ARTE

Brera «sposa» il Cenacolo e punta a 1 milione di visitatori

Con il passaggio del Cenacolo vinciano sotto la gestione di Brera, la Pinacoteca milanese porterebbe a quasi un milione all’anno il numero complessivo dei visitatori (collocandosi nella «top five» dei Musei italiani a pagamento).

di Cesare Balbo


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3' di lettura

A quanto pare anche l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci entrerà nel progetto della Grande Brera dopo che il ministro Alberto Bonisoli ha firmato un decreto in grado di facilitare il passaggio del Cenacolo alla Pinacoteca. Sarebbe un colpo da calcio mercato che porterebbe a quasi un milione all’anno il numero complessivo dei visitatori della Pinacoteca, collocandola nella top five dei Musei a pagamento (attualmente si trova nelle prime Venti subito dietro il Cenacolo).

Vedremo se si farà, come insegna il calcio business non è facile portare via i pezzi pregiati. Di sicuro c’è che il Mibac ha dato il via libera al progetto di restyling di Palazzo Citterio by Bradburne, l’attuale direttore della Pinacoteca di Brera. Più che un’ulteriore riqualificazione si tratta di uno sviluppo in funzione della “Grande Brera Modern” che finalmente accoglierà la collezione di arte contemporanea, incrementando il valore complessivo di Brera anche senza il Cenacolo. Brera Modern sarà pronta a partire dalla primavera del 2021: finalmente si porterà a termine il progetto dopo quasi mezzo secolo, risale al 1972 l’acquisizione di Palazzo Citterio dell’allora direttore di Brera Russoli.

I capolavori Pinacoteca di Brera alla Estorick Collection

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Le ricadute dirette su Milano
Ci sarà una sicura ricaduta economica per Milano che si sommerebbe a quella dell’Accademia di Belle Arti, il cui impatto economico sulla città è stato valutato in oltre 126 milioni di euro, tenendo conto anche del contributo che sono in grado di portare alle imprese i talenti usciti da Brera. È emerso da un’indagine presentata a luglio nella due giorni di incontri tra studenti e imprese organizzata dall’Accademia come «scambio non occasionale col mondo delle aziende» nel segno di innovazione e della creatività.
Il valore del “brand” Brera per Milano già era stato sottolineato, ora in prospettiva si avranno ulteriori ricadute considerando gli effetti congiunti provenienti dal nuovo “Campus delle arti” presso lo scalo Farini e da Palazzo Citterio, un'alleanza di valore per l'offerta culturale della città . In che cosa consiste il progetto di Brera Modern? Innanzitutto completa l’idea di una Grande Brera. Inoltre permette di comprendere e capitalizzare il ruolo creativo e storico di Milano nel ’900 artistico in tandem col “Museo del 900”. Dal punto di vista logistico si amplia l’ingresso di Palazzo Citterio a cui si accede non più dall’angusto civico 12 ma si espande al 14 di via Brera per dare volume e ampiezza da standard internazionali. Viene così consentita la realizzazione della scalinata in vetro che inerpicandosi all’interno porta il visitatore nella suggestione delle opere di di De Pisis e Morandi e di tutte le altre della esposizione. Poi i rivestimenti delle sale saranno resi più idonei ad ospitare i quadri e soprattutto il microclima, ossia il condizionamento dell'aria, sarà nel rispetto della conservazione delle opere. Infatti spesso si trascurano le ragioni conservative a favore di quelle espositive rendendo gli ambienti più vivibili al pubblico a scapito delle tele. Ora si tratterà di capire se si potrà accedere con un biglietto integrato per visitare entrambi i musei del ’900 oppure con un ticket per progetti espositivi condivisi. Di sicuro continuerà il trend positivo per i musei che hanno reso Milano una meta del turismo di arte. Inutile dire che oltre al flusso turistico verranno creati altri nuovi posti di lavoro grazie a Brera Modern .

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Le ricadute indirette
Alle attuali stime di circa 51 milioni che costituiscono l’impatto economico diretto dell’Accademia sulla base del 26% di iscritti provenienti da cinquanta Paesi e dei duemila fuori sede, sul totale di 4497 iscritti, per una spesa media mensile calcolata sui 1300 euro, si aggiungerà una nuova ricaduta per Milano. Se per gli studenti la voce per più dispendiosa è costituita dall'affitto ( sui 540 euro) seguita dalla spesa alimentare ( 328) e dal tempo libero (200) altrettanto avverrà, seppur con grandezze diverse per i turisti in quanto per effetto del brand Brera c’è un incremento della domanda di beni e servizi. È il risultato dell’alleanza tra bellezza e reputazione, un felice connubio che rende sempre più attrattiva Milano, diventata a pieno titolo una città d’arte.

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