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Cantieri in autostrada, un nodo lungo da sciogliere

Il Ministro Enrico Giovannini in un’intervista a Quattroruote indica la strategia per alleggerire il caos cantieri nel periodo estivo, sottolineando però la complessità e l’urgenza di alcuni lavori. Fattori che fanno pensare a tempi lunghi per arrivare alla normalità

di Massimo Mambretti

3' di lettura

La complessa situazione delle rete autostradale italiana causata dai cantieri  provoca code e grossi disagi agli automobilisti. E con l’avvicinarsi del periodo estivo la prospettiva non promette niente di buono, in particolare sui tratti più frequentati dai vacanzieri come ben sa chi, per esempio, ha a che fare con il Nord-Ovest e in particolare con l’autostrada del Ponente Ligure. Tratto che da Genova Voltri a Ventimiglia è, praticamente, un interrotto cantiere e la percorrenza è ormai da tempi biblici, tanto che molti utenti scelgono come negli anni Cinquanta di percorrere le statali del Sassello e del Colle di Cadibona, peraltro sempre più utilizzate anche dal traffico pesante.

Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini in un’intervista rilasciata a Quattroruote dichiara che “per la prima volta, il Governo ha convocato tutte le Società concessionarie e l'Anas per definire, per ciascuna area territoriale, un piano dettagliato allo scopo di eliminare del tutto o, quantomeno, ridurre al minimo indispensabile i cantieri durante i ponti e i mesi estivi, soprattutto in agosto. Questo approccio, ovviamente, implica che gli interventi necessari a mettere in sicurezza la rete, che non sono rinviabili, siano concentrati negli altri periodi dell'anno”.

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Sicurezza, concessioni, digitalizzazione

Insomma, il problema cantieri e code viene affrontato dal Governo con una strategia che, gioco forza, è a tempo determinato per la complessità della situazione. Il tema più importante e quello della sicurezza messo in luce dal crollo del ponte Morandi, ma a fare prevedere che avremo a che fare ancora per un bel po’ di tempo con i lavori sulle autostrade ce ne sono altri. Infatti, sul tavolo ci sono anche l’aggiornamento e la revisione dei piani economici-finanziari di molte concessionarie, la digitalizzazione e la transizione ecologica. Argomenti che determinano una profonda evoluzione del sistema della mobilità e coinvolgono il potenziamento di quella su ferro anche se “le automobili resteranno centrali nel nuovo modello di mobilità – prosegue il Ministro - non soltanto nel nostro Paese, ma anche altrove, e questo è scontato, perché non sono sostituibili in tutti i loro diversi e potenziali utilizzi. Il punto cruciale, tuttavia, è che il loro impiego può essere ottimizzato e integrato nei sistemi di mobilità uscendo dalla logica del singolo mezzo di trasporto. Che ci sia l'opportunità, in altre parole, di andare da un punto all'altro servendosi delle informazioni delle piattaforme digitali, che suggeriscono tutte le possibili opzioni – quella più rapida, quella meno costosa, quella più ecologica – di tutti i mezzi disponibili. Con la possibilità di comprare il biglietto per l'intero viaggio con un semplice clic”.

Tariffe congelate e rimborsi per i ritardi. Ma non per tutti

Intanto, chi viaggia si scontra anche con pedaggi che in alcuni casi sono stratosferici. Un esempio illuminante è l’A5 della Valle d’Aosta, che da tempo detiene il poco invidiabile primato di essere sul podio delle più care in assoluto d’Italia. Ma il quadro generale non è confortante anche se aggiunge il Ministro “le tariffe resteranno bloccate fino all'aggiornamento dei piani economico-finanziari oppure alla definizione di quelli nuovi”. Il caro-autostrada, peraltro piuttosto generalizzato, è uno dei fattori che esaspera di più gli automobilisti quando passano ore incolonnati a causa dei cantieri.

Al riguardo l’associazione dei consumatori Altroconsumo ha attivato una class action, mentre Autostrade per l’Italia (Aspi) ma nessun altro concessionario ha previsto una procedura cashback con targa per i ritardi dovuti solo ai cantieri. Condivisa con il Ministero delle Infrastrutture, è legata al Telepass e alla registrazione con la app Free To X e dall’inizio di maggio prevede rimborsi che scattano a partire da 10 minuti di ritardo per i viaggi non più lunghi di 99 chilometri.  Da dicembre dello scorso anno Aspi dà diritto al rimborso per disagi “contenuti” su tratte superiori ai 150 chilometri. Per esempio, per ritardi tra 15 e 30 minuti il cashback va dal 5% per i viaggi di oltre 500 chilometri al 20% per quelli tra 150 e 249 chilometri. Oltre i 500 chilometri il rimborso del 20% scatta tra 60 e 89 minuti di ritardo

Utilizzando la app, rivolta a coloro che pagano in contanti o con carta di credito, Aspi consiglia di ritirare sempre la ricevuta di pagamento, per evitare disservizi legati al riconoscimento della targa ai caselli di transito. Insomma, anche la digitalizzazione è da mettere a punto.

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