialzo dei tassi d’interesse (di 25 punti base) dal dicembre 2018. Secondo i componenti del Fomc, la guerra in Ucraina e i lockdown imposti in Cina per il Covid-19 potrebbero far aumentare le pressioni inflattive. L’outlook resta “incerto”, la Fed “dovrebbe concentrarsi sull’inflazione”, si legge ancora. Per quanto riguarda il Pil, il calo nel primo trimestre contiene “pochi segnali” sulla forza dell’economia statunitense e il Fomc si aspetta una “rapida crescita” nel secondo trimestre.

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La linea dura della Fed contro l’inflazione non ha spaventato, almeno oggi, Wall Street, che in una seduta molto volatile ha chiuso in rialzo dello 0,95% (+0,60% Dow Jones, +1,51% Nasdaq).

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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I mercati, come detto, hanno atteso le minute della Federal Reserve, per avere maggiori e più precise indicazioni sui tempi dei rialzi dei tassi d'interesse negli Stati Uniti, mentre restano le preoccupazioni per il protrarsi della guerra in Ucraina e dei lockdown in Cina. Secondo quanto riferito dal Financial Times il premier Li Keqiang ha espresso il timore che il Paese faticherà a registrare un Pil in crescita nel II trimestre sottolineando che la situazione attuale è per certi versi peggiore rispetto a quella di inizio 2020 allo scoppio della pandemia.Non sono arrivati ulteriori segnali invece dalla presidente della Bce Christine Lagarde che è intervenuta a Davos, dopo le dichiarazioni sulla fine dei tassi negativi entro settembre dei giorni scorsi.

Wall Street in ripresa, stasera i verbali della Federal Reserve

Wall Street ha aperto in calo per poi recuperare in modo netto. Gli investitori attendono i verbali, che saranno pubblicati in serata, dell'ultima riunione della Fed: in quell'occasione, la Banca centrale ha alzato i tassi d'interesse di 50 punti base, un aumento che potrebbe essere ripetuto anche nelle prossime due riunioni, a giugno e luglio. Corre soprattutto il NASDAQ COMP. Ma negli Stati Uniti al centro dell'attenzione è la strage nella scuola della cittadina texana di Uvalde e questo si riflette anche sul settore finanziario: i titoli delle società che producono armi sono in rialzo, il giorno dopo l'uccisione di 19 bambini e due adulti per mano di un ragazzo di 18 anni armato di una pistola e un fucile semiautomatico AR-15. I titoli delle società di armi e munizioni spesso salgono all'indomani di sparatorie di massa perché gli investitori ipotizzano un aumento delle vendite di armi, che di solito avviene quando si teme che vengano imposte leggi più restrittive sull'acquisto e sul possesso.

Titoli bancari sugli scudi su ipotesi Bce rialzo tassi

In Europa salgono i titoli bancari che iniziano a beneficiare delle intenzioni della Bce di porre fine all’era dei tassi negativi. Anche a Milano sono ben intonate Banca Pop Er, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm. La presidente Christine Lagarde si è mostrata più «falco» del solito nelle ultime sedute aprendo difatti la strada a un rialzo dei tassi a luglio. C’è anche l’ipotesi di una stretta da 50 punti base, rafforzata dal governatore della banca lettone Martins Zazacs. La maggioranza dei governatori appare però determinata ad aumenti graduali e il governatore della banca di Francia Francois Villeroy de Galhau ha detto che un aumento di 50 punti base non è nel consenso del consiglio. Tuttavia altri governatori, fra cui l’olandese Klaas Knot, premono per un intervento più deciso per contrastare l’inflazione. A Piazza Affari bene anche i petroliferi con Tenaris ed Eni, in controtendenza Saipem.

Spread sotto 200 punti, tassi in calo

Sull'obbligazionario, chiude in calo sotto quota 200 punti base lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco è indicato a 199 punti. In calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha concluso la seduta al 2,95% dai valori attorno al 3% della chiusura della vigilia.

Giù le scorte di greggio negli Usa, prezzo del petrolio volatile

Sul mercato dei cambi torna a salire il dollaro, che si riporta sotto quota 1,07 per un euro. La moneta unica europea vale infatti 1,0673 da 1,0726 ieri in chiusura e 135,79 yen (da 136,00), mentre il rapporto dollaro/yen è a 127,24 (da 127,19). Volatile il prezzo del petrolio, che ha invertito la rotta e ora cede lo 0,36% a 109,38 dollari al barile per il Wti con consegna luglio e dello 0,32% a 113,20 per il Brent luglio. In rialzo del 2,5% a 86,6 euro per megawattora il prezzo del gas naturale sulla piattaforma olandese Ttf.


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