Economia del cibo

Cacao e banane, il Covid non ferma la crescita del commercio solidale

Prospettive positive per il marchio di certificazione Fairtrade nonostante il lockdown e le perdite dovute al calo nel settore horeca

di Manuela Soressi

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La chiusura delle mense scolastiche ha pesato sul commercio solidale delle banane

Prospettive positive per il marchio di certificazione Fairtrade nonostante il lockdown e le perdite dovute al calo nel settore horeca


2' di lettura

Il sistema Fairtrade continua a crescere anche in Italia, dove ha chiuso il 2019 con vendite in aumento annuo del 39%, arrivate a 320 milioni di euro di sell-out. Uno dei più importanti marchi di certificazione del circuito equo è arrivato a coinvolgere 234 operatori tra aziende e trader, che hanno messo sul mercato 1.900 tipologie di prodotti, tra alimentari e non food.

Anno dopo anno, il paniere Fairtrade continua a crescere e così, ai prodotti più consolidati (come banane, cacao, zucchero di canna, caffé e frutta secca), si affiancano quelli emergenti, come l'oro e i profumi. E dall'Italia alcuni di questi prodotti tornano a girare il mondo, come avviene per il caffè. Covid permettendo, ovviamente. In Italia il caffè è stato il prodotto che più ha più sofferto per l'effetto del lockdown, perché Faitrade è molto presente nel fuoricasa. Ma sono calate anche le banane, rimaste “orfane” di un canale importante quali sono le mense scolastiche. A causa del Covid 19 Fairtrade ha avuto anche problemi di approvvigionamento in alcune filiere (come il cotone) e ha visto azzerarsi il mercato dei fiori, che nel 2019 in Italia era andato molto bene.

«Ma, complessivamente, quest'anno le vendite non sono diminuite, a riprova che gli italiani sono sempre attenti ai valori della nostra certificazione – dichiara Thomas Zulian, direttore commerciale di Fairtrade Italia. – Per questo siamo fiduciosi e pensiamo di chiudere l’anno in sostanziale stabilità, se non in leggera crescita, confermando un trend positivo che ci accompagna da anni».

Tra 2015 e 2019, in Italia il sell-out dei prodotti certificati Fairtrade è più che quadruplicato, l'assortimento è aumentato del 27% e il numero delle aziende coinvolte del 61%. Molto si deve all'introduzione dei marchi di ingrediente, con cui le aziende partner si impegnano a utilizzare le materie prime Fairtrade nei loro prodotti composti.
Una novità che ha consentito di ampliare le opportunità di mercato, sia nei prodotti di marca industriale sia in quelli a private label, e ha determinato il boom di alcuni prodotti, a partire dal cacao (+800% in cinque anni) e dallo zucchero di canna.In Italia il prodotto più venduto restano le banane (16mila tonnellate), ma a crescere nel 2019 sono stati soprattutto cacao (+40%, grazie soprattutto a Coop e Lidl), zucchero di canna (+10%), riso (+20%), frutta secca (+10%) e succhi di frutta (+8%). Tra le novità si segnalano il debutto di zenzero e curcuma freschi.

Grazie ai volumi di vendita raggiunti in Italia, oltre al prezzo fisso equo garantito, le organizzazioni dei produttori di Asia, Africa e America Latina hanno ottenuto da Fairtrade un premio aggiuntivo di 2,5 milioni di euro (+22% rispetto al 2018) da investire nel miglioramento tecnico delle loro organizzazioni e in progetti educativi, sanitari e ambientali a favore delle loro comunità. Da una ricerca interna su 100 produttori di cacao, zucchero e banane che riforniscono le filiere italiane è emerso che dei 41 milioni di euro di premio ottenuti a livello mondiale nel 2017-2018 il 66% è stato utilizzato per iniziative che rientrano nel quadro dell'obiettivo “Fame zero” delle Nazioni Unite (come l'agricoltura sostenibile) e che un altro 25% è stato destinato ad attività legate all'obiettivo “Povertà zero”.

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