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Calcio femminile, nelle nazionali Usa piena parità salariale tra uomini e donne

La Federcalcio Usa assicura agli atleti della nazionale maschile e femminile parità retributiva attraverso contratti collettivi in vigore fino al 2028

di Marco Bellinazzo

Usa, Nazionale calcio femminile pagata come la nazionale maschile

3' di lettura

Un giorno storico per lo sport negli Stati Uniti. La Federcalcio a stelle e strisce ha siglato un accordo con l’associazione dei calciatori e delle calciatrici della nazionale Usa per garantire la parità retributiva, stabilendo uno standard globale sui due contratti collettivi, che saranno in vigore fino al 2028. Un ulteriore passo in avanti rispetto a quanto fatto a febbraio, con l’intesa tra Us Soccer e le giocatrici della nazionale femminile per un accordo transattivo da 22 milioni di dollari (poco meno di 20 milioni di euro) riguardante pendenze risalenti a marzo 2019, più 2 milioni da stanziare per un fondo di fine carriera.

Parità di compenso

Adesso, la federazione e le due rappresentative nazionali degli Stati Uniti guardano al futuro, ponendo i compensi delle donne sullo stesso piano di quelli degli uomini. Si attende solo la ratifica dei due contratti collettivi per l’attuazione definitiva dell’accordo. I contratti collettivi prevedono in primis una parità di retribuzione tra i componenti delle nazionali maggiori, sia maschile che femminile. Per le amichevoli, verranno corrisposte quote di presenza e prestazioni identiche, in base all’esito delle partite e del grado dell’avversario affrontato. Per le competizioni ufficiali, Mondiale incluso, idem. Una parte del montepremi per la partecipazione al Mondiale sarà condivisa: gli uomini che parteciperanno a Qatar 2022 e le donne impegnate in Australia-Nuova Zelanda 2023 riceveranno una pari percentuale del montepremi collettivo pagato dalla Fifa per la partecipazione alle due competizioni. Stessa cosa per i Mondiali maschili del 2026 e femminili del 2027.

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Ricavi e benefit

Per le altre competizioni, il contratto collettivo garantisce che entrambe le squadre abbiano un importo uguale del premio in denaro previsto. Le entrate commerciali e da sponsorizzazioni verranno inoltre divise in parti uguali tra le due nazionali, mentre la Federazione riconoscerà ad atleti e atlete una quota di incassi dal botteghino per le partite casalinghe, più un bonus per le partite che registreranno il tutto esaurito.

Tra gli altri benefit sono previsti: assistenza all’infanzia, un piano pensionistico, pari trattamento per quel che riguarda i campi da gioco e di allenamento, per le sistemazioni in hotel, per il personale a disposizione delle due nazionali, per i viaggi in charter, per la sicurezza dell’ambiente di lavoro, per il congedo parentale e per quanto riguarda infortuni gravi e documentati, anche in tema di salute mentale. I nuovi accordi copriranno un periodo comprendente due Mondiali (sia maschili che femminili) e due Olimpiadi, per quanto riguarda i principali eventi internazionali a cui la nazionale statunitense mira a prendere parte con entrambe le rappresentative.

Giorno storico

«Questo è un momento davvero storico - ha dichiarato Cindy Parlow Cone, la presidente di Us Soccer - questi accordi hanno cambiato per sempre il gioco qui negli Stati Uniti e hanno il potenziale per cambiare il gioco in tutto il mondo. Us Soccer e gli atleti, sia della nazionale femminile che maschile, hanno ristabilito il loro rapporto con questi nuovi accordi e ci stanno portando avanti verso una nuova fase incredibilmente eccitante di crescita e collaborazione reciproche, mentre continuiamo la nostra missione per diventare lo sport preminente negli Stati Uniti. Sono grata per l’impegno e la collaborazione della Nazionale maschile e femminile e sono incredibilmente orgogliosa del duro lavoro che ha portato a questo momento. Tutti coloro che hanno a cuore il nostro sport dovrebbero condividere questo orgoglio mentre non vediamo l’ora di lavorare insieme per far crescere il calcio per le generazioni future».

Il professionismo in Italia

A fine aprile la Figc ga approvato una modifica norme organizzative interne che estende dal prossimo luglio l'area del professionismo alle formazioni che militano in Serie A di calcio femminile dalla prossima stagione. Una riforma salutata con favore sul piano politico perché abbraccia un principio di parità fra gli atleti e perché pone le condizioni per l'allargamento alla platea delle neo calciatrici professioniste di quelle tutele previdenziali e assicurative di cui erano sprovviste. Tuttavia, per molti degli addetti ai lavori, quest'epocale riforma fortemente voluta dal presidente della Figc Gabriele Gravina, avrebbe dovuto essere preceduta da un radicale cambio di marcia del movimento sotto il profilo finanziario e pone problemi di sostenibilità del sistema se non adeguatamente sostenuta dalle istituzioni sportive e politiche, come raccontato su Sport 24 del Sole 24 Ore lo scorso 1° maggio.


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