Le Faq della Riscossione

Cartelle: per rottamazione ter, saldo e stralcio alla cassa fino al 6 dicembre

Il termine del 31 ottobre per le rate scadute durante la sospensione Covid vale solo per i piani già concessi prima della pandemia

di Marco Mobili e Giovanni Parente

Ripresa graduale per cartelle, 4 mln nel 2021

3' di lettura

Tolleranza fino al 6 dicembre per recuperare le rate originariamente in scadenza nel 2020 non versate della rottamazione ter e del saldo e stralcio oltre a quelle che sono in scadenza nel 2021. I 150 giorni per saldare il conto delle cartelle valgono solo per le notifiche dal 1° settembre al 31 dicembre 2021, quindi per gli atti notificati dal 1° gennaio 2022 torneranno 60 i giorni per i pagamenti.
La proroga al 31 ottobre dei termini per pagare le rate dei piani di dilazione vale esclusivamente per quelli già in essere all’8 marzo 2020 (o al 21 febbraio 2020 per le aree in zona rossa), ossia alla data di inizio del periodo emergenziale. Quindi per i piani concessi successivamente il termine era quello del 30 settembre 2021. Sono alcuni dei chiarimenti che emergono dalle Faq e dal vademecum di agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader) sulle modifiche introdotte dal decreto fisco-lavoro (Dl 146/2021 in vigore dal 22 ottobre).

Rottamazione ter e saldo e stralcio

Il Dl 146/2021 consente anche a chi ha saltato le rate originariamente in scadenza nel 2020 (e poi prorogate per l’emergenza Covid) di risalire sul treno della rottamazione ter e saldo e stralcio. La condizione è che i versamenti mancanti vengano recuperati entro il 30 novembre 2021, giorno in cui vanno saldate anche le scadenze 2021 (4 per la rottamazione ter e 2 per il saldo e stralcio). Le Faq chiariscono che sia per le rate 2020 da recuperare sia per quelle 2021 valgono i 5 giorni di tolleranza, che grazie ai sabati e le domeniche portano il termine al 6 dicembre 2021.
Si possono continuare a utilizzare i bollettini già in possesso, anche se il versamento sarà effettuato in date diverse da quelle indicate. Chi ha smarrito la comunicazione può chiederla attraverso il servizio online di agenzia delle Entrate-Riscossione.

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Il pagamento delle rate scadute

Le Faq ricordano che il Dl 146 ha stabilito che, per i contribuenti con piani di dilazione in essere all'8 marzo 2020 (21 febbraio 2020 per le aree in zona rossa), quindi piani concessi prima del periodo emergenziale, il termine per il pagamento delle rate in scadenza nel periodo di sospensione è differito dal 30 settembre al 31ottobre 2021.
Per le rateizzazioni concesse dopo l’8 marzo 2020 e scadute durante il periodo emergenziale (ossia entro il 31 agosto 2021) il termine per il pagamento delle rate in scadenza nel periodo di sospensione è rimasto fissato al 30 settembre 2021.

La tolleranza per i piani di dilazione

Il decreto fisco-lavoro, poi, ha esteso a 18 il numero massimo delle rate, anche non consecutive, che comportano la decadenza dei piani di rateizzazione in essere all'8 marzo 2020 (21 febbraio 2020 per le aree in zona rossa), in caso di mancato pagamento. Pertanto, sottolineano le Faq di Riscossione, «i contribuenti che hanno interrotto i pagamenti delle rate durante l'intero periodo della sospensione, dovranno effettuare il versamento di un numero di rate tale da evitare la decadenza dal beneficio della dilazione, che avviene, appunto,con il mancato pagamento di 18 rate».
Per le rateizzazioni concesse dopo l'8 marzo 2020 e per quelle riferite a richieste presentate fino al 31 dicembre 2021, la decadenza si determina nel caso di mancato pagamento di 10 rate.

I 150 giorni per pagare

Per le cartelle notificate dal 1° settembre al 31 dicembre 2021,il Dl 146 ha prolungato fino a 150 giorni dalla notifica (rispetto ai 60 giorni ordinariamente previsti) il termine per il relativo pagamento senza applicazione di interessi di mora. Prima di tale termine, chiariscono le Faq, «l'agente della riscossione non potrà dare corso all'attività di recupero del debito iscritto a ruolo».
Per le cartelle di pagamento che verranno notificate dal 1° gennaio 2022 tornerà, invece, il termine ordinario di 60 giorni dalla data di notifica.

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