ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùfinanza sostenibile

BTp verde, ecco le caratteristiche del primo green bond sovrano dell’Italia

In arrivo l’emissione del titolo verde, riservato a investitori istituzionali, quotato su Mts e Mot e che andrà a finanziare spese individuate per 35 miliardi di euro. Ai trasporti la fetta più importante

di Vitaliano D'Angerio

default onloading pic
(AdobeStock)

4' di lettura

Ultimo miglio per il BTp green. È in arrivo il primo bond di Stato “verde”: avrà una scadenza lunga, sarà riservato a investitori istituzionali e quotato su Mts e MoT. Inoltre andrà a finanziare (e soprattutto rifinanziare) progetti fino a un massimo di 35 miliardi di euro con i trasporti che avranno la parte più importante. «L’emissione è imminente. Ma è bene subito precisare che non ci sarà un BTp green da 35 miliardi – ha sottolineato Davide Iacovoni, capo della direzione del debito pubblico al ministero dell’Economia nella conferenza stampa di presentazione –. Noi del Mef, assieme al comitato interministeriale creato ad hoc, abbiamo individuato le spese che potranno essere coperte da questa emissione e che rientrano nelle aree della tassonomia europea e in sette dei 17 obiettivi dell’agenda 2030 dell’Onu».

I 35 miliardi di euro sono dunque una sorta di «limite massimo teorico» poi, in base alle condizioni di mercato e soprattutto alla domanda, verrà deciso il peso dell’emissione. Il BTp green andrà in particolare a rifinanziare spese già effettuate nel periodo 2018-2020 e poi andrà a coprire quelle previsionali del 2021. Sui tassi il Mef non si sbilancia: «Al momento non lo sappiamo – ha ribadito Iacovoni –. Il nostro obiettivo con il BTp green non è però quello di ridurre il costo del debito».

Loading...

«Inoltre il BTp green è anche uno strumento di diversificazione», ha aggiunto. Il Mef intende infatti puntare su investitori “green” che al momento non detengono debito italiano: lunedì pomeriggio ci sarà tra l’altro un incontro con gli istituzionali per spiegare le caratteristiche di questo strumento.

Definendo le dimensioni del mercato dei green bond, il direttore generale del Mef, Alessandro Rivera, ha ricordato come in Italia «tra il 2019 e il 2020 le emissioni del settore privato green hanno superato in totale i 20 miliardi di euro» mentre a livello globale lo scorso anno hanno toccato i 400 miliardi di dollari, in forte crescita rispetto ai 290 miliardi del 2019. Di questi «i green bond hanno rappresentato una quota rilevante pari al 51%» e per il 2021 la stima «è che l’anno si possa chiudere con emissioni per circa 350 miliardi di dollari».

Il framework del BTp green

Nel corso della conferenza stampa del Mef si è scesi nel dettaglio del framework che accompagna sempre l’emissione dei green bond. Da segnalare subito che il BTp green italiano seguirà le indicazioni dell’associazione internazionale dei mercati di capitali (Icma) ovvero i Green Bond Principles, standard più seguito a livello internazionale.

Si cercherà inoltre anche un allineamento «per quanto possibile, con la bozza degli “EU Green Bond Standards”, attualmente in discussione da parte dell'Unione europea».

Ecco dunque dove finiranno i soldi del BTp green. «L’Italia finanzierà le spese statali destinate a contribuire alla realizzazione di uno o più fra i seguenti obiettivi ambientali – si legge nel documento –, come delineati dalla tassonomia europea delle attività sostenibili:

1. Mitigazione dei cambiamenti climatici;

2. Adattamento ai cambiamenti climatici;

3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e dell'ambiente marino;

4. Transizione ad un'economia circolare;

5. Prevenzione e controllo dell'inquinamento;

6. Protezione, miglioramento e ripristino della biodiversità, degli ecosistemi e dei servizi ambientali.

Da segnalare, hanno sottolineato i tecnici del Mef, che il superbonus del 110% non finirà sotto il cappello del BTp green ma del Next Generation Eu.

Gli obiettivi dell’Agenda 2030

Ci sono poi anche gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, noti com Sdgs (Sustainable development goals) per delimitare le spese da finanziare con il BTp green. Sono 17 i goal ma il Mef e il comitato interministeriale ne hanno selezionati sette.

Eccoli:

Obiettivo 6: Acqua Pulita e Igiene;

Obiettivo 7: Energia Pulita e Accessibile;

Obiettivo 11: Città e Comunità Sostenibili;

Obiettivo 12: Consumo e Produzione Responsabili;

Obiettivo 13: Agire per il Clima;

Obiettivo 14: Vita Sott’Acqua;

Obiettivo 15: Vita Sulla Terra.

Spese non ammissibili

Ci sono poi le spese escluse dai finanziamenti green dello Stato italiano. «ll comitato interministeriale – si legge nel documento del Mef – ha deciso di escludere dal presente quadro di riferimento ogni tipologia di spesa che possa rientrare in una delle seguenti categorie: a) Estrazione, lavorazione e trasporto di combustibili fossili; b) Fissione nucleare; c) Impianti di energia (incluse le biomasse) con livelli di emissione CO2 superiori a 100g CO2/kWh; d) Lavorazione e produzione di bevande alcoliche; e) Contratti militari; f) Gioco d'azzardo; g) Produzione di armi; h) Lavorazione e produzione di derivati del tabacco; i) Attività mineraria.

Rendicontazione

Fondamentale per i green bond è la rendicontazione: gli investitori vogliono infatti sapere come vengono spesi i propri soldi. «Con frequenza annuale, sarà reso pubblico un documento denominato “Italian Sovereign Green Bond Allocation and Impact Report” – viene spiegato nel documento Mef –. Questo documento illustrerà in primis l’allocazione delle risorse reperite tramite l’emissione di titoli di Stato Green nell’anno precedente, così come per gli anni che precedono l’ultimo anno di riferimento. Il documento rendiconterà dello stato di avanzamento dell’erogazione delle somme previste da ciascuna emissione di titoli green, almeno a livello di categoria di spesa, e conterrà una scheda riepilogativa dell’avanzamento della realizzazione degli interventi finanziati. Tale rapporto verrà sottoposto, prima della pubblicazione, alla verifica di un organismo indipendente».

La second opinion sul BTp green è stata realizzata da Vigeo-Eiris che, ha ricordato Iacovoni, ha assegnato al framework dell’Italia il giudizio Advanced. Credit Agricole e Intesa Sanpaolo le due banche che hanno supportato nella strutturazione del titolo.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti