MEDICINALI CARTACEI

Brevi cenni sull’esistenza di noi tutti

Sembra che una forma di consapevolezza dei tempi attraversi la redazione dell'editore “Il Saggiatore”, che appare sempre più in grado di fare i conti con la contemporaneità postnovecentesca con un'intelligente leggerezza. Il libro di Baggini e Macaro lo conferma. Di che cosa parla? Si intitola “Vita. Istruzioni per l'uso”. Tutto qui…

di Giacomo Giossi

(Credit: Gettyimages)

3' di lettura

Come viviamo il lutto? Che rapporto abbiamo con il cibo? E che rapporto si scatena tra l'ansia e il mangiare? Come ci si rilassa e che cosa è il relax? Vita di Julian Baggini e Antonia Macaro compare, quasi stupendo il lettore, nel catalogo del Saggiatore. Eppure lo stupore svapore presto, perché in effetti lo storico editore milanese, che nella sua storia ha pubblicato testi fondamentali per la cultura del Novecento, sia di filosofia e storia sia di letteratura e poesia, da qualche tempo si impegna a esercitare anche una forma inedita e non banale di leggerezza.

Sembra infatti che una forma di consapevolezza dei tempi attraversi la redazione del Saggiatore, che ultimamente appare sempre più in grado di fare i conti con la contemporaneità e con quel passato glorioso (e spesso anche pesante) della cultura del Novecento, un “oggetto” ultracomplesso che se ci vede tutti come eredi, al tempo stesso ci rende anche tutti nanetti sulle spalle di nani che a malapena riescono a scorgere che cosa fu quel tempo di elaborazione intellettuale.

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Preso poi atto della polverizzazione del pensiero e anche della fragilità atavica della pratica di divulgazione in Italia, l'unica via possibile sembra essere quella di offrire contenuti apparentemente poco “severi”, o addirittura light, che, con un approccio destrutturante nei confronti di qualsiasi impianto e proprio partendo dal paratesto, pretendano però di essere libri fondamentali, necessari, unici e magari pure totali.

Ovviamente questa forma di leggerezza, o di ironia se vogliamo, per non scivolare in una stupida parodia, ha bisogno di quello che oggi può essere definito in senso più ampio possibile un'archivio. Ossia di una memoria fissa e potente, che è in grado di attivare quella molteplicità del testo oggi sempre più fondamentale e che rende ogni lettura una nuova potenziale lettura e questo pressoché all'infinito. Vita di Baggini e Macaro è forse l'esempio più estremo e al tempo stesso godibile di una strategia editoriale e culturale che non possiamo non condividere.

La quarta di copertina ha l'estetica di un bugiardino (fortunatamente non scritto in corpo sette) che spiega modalità d'uso, effetti e scadenza. Mentre il sottotitolo “Istruzioni per l'uso” definisce i contorni di un manuale, ma raggiunge anche un territorio ultra perecchiano, quasi riuscendo a esaurire – in questo caso all'infinito (quindi all'opposto di Perec), seppur relativamente (e ovviamente) alla finitudine della vita – le azioni e le possibilità esistenziali.

Composto da una serie di schede e da una bibliografia che è forse la parte più preziosa del testo, Vita diviene così una sorta di prontuario d'emergenza per la propria quotidianità, l'orizzonte da seguire lungo l'instabile ponte tibetano sotto cui scorrono gli imprevisti delle nostre giornate.

A mezza via tra un'enciclopedia e un dizionario, Vita tenta di stabilizzare sensazioni e pulsioni, ma al tempo stesso le fa esplodere. Così, da un lato il libro di Baggini e Macaro erode le certezze proposte dalla sua stessa lettura e dall'altro restituisce forza a un'analisi più approfondita dei temi.
Per ogni lettera una parola, spesso un problema, e per ogni parola un rimando ad altre parole, che possano meglio aiutare la definizione. E infine delle letture proposte – una ricchissima bibliografia che diviene la vera e propria biblioteca di Vita. Un inesauribile panorama che, se messo in atto, diviene esso stesso un infinito viaggio dentro al quale, come capita per ogni lettore, non esiste punto d'arrivo possibile, ma solo molteplici punti di partenza.

Vita è un libro che definisce i contorni del possibile, ma soltanto per offrire spazi potenzialmente infiniti di approfondimento. Un testo intelligente che non si pone come argine, ma da filtro con l'esterno. Baggini e Macaro non propongono al lettore contenuti nuovi, ma suggeriscono una loro nuova organizzazione, in grado di riattivare percorsi inediti ed efficaci. Non siamo certi che poi la medicina funzioni o che assicuri la felicità, ma di sicuro ci indirizza verso strade molto interessanti e curiose, senza alcun senso di colpa, senza il bisogno di dimostrare a tutti costi una frigida intelligenza.

Julian Baggini, Antonia Macaro
Vita. Istruzioni per l'uso
Il Saggiatore 2020,
406 pagine,
25,00 euro,
traduzione di Laura Scarmoncin

Riproduzione riservata ©

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