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Carige, torna in Borsa dopo due anni: per il mercato vale 477mln

Riprendono le quotazioni del titolo della banca ligure commissariata per 13 mesi dal 2019: si cerca un acquirente per una aggregazione

di Andrea Fontana

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor ) - Banca Carige, torna in Borsa dopo due anni e mezzo e il mercato esprime un primo giudizio: l'istituto, che venne commissariato a inizio 2019 quando a Piazza Affari valeva 83 milioni di euro, capitalizza 477 milioni dopo la prima seduta e soprattutto dopo la ristrutturazione e gli aumenti di capitale sostenuti dal Fondo interbancario per la tutela dei depositi.

L'ultimo prezzo a 0,0015 euro, poi il riassetto

Borsa aveva comunicato nella giornata del 26 luglio che sulle azioni ordinarie e sui warrant non sarebbe stato diffuso il prezzo di riferimento iniziale e che per oggi non è consentita l'immissione di proposte senza limite di prezzo. L’ultimo prezzo di Borsa segnato il 28 dicembre 2018, prima del commissariamento dell’istituto e il lungo processo di ristrutturazione avvenuto attraverso l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi, era stato di 0,0015 euro per una capitalizzazione di 82,9 milioni di euro. Il riassetto è avvenuto prima con una ricapitalizzazione da 700 milioni di euro (con prezzo di sottoscrizione a 0,001 euro) e poi con il raggruppamento dei titoli (1 ogni 1000 esistenti).

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Fondo interbancario alla ricerca di un compratore

Il Fitd e lo Schema Volontario del Fitd hanno in carico i titoli a 0,17 euro per azione, mentre il secondo azionista, Cassa Centrale Banca, che ha deciso di non esercitare le opzioni per arrivare al controllo di Carige, ha il suo 8,3% del capitale in bilancio a 0,60 euro per azione. La liquidazione delle spezzature successiva al raggruppamento è avvenuta a 1,0366 euro per azione. L’azionista di riferimento punta a realizzare il prima possibile una aggregazione di Carige con un altro istituto più solido vista anche la difficoltà della banca in una prospettiva stand alone a raggiungere i target del piano industriale attuale, per il 2021 erano previste perdite per 84 milioni ma il risultato sarà peggiore, e la necessità in caso di mancata fusione di procedere a una ricapitalizzazione necessaria fino a 400 milioni nell’ultima parte del 2022.

I rischi sul titolo: volatilità e flottante scarso

A proposito dell’andamento delle azioni, nel prospetto informativo per la riammissione in Borsa era segnalato il rischio di una notevole volatilità del titolo – sia a causa dell’incertezza globale per la pandemia sia per il notevole scostamento tra l’andamento gestionale e reddituale attuale rispetto a quello atteso nel piano al 2023 – come anche il rischio legato al flottante molto ridotto e pari all’11,66%.

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