economia

Cassa Depositi e Prestiti: Al servizio del sistema produttivo

All’origine dell’istuzione (1850) la scelta di Camillo Benso di Cavour

di Piero Craveri

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(Ansa)

3' di lettura

Nel deperimento complessivo della struttura statuale del nostro paese vi sono istituzioni che reggono e si sono adeguate ai tempi. Tra queste è la Cassa Depositi e Prestiti che svolge funzioni centrali nella finanza pubblica e a sostegno del sistema produttivo. Abbiamo già sulla sua storia un’abbastanza ricca bibliografia e il libro di Paolo Bricco, La Cassa Depositi e Prestiti, ne sottolinea ora, oltre l’aspetto della sua continuità storica, i mutamenti, da ultimo accentuatisi, del suo assetto societario e le diverse funzioni di sostegno della finanza pubblica.

Bricco pone giustamente negli anni 70 del secolo scorso l’origine della crisi economica di cui ha poi continuato endemicamente a soffrire il nostro Paese. Un arco di tempo che ancora molta storiografia ritiene troppo lungo. Ma fu in effetti proprio in quel decennio che si manifestò pienamente lo squilibrio tra politica economica dello Stato e sistema produttivo, quella disarmonia costante, che avrebbe poi fatto dei finanziamenti pubblici alle imprese un supporto disorganico e disarticolato, piuttosto che un indirizzo politico coerente. E ciò differenzia l’Italia da altri Paesi europei, come la Francia, in cui la presenza pubblica ha ben altro spessore, e la Germania, dove il rapporto tra Stato e mercato ha carattere organico, di tipo neocorporativo, che non contrasta col principio di concorrenza, anzi lo rafforza, facendone la chiave del successo.

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Cavour

Quanto all’origine della Cassa Depositi e Prestiti dobbiamo risalire al 1850. Fu Cavour che, sul modello francese, ritenne necessario creare uno strumento distinto e insieme strettamente correlato alla finanza pubblica, da subito poi dotato di quella che sarà la sua costante e principale fonte di finanziamento, il risparmio postale, privilegiato dalla garanzia dello Stato. Va sottolineato il carattere popolare di questa fonte: sono soldi degli italiani e da ciò consegue la responsabilità peculiare dell’istituzione, preservandone anche storicamente una sua autonomia.

La storia della Cassa Depositi e Prestiti è appunto segnata da questo complesso rapporto. Oggi, attraverso una serie di provvedimenti normativi che si susseguono dal 19P2, ha assunto la fisionomia di una società per azioni ed è, in base alle regole di contabilità pubblica definite dall’Eurostat, una “market unit”, fuori dal perimetro pubblico.

Lungo più di un secolo e mezzo ha sempre svolto la funzione ordinaria di fornire agli enti locali il credito necessario per finanziare le loro opere pubbliche e sostenere la gestione del debito. La funzione straordinaria è stata invece caratterizzata dalle urgenze immediate a cui la finanza pubblica più volte si è trovata di fronte, anche internazionali, come è stata la crisi del 2008 e quella dei debiti sovrani del 2011.

La quota azionaria del ministero dell’Economia nella società resta oggi dell’80%, a questa si aggiunge quella del 18% delle Fondazioni bancarie. Il controllo dello Stato dunque permane, ma l’autonomia sta nel potere di scelta che la Cassa ha definitivamente acquisito per operare in equilibrio rispetto al mercato. Non è stato sempre così nel passato, generando un rapporto spesso contrastato, tra autonomia e subordinazione. Oggi compiti straordinari possono riproporsi, in una situazione di debito pubblico così grave come quella italiana, mentre, col nuovo assetto societario, si sono dilatati anche quelli ordinari.

La Cassa può rafforzare la sua capacità finanziaria, ricorrendo maggiormente al mercato, ma ha ormai assunto la funzione di sorreggere il sistema produttivo, limitandone la flessione dell’ultimo venticinquennio, a partire da quel cerchio ampio di imprese che sono rimaste a partecipazione statale, ma avviando linee di credito per nuove iniziative, oltre la stabilizzazione di quelle esistenti, soprattutto di quelle tecnologicamente innovative del settore privato, purché le aziende su cui interviene, non versino in disavanzi strutturali.

Procedere «dinamico e paziente»

Bricco fa a riguardo un quadro molto particolareggiato e completo di questo insieme di interventi a sostegno del sistema produttivo, che è di grande interesse. Nel complesso descrive così un procedere «dinamico e paziente» della Cassa Depositi e Prestiti ed il merito in questo libro, oltre la proprietà tecnica della ricostruzione-istituzionale, sta nel sapere mantenere connessa la continua evoluzione di questo istituto con il cangiante quadro politico ed economico, offrendo una visione completa delle sue funzioni e della sua storia.

Cassa Depositi e Prestiti. Storia di un capitale dinamico e paziente. da 170 anni. Paolo Bricco, il Mulino, Bologna, pagg. 248, € 16

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