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Cento milioni di investimenti per potenziare i tre scali

di Donata Marrazzo

2' di lettura

La Calabria spicca il volo nei progetti di Marco Franchini, il nuovo manager di Sacal voluto dal governatore Roberto Occhiuto alla guida della società aeroportuale che gestisce gli scali di Lamezia, di Crotone e di Reggio Calabria.

Cambiati gli azionisti, con l'acquisto da parte della Regione del pacchetto di Fincalabra, la Sacal è tornata pubblica, con il 61,2% delle quote in mano all'ente regionale, e la partecipazione dei comuni, delle province e delle camere di commercio di Lamezia, Catanzaro e Cosenza, oltre a quella di Vibo Valentia, che insieme al Corap portano all'87,2% le frazioni del capitale sociale pubblico (quasi 24 milioni di euro).

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Un passaggio preliminare per avviare una totale ristrutturazione del sistema aeroportuale, a cominciare dall'amministratore unico: di origini veronesi, Franchini ha maturato negli anni una straordinaria esperienza all'interno dello scalo di Monaco, di Verona, nella riorganizzazione degli aeroporti pugliesi e di quello di Catania, oggi quarto scalo d'Italia. E che ora trasferisce «con determinazione e concentrazione», dice, sulle tre realtà calabresi. «In Calabria il cambiamento è adesso o mai più».

Con un piano d'investimenti da oltre 100 milioni di euro, che sarà sottoposto a giorni all'attenzione degli azionisti, il manager di Sacal punta a potenziare tutti gli scali della regione, con specifiche azioni per Reggio e Crotone «dove ci sono ampi margini di miglioramento», così da incrementare il traffico nazionale e internazionale, destagionalizzando i flussi, e attrarre nuove compagnie. In definizione, per l'aeroporto dello Stretto, alcune nuove rotte in risposta alle aspettative del territorio.

«La sfida è rilanciare il sistema aeroportuale entro un anno, con il decisivo supporto di Enac che scommette con noi sulla Calabria per migliorare la gamma dei servizi e l'esperienza di viaggio dei passeggeri, anche quelli con problemi di ridotta mobilità – spiega Franchini – facendo dell'intermodalità, ad esempio, un punto di forza dei tre aeroporti. Chi atterrerà in Calabria avrà a disposizioni navette o e-bike per spostarsi nella regione. Avremo sempre ben presente la variabilità del territorio, le sue criticità e le sue bellezze». Un'accelerata per «lo sviluppo economico ma anche culturale della regione – nell'idea di Franchini –. Perché qui non è solo un problema di infrastrutture».

L'impronta della sostenibilità e dell’efficientamento energetico contraddistingue la visione del manager: «Vogliamo fare del nuovo sistema aeroportuale un laboratorio delle energie rinnovabili con l'installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture e le facciate delle aerostazioni, con impianti per l'energia eolica e la geotermia. In questo agiremo di concerto con il ministero della Transizione ecologica. Saremo l'hub di nuove start up impegnate nello sviluppo e nella ricerca di soluzioni innovative per l'ambiente».

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