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Carni suine, industria a rischio collasso: +40% rincari sulle materie prime

Il presidente di Assica Levoni: “Settore a rischio. Urgente tavolo con Gdo e misure ad hoc”. La crisi dovuta all’epidemia suina

di Micaela Cappellini

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(chayakorn - stock.adobe.com)

Il presidente di Assica Levoni: “Settore a rischio. Urgente tavolo con Gdo e misure ad hoc”. La crisi dovuta all’epidemia suina


2' di lettura

Un'industria che vale circa 8 miliardi di fatturato sull'orlo del collasso con aumenti fino al 40% sulla materia prima. Oltre 200 milioni di suini falcidiati dalla peste suina africana, che in Cina ha creato una epidemia senza precedenti portando a una crisi internazionale che non sembra placarsi. «In gioco c'è la sopravvivenza stessa del settore” ha detto Nicola Levoni, presidente di Assica, che il 26 novembre a Milano guida l'assemblea nazionale delle imprese delle carni e dei salumi.

“Stiamo vivendo una serie di problematiche senza precedenti che stanno sfinendo le imprese del settore, da una mancanza della materia prima mai così grave dal dopoguerra fino al problema dei dazi negli Usa e al rallentamento degli scambi mondiali in generale. Se le condizioni di mercato non miglioreranno sensibilmente nei prossimi mesi, già a partire da marzo almeno il 30% delle nostre imprese si troveranno in una situazione di difficoltà economica e finanziaria» ha aggiunto Levoni.

Al centro di questa tempesta perfetta ci sono i fortissimi rincari della carne suina, dovuti all'aumento della domanda in Cina che ha portato a una scarsità della materia prima in tutto il resto del mondo e al conseguente elevato aumento dei prezzi anche per le carni di altre specie, bovine e avicole. Ad esempio, i prezzi dei suini da macello sono passati dagli 1,27 euro/kg di gennaio agli 1,79 euro/kg di fine novembre, un balzo di oltre il 40%. Per l'industria di trasformazione il costo della materia prima rappresenta dal 50% fino al 75% in alcuni casi del costo totale di produzione. Incrementi come quelli che si stanno registrando sono diventati insostenibili per l'industria della produzione di salumi.

«Al governo - ha detto il presidente Levoni - chiediamo l'istituzionalizzazione del tavolo bilaterale con la Gdo e misure finanziarie ad hoc. All'Europa chiediamo invece flessibilità nel giudicare misure nazionali di aiuto a tempo determinato, uno strumento di sostegno per l'industria simile a quelli già previsti per le fasi di produzione primaria».

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