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Carrello della spesa, un quarto è di prodotti italiani

Secondo l’Osservatorio Immagino GS1 i prodotti che evidenziano l’italianità hanno incrementato le vendite e ora hanno un valore di 8,7 miliardi

di Giovanni Uggeri

2' di lettura

Un prodotto alimentare su quattro acquistato in supermercati o ipermercati sul nostro territorio nazionale è connotato in etichetta come italiano: si tratta di oltre 22mila referenze che, in un anno, hanno aumentato le vendite di +1,8%, incassando oltre 8,7 miliardi di euro. A rivelarlo è la decima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy che ha analizzato le informazioni riportate sulle confezioni di oltre 125mila prodotti di largo consumo. L’analisi di medio periodo «mostra un’importante crescita del peso dei prodotti che riportano declinazioni dell’italianità sul giro d’affari di supermercati e ipermercati nell’alimentare: tra giugno 2018 e giugno 2021, la quota a valore è passata dal 22,5% al 26,9%, con un incremento di 4,4 punti percentuali», spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy.

La bandiera italiana è il più diffuso “segnale” di identità nazionale: presente sulle etichette di 13.266 prodotti alimentari, per un giro d’affari complessivo che sfiora i 5 miliardi di euro (+0,2% annuo), ha visto aumentare le vendite soprattutto di pizze surgelate, patatine, arrosti affettati e bevande base thè. Birre, arrosti affettati, ricotta, acqua minerale naturale e pomodori hanno invece trainato le vendite dei 6.688 prodotti alimentari che si dichiarano in etichetta “100% italiano” e che hanno realizzato 3,5 miliardi di euro di giro d’affari (-0,3% nei 12 mesi).

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Sono stati soprattutto vini e spumanti a trainare l’aumento delle vendite, a partire dalle bottiglie Docg, 877 vini, che hanno aumentato il sell-out del 17,1% in un anno. Un giro d’affari che ha superato i 273 milioni di euro, spinto da prosecco, vini e spumante classico. Nella consueta classifica delle regioni più segnalate sulle etichette, quella con il maggior numero di prodotti a scaffale è il Piemonte, seguita da Toscana e Sicilia. La regione con il maggior giro d’affari in GDO resta il Trentino-Alto Adige, davanti a Sicilia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, mentre Lazio (+17%), Puglia (+16,6%) e Veneto (+15,5%) sono le tre regioni che hanno registrato i maggiori tassi di crescita annui delle vendite.

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